lunedì 24 febbraio 2014

Due parole con Sugarpie and the Candymen



Ritornano piacevolmente in palude Sugarpie and the Candymen, ritornano con un disco che ripete/approfondisce l’esperimento del disco precedente, Swing’n’roll, presentato su questi schermi circa tre anni fa. Stessa label, cioè Irma Records, sezione La Douce, molto simile la copertina di gusto retrò e birichino, in parte echeggiante il suo titolo Waiting For the One (Aspettando quello giusto). In effetti, sembra proprio in attesa di quello giusto la bella Georgia, ma poi, mi chiedo: si dovrà portare via tutta la strumentazione? O è forse solo un trucco? In altre foto sorride con in mano una pistola e il resto della banda su di un auto. Io non mi fiderei.
Mi fido invece della loro musica, questo impasto sonoro con molte epoche dentro. Ben 14 pezzi, tra cover e originali, con echi fab four e richiami al buon vecchio Tom Waits, il folk accanto al progressive. E poi le cover, autentiche giravolte stilistiche che sono ormai il loro marchio di fabbrica. Pezzi storici rifatti in maniera più che originale, dai Deep Purple a Beyoncè, la Bohemian Rhapsody dei Queen come la Good Vibrations dei Beach Boys, rilette personalmente senza perdere di vista l’originale. E poi Bad e Material Girl, per chi come me è stato ragazzo negli anni ’80 (e le detestava), Britney Speers irriconoscibile (per fortuna). Non dico altro, se non il consiglio di ascoltarli, magari live. Pronti?

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