Intervista a Tying Tiffany
Cominciamo bene, ancora un’artista che teme le mie domande al punto di preferire vie estreme pur di sfuggirvi. Ovviamente si scherza, Tying Tiffany è una vera dark lady, con atteggiamenti e pose da dark lady, come quella della stupenda foto di Alberto Lisi. Una foto perfetta per raccontare il suo mondo, pieno di plastiche atmosfere funeree e suoni tosti, accompagnati però da un gusto pop di fondo e molta ironia.Il suo recentissimo cd Peoples Temple, dato alle stampe per la label tedesca Trisol (dove erano quelle italiche?), è un autentico gioiellino di musica moderna con i controfiocchi. Radicale e sbatticoda come pochi, nasce fin dal titolo dentro al “male” dei nostri giorni, il titolo è infatti ispirato alla setta guidata da Jim Jones, il predicatore che il 18 novembre 1978 ordinò il suicidio per avvelenamento tramite cianuro ai membri della propria comunità (morirono 918 persone).
Insomma, capitemi bene, con Tying Tiffany non si scherza. Nata nella città dell’Alligatore (quello vero, cioè Padova) è un’artista giramondo, con base a Bologna, dove vivono tra i migliori talenti della nostra musica attuale. Lei ne è una degna cittadina… ma ora la sto adulando, non vorrei esagerare, poi si crede mi sia invaghito di lei e non è da critico serio … pronta dall’oltre tomba? … cioè, dal Triangolo delle Bermuda?
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