lunedì 5 settembre 2016

Rece d'Alligatore: Custodie Cautelari



Custodie cautelari, Notte delle chitarre (e altri incidenti)
ET-Team/Aerostella Records
Notte delle Chitarre (e altri incidenti) è il nuovo album delle Custodie Cautelari di Ettore Diliberto, band a sbattersi sui palchi del pop-rock italico dal 1993. Antesignani delle cover-band, depositari dell’evento Le notti delle chitarre, hanno da sempre accompagnato celebri nomi della scena mainstream, ricevendone in cambio partecipazioni ai loro dischi, come in questo caso.
Dai Mito New Trolls nel saltellante bel rock ironico Mai più, a quello più dolciastro con chitarre gajarde Un giorno nuovo (con Maurizio Solieri), al rombante progressive Aria con altrettante chitarre forti (sono di Stef Burns, presente anche in un altro pezzo). Duri in Benvenuto nell’aldiquà con Ricky Portera, romantici nel blues in salsa pop con Se poi Dio c’è, con Alberto Radius, ironici nel rock Nun me scuccià, con un bel gruppetto di chitarre e rimandi al grande Rino Gaetano
Ben quindici tracce per un’ora e venti di musica, dove le chitarre la fanno da padrone. Tutte canzoni in italiano, con testi che reggono bene il gioco, ben musicate … del resto più di vent’anni di musica, con i live in primo piano (a volte 2000 in un anno), sono una garanzia.

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lunedì 18 aprile 2016

Rece d'Alligatore: Dogma


Dogma, Sospesi
ET- TEAM
Giovane gruppo piemontese all’esordio con questo Sospesi. Un titolo che vuole significare, a detta dei Dogma stessi, la consapevole precarietà dei sentimenti umani, che restano spesso incompleti, inespressi, da portare in fondo, restano quindi Sospesi. Con le dieci canzoni dell’album hanno cercato di sviluppare questo tema, quasi come fosse un concept-album.
I pezzi con i quali si sono di più avvicinati mi sembrano: Strade su strade, rock melodico dal testo non particolarmente originale, Forse no, introspettivo nella musica come nel testo incentrato sui rimpianti, Sentimi, melodia che resta nelle orecchie con chitarra vascorossi-style, ma niente più. Menzione speciale a Natura perversa, rock libertario, dannatamente rock.    
Cantato in italiano per un rock dolce, con punte malinconiche e staffilate hard, che però vanno sempre ad ammorbidirsi in una melodia troppo da canzone italica. Mi ricordano, alla lontana, i Timoria. Vediamo se nei prossimi dischi si avvicineranno o rimarranno sospesi nel limbo della nostra musica più leggera …

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