Repubblica in festa, Il Divo al cinema

Surreale e a tratti felliniana, la pellicola del giovane regista campano merita gran parte dei complimenti, a partire dallo strepitoso cast (dovrei citarli tutti) con Toni Servillo in testa, come sempre impeccabile, qui nella parte più difficile della sua carriera. Il suo ritratto del Divo, tra il Bagaglino e Carmelo Bene, è impressionante: come cammina e come si muove (o non cammina), le sue brucianti battute (non parla, dice battute a getto continuo), il modo di guardarti (o non guardarti), come parla e come pensa, come bacia Totò Riina (impressionante quella scena, tra l’onirico e il neorealista, quante volte l’abbiamo pensata?), come affronta e supera i processi.
Un film da vedere e rivedere, importante, che rimarrà a lungo nei nostri cuori, Il Divo conferma una tesi a me cara: l’Italia è l’unico paese al mondo dove farsa e tragedia si presentano sempre strette a braccetto (ieri come oggi), e la cosa sembra normalissima a tutti. Fantastico.
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