martedì 7 febbraio 2012

Due parole con Leo Pari


Leo Pari per la prima volta nella mia palude, Leo Pari questa sera in diretta sul blog. Credo che si troverà a suo agio, con le sue canzoni cantate in italiano, poetiche e folk-rock, ironiche e malinconiche, con degli arrangiamenti semplici e ricchi allo stesso tempo. Sto parlando già del suo nuovo cd perché è già partito l’ascolto. Rèsina s’intitola, ed è uscito da qualche giorno nei migliori negozi di dischi (quelli rimasti, come recita sarcastico sul suo sito), ma con una distribuzione digitale in data 11.11.11 (con la sua Gas Vintage il cd, con Digitalea/The Orchard la versione liquida). Modi moderni per diffondere la sua rèsina.
Rèsina, come quella degli alberi, linfa vitale che sgorga dalla copertina con quel cuore trafitto disegnato sulla corteccia di un albero. Rende bene l’idea questa copertina: tredici splendide canzoni d’amore (sofferto, sperato, di-sperato, ma anche felice e spensierato), tredici pezzi molto acustici, decisamente folk-rock con poca elettricità rispetto al Leo Pari dei primi due dischi. Leo è di Roma, e ascoltandolo pensi anche alla “scuola romana”, quella storica, quella che quando lui è nato faceva furore. Ma quella è una storia vecchia, questa sera parleremo di una storia nuova se la neve non ci impedirà il collegamento ... non riesco manco a collegarmi con la mail (per problemi miei, in realtà), spero ci sia. Leo, se ci sei batti un colpo …    
VAI AL SUO SITO http://www.leopari.it/

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