venerdì 8 febbraio 2013

Due parole con Frei



Frei per la prima volta in palude, direttamente dallo spazio. Anzi, dallo spiazzo, come dice ironicamente il titolo del suo secondo disco da poco uscito e ormai volante per le galassie dell’underground italico: 2013 Odissea nello spiazzo. Nato sul finire degli anni settanta, Frei racconta i sogni di bambino, rappresentati da mondi misteriosi e pianeti da visitare nel tanto sospirato 2000, fantasie divenute quasi una malattia, grazie a foto e documentari visti nell’ultimo periodo. Ora, che siamo nel 2013, riflette il cantautore romagnolo, nello spazio siderale, non ci siamo ancora stati. Perché? Erano solo storie da film di fantascienza? Per questo ha deciso di farne un disco. Questo.
Un disco fortemente voluto da Frei, che l’ha scritto, suonato, cantato e autroprodotto tra la Romagna e il Canada, insieme ad un gruppo magico a partire da Enzo Cimino (sempre lui), con il quale l’ha registrato, Andrea Rovacchi con il quale l’ha mixato, Bruno Green, con il quale l’ha mixato. Fondamentale anche l’apporto di Dario Giovannini, che ha registrato tutti gli strumenti, curato gli arrangiamenti e fatto con Frei la pre-produzione. Insomma una squadra di qualità, che ha donato a questo disco un equilibrio e un gusto per la melodia veramente unica. Sembra un disco d’altri tempi, forse il fatto di pensare al futuro (ma anche al passato), l’ha reso così. E allora parliamone ora. Pronti?
PER CONOSCERLO MEGLIO

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 10 dicembre 2012

Due parole con Caffésport Orchestra



Caffésport Orchestra questa sera in palude. Per la prima volta? In realtà è un gruppo con tanti nomi, alcuni dei quali, già passati in palude. Più che un gruppo, un supergruppo, attorno a Francesco (Franz) Senni, voce, chitarra, pianoforte, e le sue storie ironiche (anche auto-ironiche), bozzetti di provincia da cantautori anni ’70, ma con in più il pop del mare della Romagna. Dietro storie d’amore andate a male, bar, friggitorie di pesce, sogni di note. Insomma, un universo poetico che si sta dilatando, per dirla come il vecchio Woody Allen; meglio, in perenne dilatazione.
Il disco ha un titolo che è tutto un programma: …e pensare che sono venuto solo per comprare un pesce spada, come a dire, adesso mettetevi comodi, e state a sentire tutte le storie che ho da raccontarvi. Prodotto da Chihuahua records (e anche qui c’è dietro una storia), Aidoru, ABuzzSupreme edizioni, è nato nel corso degli anni, con pezzi scritti tra il 2004 e il 2011. Registrato al Bluscuro di Monteleone (Fc), da Senni, con Andrea Comandini e Andrea Zanella, e in qualche altro posto cult della riviera romagnola, oltre ad essere pieno di parole, e anche zeppo di suoni. Cosa dire di più? La parola alla Caffésport Orchestra. Pronti.
PERCONOSCERLI MEGLIO 

Etichette: , , , , , , , , , , , ,

martedì 24 maggio 2011

Intervista ad Enrico Farnedi

Enrico Farnedi tra i girasoli, a nascondere il suo ukulele, strumento simpatico, dal suono caratteristico, usato sempre più spesso dai nostri nuovi cantautori più interessanti. Farnedi è nuovo, nel senso che ha da poco esordito con un cd a suo nome, ma è in giro a suonare da fine anni ’90: Rico Romano con la swing band The Good Fellas, voce e tromba con i Gangsters of Swing, collaboratore di Vinicio Capossela, Quintorigo, Montefiori Cocktail, Tanita Tikaram, Cochi & Renato, solo per citare i primi che mi vengono in mente, e ora nella leva cantautorale degli anni dell’Alligatore.

