Finalmente l'estate, possiamo
finalmente dirlo... almeno qui in palude, dove stanno arrivando i
Musicanti di Grema (sì, Grema), con il loro pop-rock dal gusto
cantautorale, ben rappresentato dall'estiva copertina. Un disco
d'esordio omonimo, uscito da qualche settimana, che si ascolta con
piacere e dimostra una certa maturità, nonostante la giovane età
dei Musicanti di Grema. Sembra un romanzo di formazione di un giovane
scrittore in musica. Prodotto da loro stessi, con Roberto Visentin,
che l'ha registrato, mixato masterizzato ai Bee Studios di Thiene
(Vi), ha una strana origine, decantata da questi quatto musicanti di
Parma, ai quali non manca la fantasia. Sentite come la raccontano.
I Musicanti di Grema dicono:
durante una cupa notte di pioggia ci
perdemmo tra le campagne parmensi. Trovammo riparo in una casa
diroccata, la porta era aperta, una luce era accesa. In punta di
piedi ci addentrammo. "C'è nessuno?" Nessuna risposta. La
casa era deserta. Entrammo nella stanza illuminata e c'erano solo una
batteria impolverata, una chitarra rotta, un pianoforte scordato, un
basso arrugginito, due gatti e cinque ragni. Ci mettemmo agli
strumenti e cominciammo a suonare. Per tutta la notte ballammo,
fumammo, bevemmo e cantammo col sottofondo della pioggia. Quando il
mattino seguente uscimmo dalla stanza, il temporale era finito. Il
sole brillava già alto nel cielo incorniciato da nuvole e colline.
Parliamone. Pronti?
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