lunedì 4 agosto 2014

Due parole con i Codeina

Tornano in palude i Codeina, tornano con un disco dal titolo strano, particolare, che sembra quasi l'anagramma della parola Alligatore, Allghoi Khorhoi. Che vorrà dire? Sarà una delle domande di questa nuova blog-intervista. Il loro rock dalle spinte noise, richiama molte domande, e l'album, uscito da qualche settimana mi fa muovere la coda ad un buon ritmo. Dodici pezzi ipnotici, dodici canzoni cantate in italiano, dodici pugni nello stomaco e/o riflessioni sulla nostra povera patria. A tratti un sussurro (ma si capisce bene), a tratti delle grida, in mezzo ad una sezione ritmica pestante e chitarre dannatamente rock, questo in soldoni il nuovo disco dei Codeina.
Allghoi Khorhoi è il secondo disco della band lombarda, dopo il promettente esordio di quattro anni fa Quore. Hidalgo Picaresco. Prodotto in totale autarchia dai Codeina, registrato e mixato presso il Trai Studio (Inzago, MI) da Fabio Intraina e masterizzato presso New Mastering Studio di Milano da Maurizio Giannotti, ha una copertina di forte impatto, perfetta per rappresentare la musica in esso contenuta: un mostro tentacolare (o forse un alligatore dopo cura dimagrante?), su sfondo rosso. Oltre alla versione su web, ascoltabile liberamente sul loro soundcloud qui, e al cd, esiste una golosissima versione su pennina usb a forma di vermiciattolo (sarà l'Allghoi Khorhoi?) acquistabile qui. Intanto sentiamo che cosa hanno da dirci. Pronti?

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