giovedì 17 settembre 2026

In palude con Ottodix

 

NOTE SUL DISCO

Artisti: Ottodix

Titolo: Cerebro_ Mundi

Genere: Elettronica, Art Pop, Electro Alternative

Etichetta: Gelo Dischi

Città: Treviso

Data di uscita: 10.04.2026

LINK UTILI qui, qui, qui

Ascoltalo qui o qui

 

PRESENTAZIONE

È un vero piacere avere questa sera Ottodix in palude. È bello averlo in diretta, perché fino ad ora, sembra impossibile, ma l’ho sempre intervistato in differita, e mi piace sia lui a riaprire l’intervista in diretta, dopo qualche mese di pausa e dopo che l’ho ripresa quest’anno. Dico questo perché l’artista trevigiano è da sempre amante della sperimentazione, delle tecnologie, dell’umano e del non umano e dell’umano dove sembra non esserci, invece c’è. È un po’ la testi, semplificando, di questo suo nuovo concept album Cerebro_ Mundi. Un disco che viene definito politico-ambientale (immaginate quanto godo) con sei pezzi dedicati al cervello umano e altre sei, dopo un interludio, a quello planetario. Se nel precedente concept intitolato Arca, Ottodix pensava a una fuga di massa dalla terra, dopo la sua distruzione, qui entra nel cervello umano (umano?) per capire l’origine dei problemi che ci stanno distruggendo. Se fosse un film parleremmo, forse, di prequel … ma inutile fare i colti, sono le pulsioni primordiali, e io rettile, le conosco bene. Questi disastri interni, poi portano a disastri esterni, al non parlarsi tra nazioni e/o continenti, un blocco molto visibile oggi tra est e ovest. È appunto, la seconda parte dell’album.

Mi sono forse dilungato troppo con il mio bla, bla, bla, e allora lascio la parola a Ottodix, che con me parlerà del disco Cerebro_ Mundi. Potrete dire la vostra anche voi, nei commenti di questo post insieme a noi. Pronti?


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venerdì 11 settembre 2026

La lunga estate calda

 

È stata un’estate bellissima, un’estate come non se ne vedevano da anni. Ho notato però un eccessivo allarmismo dei mass media sulle alte temperature, sul clima che è cambiato, sull’estate più calda del secolo e tutto sto bla, bla, bla. Non nego che sia stata calda e calda a lungo e che il clima sia cambiato lo sappiamo e diciamo fin dagli anni Cinquanta del secolo scorso (le menti più avanzate, inascoltate proprio dai media che ora hanno scoperto l’acqua calda). Assistiamo da anni a fenomeni estremi e ci facciamo prendere dal panico: un anno perché è l’estate più piovosa, un anno perché è l’inverno senza neve (signora mia, niente neve a natale, invece grandi sciate e pasquetta), isole che diventano penisole nel mio lago per mancanza di acqua, centrali nucleari che vanno al 10% perché il bel Danubio blu è in secca (e allora il nucleare quanto produce realmente?) e via di questo passo. Questo per dire che non sarà una lunga estate calda a segnalare che il clima è cambiato, e che se è stata calda questa del 2026 non vuol dire che lo sarà quella del 2027, quindi stop al panico. Certo, ci vorrebbe più consapevolezza e rispetto per madre terra, lo diciamo da anni (leggete i post dedicati al tema su questo mio blog), ma non saranno i potenti della terra a dirci come fare. Questi badano solo ai loro interessi, e i media sono loro alfieri. In questi giorni è piovuto molto, come vedete dalla foto del mio giardino le temperature sono in caduta libera, e dopo un’estate vera (una lunga estate calda) sembra iniziare un autunno vero… con piogge e temperature basse, in particolare la sera e la mattina. Da rettile questo a me dispiace, ma me ne devo fare una ragione. E voi che ne pensate di questo mio pistolotto?


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venerdì 4 settembre 2026

Pronti per il 7 settembre?

   

"Per equilibrare la tragedia amazzonica propongo un atto mondiale psicomagico. Che il sette settembre (il 7 è il numero più attivo e settembre porta il "se" della semina.), ogni essere umano pianti un albero, o semini un albero, in qualsiasi località possibile per lui." Questo l'appello lanciato dal maestro (di cinema, arte, tarocchi...) Alejandro Jodorowsky nel 2019. Da allora abbiamo bruciato tutto, non credo ci sia più nessuna speranza per il genere umano, e che l'unica salvezza per la terra è che sparisca definitivamente. E per impedire che qualche altra specie si evolva, meglio spariscano pure gli animali. Ecco perché sono l'unico coglione che continua a seminare piante il 7 di settembre, perché credo in loro come unica salvezza del pianeta terra, una volta che noi non ci saremo, come cantava il Guccio, da poco andato. E allora, se anche voi credete che almeno le piante meritino, fatte sto gesto psicomagicazzofragile: piantate un seme (meglio sette), una pianta, sette piante, sette nani da giardino, quello che volete il sette settembre... e non dite che non ve l'ho detto (vado a mettere in ammollo i sem di carrubo della foto.

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martedì 1 settembre 2026

Chi è stato è stato e chi è stato non è. Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è

 

Il momento più emozionante di ieri sera, al concerto dei CSI a Villafranca di Verona è stato, per me, quando Lindo Ferretti sì è avvicinato a Zamboni, intento a suonare la chitarra. Un incontro che fino a qualche anno fa non avrei mai immaginato (nella mia intervista a Zamboni nel 2020, pre-c@ovid pareva impossibile, ma allora le reunion erano cose rare) e anche sul palco, prima, pareva dovessero stare lontani. Invece, mani in tasca come quasi tutto l’esibizione, il cantate del CSI e CCCP si è avvicinato al chitarrista con gli occhialini e il berretto da intellettuale comunista. Immagine iconica, che mi ha commosso, anche se non ho pianto.

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