Intervista agli Outopsya
Mi fa piacere avere sul blog in questa serata sanremese un gruppo lontanissimo da quel rutilante spettacolo televisivo moralista, fintoperbenista, banale, noioso e chi più ne ha più ne metta, in onda sugli schermi televisivi in questi giorni: gli Outopsya, da Rovereto, la cittadina in provincia di Trento nota anche per il Mart, museo all’avanguardia (da vedere).Gli Outopsya sono proprio l’opposto di quel mondo, visto e sentito con le mie orecchie l’audace sperimentalismo tecnico (fondono a temperature altissime da scottarsi metal, fusion, progressive), constatato che le loro non sono proprio canzonette con rime baciate cuore/amore, letto dell’originale scelta del gruppo di comparire in immagine il meno possibile. Insomma, dietro agli Outopsya c’è sostanza, chimica magari, ma di qualità. L’ho sentita ascoltando il loro recente Sum, uscito sul finire del 2009 presso Videoradio.
Sembra di vederle uscire dal lettore cd le canzoni di questo disco. C’è qualcosa da alchimisti nel fare musica dei due ragazzi di Rovereto. Quale il segreto? Lo sveleranno, forse, questa sera. Siamo pure vicini geograficamente, non ho bisogno manco del satellite. Basta un ponte radio. Pronti?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/outopsya
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