venerdì 3 dicembre 2010

Intervista ai Ka mate Ka ora

Li vedo comodi i Ka mate Ka ora, seduti in mezzo a quel paesaggio post-industriale molto adatto a descrivere il loro post-rock per una società post-tutto. Come quella montagna di ghiaia, i tre ragazzi di Pistoia sono concreti, ma in divenire, trasformarsi in altro. I Ka mate Ka ora costruiscono sapientemente muri del suono, cioè strutture solide nella testa, che dopo averle sentite alzarsi piano, le senti cadere senza fare tonfo. Troppo complicato? Andate ad ascoltare il loro recente Entertainment in slow motion (un titolo programmatico?), prodotto assieme all’amico Samuel Katarro, e capirete tutta la mia tirata.
Mi piace ospitarli per la seconda volta (già, la seconda volta come pochi), anche perché fanno parte di quella cooperativa da sogno, di quel gruppo di musicanti Oltre Firenze, capace di fare dischi a getto continuo appoggiandosi principalmente sull’amicizia e la voglia di sperimentare. In questo secondo loro album, uscito presso la label abruzzese DeAmbula Records, con il sostegno di AbuzzSupreme, ci sono, tra i tanti, Mirko Maddaleno e Serena Altavilla dei Baby Blue a rifare un loro pezzo (Suga, dall’esplosivo esordio Come!), c’è Wassilij Kropotkin e il suo violino, c’è la chitarra e la voce di Katarro in alcuni pezzi …ma ci sono anche loro, questo è fondamentale, altrimenti perché invitarli sul blog? Ci siete anche voi? Pronti? …
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/kamatekaoraband

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giovedì 11 giugno 2009

Intervista ai Ka mate Ka ora

È una strana serata questa. È strano avere sul blog, mezzo moderno e veloce, i Ka mate Ka ora, giovane band che fa della rilassatezza e della lentezza un modo di vita. Le loro canzoni sono dilatate/dilatanti, per dirla in critichese. Nel cd d’esordio Thick as the summer stars, che esce proprio domani per il fresco ma già mitico Consorzio Utopia - AbuzzSupreme (come tradizione vuole, vengono qui, perché dicono, l’Alligatore porta bene), ci sono anche pezzi di sei, sette e dieci minuti. Una cosa originale e coraggiosa, per una band della nostra epoca sempre di corsa.
E di coraggio ne hanno da vendere questi tre toscani (due fratelli e un amico), dalla provincia di Pistoia, come il loro vicino Samuel Katarro, presente in più di un pezzo. La sua voce accresce il cupo e maledetto dei suoni Kamatekaoriani, di questo piccolo gioielino di album ispirato alla figura di William Blake. Sembra di vedere la nebbia, paesaggi suggestivi dove perdersi a riflettere, rallentare, sognare. Qualcuno dice che nella velocità della vita moderna, di Internet, myspace, facebook e compagni, ci sia meno frenesia di quello che si crede: momenti di vuoto, tempo libero per aggiornare le pagine, pensare, per cazzeggiare …allora, in questo caso, i Ka mate Ka ora sono modernissimi.
Meglio sentire loro, sono io che cazzeggia ora… siete pronti?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/kamatekaoraband

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