venerdì 28 dicembre 2012

Due parole con Fabio de Matteis

Ancora un cantautore su questi schermi, nota dominante del dicembre in palude. Sarà perché il freddo ci spinge dentro, a raccoglierci dietro alle parole? Di sicuro questo nuovo musicante italico, gran giocoliere delle parole, invita all’ascolto concentrato, e la sua dolce voce riscalda. Io non mi fido di questo Mare, esordio dalla vena malinconica di Fabio de Matteis, è quel che ci vuole per concludere l’anno in musica. C’è il ritmo e l’intensità giusta, e non manca l’impegno a cominciare alla sua passione per l’Africa, continente dimenticato o lasciato ad un timido pietismo caritatevole. Lui invece l’Africa la conosce e può cantarne con ragione.
Io non mi fido di questo Mare come grande metafora del senso di impotenza di fronte a questa immensità: galleggiare o navigare? … trasparenza o buio dei fondali? Nei dieci pezzi del disco ci sono dubbi e domande, quelle di sempre, ma oggi ancora più fondamentali, visto il momento di crisi (che prima di essere economico è esistenziale). Ma non voglio appesantire il discorso, perché il modo di porsi di Fabio è leggero, a tratti da grande voce della musica italica (ascoltate Rimetto la maschera o Amami e forse capirete cosa intendo). Un album fatto bene, con nomi importanti tra i collaboratori, mi fa piacere che Fabio abbia voluto parlarne qui, questa sera, perché della palude si fida. Pronti?

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