mercoledì 2 febbraio 2011

In edicola il più bel Frigidaire della storia

È il più bel Frigidaire della storia, quella nuova intendo. Copertina a parte (è bella pure quella, di Cossu, ma non ci sono io nudo… non si può avere tutto), ci sono dei pezzi da rimanere con le dita incollate al giornale. Me lo sono letto tutto d’un fiato, con un piacere fisico immenso. Dal pezzo di Sparagna, Onde Ribelli, sulle salutari scosse da una parte all’altra del Mediterraneo (occhio al suo disegno con un Gramsci nero, un capolavoro che ho tentato invano di scanerizzare), all’originale storia a fumetti de I nuovi partigiani (vanno a Sanremo per sconvolgere la capitale della canzonetta imbecille), dalla testimonianza di un antropologo sulle sue esperienze in Amazzonia all’intervista a Vendela Vida, e poi fumetti magnifici, strisce, il grande Pablo Echaurren, due mie rece, chiapperi (Numero6 e Kyò) e sopratutto due splendidi pezzi su Angelo Quattrocchi. Chi era? Era Baby Face … io lo conoscevo come editore di libri, libri più radicali di quelli di StampaAlternativa. Alla sua Malatempora proposi un mio romanzetto anni fa. Quattrocchi mi rispose con una bella lettera scritta a mano e due libri in regalo. Questo la dice lunga sull’umanità della persona. Quanti editori fanno così? Non sapevo fosse amico di Sparagna, dovevo immaginarmelo …

E ALLORA http://www.frigolandia.eu/

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giovedì 25 novembre 2010

Intervista a Kyò

Poesia, teatro, cinema, elettronica, politica, amore, sesso …di cosa parleremo questa sera? Viste le esperienze, la cultura, e l’impegno che entrano nel progetto Kyò, ci sarà la possibilità di spaziare in lungo e in largo: Marco Messina, dai 99 Posse al mondo, Michelangelo Dalisi, attore della Napoli teatrale più internazionale e del cinema più vivo, Monica Nappo, attrice della Napoli più viva e del cinema più internazionale (o viceversa).
E che canzoni fanno? Fanno canzoni che sono gioielli rari, scritti, tra gli altri da autori quali Leopardi, Antonin Artaud, Guido Cavalcanti, Giordano Bruno, Heiner Müller, Emily Dickinson … insomma, questa sera non potrò fare la mia classica domanda: prima le parole o la musica? Qui parole e musica sono tutta una cosa, e allo stesso tempo due cose diverse. I testi sono quasi tutti del passato, mentre la musica e modernissima, quel battito forte e intenso dell’elettronica, tra sospensioni e attacchi improvvisi. Un modo intelligente di portare all’oggi i testi di ieri; tanto, l’alienazione e la poesia, la bellezza e le miserie, sono sempre attuali. Ma qui comincio a sbrodolare troppo. Pronto Marco? C’è forse anche Monica? …Michelangelo questa sera a teatro? … o era ieri? Insomma, yuu-uuh, c’è nessuno?
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