Stanno arrivando per la prima
volta in palude i Portfolio, che presenteranno su questi schermi Due,
loro secondo disco, come lascia intuire il titolo. Ma il titolo ha
molteplici significati, tipo dualismo/ambivalenza, tipo
necessario/dovuto, o altri, che cercheremo di capire durante
l'intervista. Il gruppo emiliano ha prodotto da solo Due, con il
contributo di molti nomi di culto della scena italica più viva.
Penso a Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò, a loro vicini,
chitarra nel dilatato/dilatante pezzo finale, sonorizzazione del film
documentario di Dziga Vertov su Lenin, penso alla voce di Laura
Loriga (Mimes of Wine, già gradita ospite su questi schermi), o a
quella di Claudia Domenichini, presenza fissa nei primi Portfolio.
Con questo loro secondo disco, i
cinque di Castelnove ne' Monti hanno voluto dare una svolta rispetto
ai loro primi prodotti (due EP e il full-lenght del 2012 The Standing
Babas), nel senso di esprimere una maggiore dinamicità, anzi un
maggior movimento. Questa intenzione si vede già dalla bella
copertina colorata, con degli sportivi intenti a giocare, ma si
dispiega alla perfezione nei sette pezzi dell'album. Canzoni con una
ritmica ben presente nei primi brani, che si fanno via via più
dilatati/dilatanti fino alla reinterpretazione della Criminal World
dei Metro e alla conclusiva Three Songs About Lenin. Assaggiate Due
cliccando qui, mentre ne parlo con la band... o anche dopo. Pronti?
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