Ha da poco dato alle stampe Ho lasciato tutto acceso, concentrato potente di emozioni sotto forma di quindici canzoni, quasi tutte scritte, suonate e cantate da lui. C’è poi una cover di un cd molto amato dal sottoscritto e da altri amici blogger (Lonely Planet, dall’album Dusk di Matt “The The” Johnson), e un’atmosfera rilassata, ma mai doma. Sentire per credere. E poi c’è l’ukulele, strumento incontrato da Enrico nel 2006, con il quale ha già fatto molte esperienze interessanti: partecipazione a Ukeit, il primo festival italiano dedicato al piccolo strumento hawaiano, e alla compilation Ukeit Vol.1 insieme a Petra Magoni, Ferruccio Spinetti, Frankie Hi Nrg e Pacifico. Non aggiungo altro, sento il suono dell’ukulele avvicinarsi alla palude …

VAI AL SUO MYSPACE http://www.myspace.com/enricofarnedi

Etichette: , , , , , , , , , , , ,

venerdì 5 novembre 2010

Intervista ad Andrea Cola

No, non nasconderti Andrea, ormai è fatta, non puoi più ritirarti. Buttati nella palude, non mordo. Del resto non potrei mordere chi mi sta deliziando da giorni con parole, musica e sorprese continue. Già, perché l’esordio autorprodotto da Andrea Cola, con il supporto degli Aidoru, Bluscuro Studio e di ABuzzSupreme/Consorzio Utopia, è veramente una pacchia per le mie orecchie. S’intitola Blue, ha una copertina mistica e sensuale, con lui che esce dall’acqua, e contiene undici pezzi uno più bello dell’altro (e qui mi fermo, ascoltatelo e mi direte se sbrodolo o dico il vero).
Andrea Cola è all’esordio, ma in realtà si sbatte nell’underground italico da anni. Era nei Sunday Morning, cantava in inglese, mentre ora ha provato a cimentarsi con la nostra lingua. Il risultato è un cd di un cantautore moderno, tra nomi storici della nostra canzone e certo rock acido. Tra la via Romagna e il west, per dirla con una battuta. Ma qui non c’è tempo da perdere con le battute. Andrea ha la valigia pronta (spero sia piena di nuove canzoni) e non voglio farmelo scappare. Fermo un attimo, che ti prendo con il raggio laser per teletrasportarti nella palude … Preso!
VAI AL SUO MYSPACE http://www.myspace.com/lamattinapresto

Etichette: , , , , , , , , , , ,

mercoledì 9 dicembre 2009

Intervista agli Aidoru

Aidoru, da Cesena con furore. Saranno loro questa sera ad animare il blog. Quattro ragazzi che definire musicanti è riduttivo. Agitatori culturali forse, impegnati da tempo sul confine sottile tra teatro, performance, poesia, video-arte… tante cose. Troppe per i nostri cervelli impigriti da etichette e classificazioni buone solo per il mercato. Come la loro musica, non facilmente classificabile: post-rock?... punk?... pop?... jazz?... classica?...
Per capirlo dovreste ascoltare il loro nuovo cd, che non è un semplice cd, ma due: Songs – Canzoni/Landscapes-Paesaggi. Un cd che uscirà tra un paio di giorni per La famosa etichetta Trovarobato (da chi altri sennò?) e Aidoru Associazione (acquistabile sul loro sito dall’undici dicembre, poi da gennaio anche nei negozi). Io l’ho già ascoltato, facendo l’errore di sentirlo per la prima volta in auto; è un ascolto impossibile in auto, perché è un album vivo, che reclama attenzione e impegno, non lo puoi sorbire mentre fai dell’altro. Non è un sottofondo, non è una colonna sonora, sono rumori e melodie, parole che si fanno suono, strumenti che ti parlano…ma ora sono io che stra-parlo. Meglio sentire se sono pronti loro, gli Aidoru, idoli per una notte sul blog? Ci siete?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/urodia
VAI AL LORO SITO http://www.aidoru.org/

Etichette: , , , , , , , , ,