giovedì 11 agosto 2016

In palude con Evan


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: Nu-Jazz/New Soul
DOVE ASCOLTARLO: (in parte o tutto) iTunes/Apple Music, Spotify, Amazon, ecc.
LABEL: AUTOPRODOTTO
SITO O FB DEL GRUPPO: www.evanmuzik.net FB: EVAN
CITTA’: Napoli
DATA DI USCITA: 7 giugno 2016
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giovedì 22 maggio 2014

Due parole con i Sunneva

Rimaniamo in Campania questa settimana con le interviste sul blog, questa volta però con una band di Napoli, i Sunneva, nuova formazione di cinque elementi tra poco in palude. Cinque elementi provenienti da esperienze diverse, chi dal jazz, chi dall'hardcore, chi dall'universo indie, chi dall'elettronica, per confluire in un progetto originale di piacevole folk dilatato, difficilmente ascoltabile a queste latitudini. We Are Trees, è infatti un album di alternative-rock, con arrangiamenti che vanno oltre il basilare voce/chitarra/basso/batteria, con l'inserimento di ukulele e contrabbasso (sempre più presente questo strumento), archi, pianoforte, beat elettronici, samples presi da dischi e dal web... e tante altre diavolerie.
Tutto questo fermento musicale è ovviamente dato dalla varia provenienza dei componenti della band, ma anche dallo spirito libero dei Sunneva. We Are Trees, prodotto in totale autarchia, è uscito con distribuzione Audioglobe ai primi di maggio, con licenza Creative Commons (a proposito, ascoltatelo liberamente qui). Sei pezzi, per quasi trenta minuti di musica senza tempo, un'esperienza sensoriale intensa, come lascia intuire la copertina dell'artista Rinedda, sempre in viaggio tra la sua Napoli e Berlino mi dicono (approfondiremo). Intanto faccio partire per l'ennesima volta l'album, in attesa del gruppo. Pronti?

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giovedì 8 maggio 2014

Due parole con The Gentelmen’s Agreement

Tra poco in palude The Gentelmen’s Agreement, band partenopea innovativa sotto molti punti di vista. Partiamo dal disco, partiamo dalla sua confezione: Apocalypse Town, è un cartonato strano, bianco, legato da un vero bullone di fabbrica. È stato pensato dalla facoltà di Architettura di Napoli, in cambio di un concerto in università. Un baratto, come tutte le fasi del disco, dalla registrazione al SudEstudio di Campi (Lecce), ai costumi futuristi utilizzati durante il tour, realizzati dalla giovane stilista Simona Napolitano. Una scelta lontana dalle normali scelte produttive, diversa anche dal crowdfunding “di moda” oggi, in quanto non c'è moneta.
Apocalypse Town, uscito da circa un mese con la Subcava Sonora, giovane etichetta che ha rinunciato alla Siae, per diffondere le proprie produzioni in Creative Commons, è un disco alternativo al 100%. Queste scelte produttive rispecchiano alla perfezione il contenuto dell’album, un vero e proprio concept-album, con al centro un operaio, che stufo dei ritmi ripetitivi della fabbrica, come e peggio dell'omino di Charlot, fugge. L'uomo, finalmente liberato, trova nella natura il giusto modo di vivere. Un percorso nuovo, per niente banale, scandito dalle quattordici canzoni di Apocalypse Town... avrei altro da dire, ma non voglio rivelare troppo. Lascio la parola al gruppo. Pronti?

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venerdì 11 maggio 2012

Due parole con i eildentroeilfuorieilbox84


Questa sera parliamo de La fine del potere… no, non preoccupatevi, non parleremo dei risultati elettorali, o della crisi mondiale (anche se magari ci potremmo accennare). La fine del potere è il titolo del disco di un gruppo romano, un trio di giullari (nel vero senso del termine) con un nome stranissimo, eildentroeilfuorieilbox84 (sono nati nel box auto 84, dice la loro bio, non so a cosa si riferisca eildentroeilfuori, ci diranno …). Il cd, dalla semplice simpatica copertina gialla con lo spaventapasseri, è uscito da poco con La famosa etichetta Trovarobato, e lo stanno presentando in giro (ieri sera nella loro città, domani, sabato 12 maggio, a Latina, poi a giugno in alcuni locali del centro e sud Italia).
Sì tratta di dodici pezzi allegri e spensierati, che però a volte fanno pensare. Sembra quasi sia la linea della loro label, quella di musicanti così, tra l’impegno pop-rock e una certa ironia nel proporsi. Non per nulla, dietro alla Trovarobato, ci sono i mitici Mariposa, quelli della musica componibile (si legga la prima blog-intervista con loro per capire cos’è). Il gruppo romano invece, si presenta parlando di musica HardQuore, un bel concentrato acido di diversi tipi di suoni e stili musicali apparentemente sconclusionati, ma che alla fine rendono bene l’idea. Attivi da qualche anno, con già ben tre dischi nel loro box, sempre diffusi sotto licenza Creative Commons. Insomma, avevano tutte le caratteristiche per finire in palude e ci sono finiti  … pronti?       
PER CONOSCERLI MEGLIO

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