lunedì 21 ottobre 2013

Due parole con i Moscaburro

Arrivano per la prima volta in palude i Moscaburro, arrivano dalla a me molto vicina Bolzano, con canzoni magiche e fiabesche, parecchio in sintonia con i paesaggi innevati di questa città. Bread and Butter-files, album da loro stessi prodotto, assieme alla Provincia Autonoma di Bolzano, mantiene ciò che promette la copertina e il titolo: colori soft, algide atmosfere per un pop-folk-rock senza tempo, che riscalda dentro. Alti riferimenti letterari, da James Joyce a William Wordsworth e Lewis Carroll, archi, arpa, chitarra acustica (ma anche elettrica), glockenspiel, intrecci di voci maschili e femminili. Che bellezza.
Registrato e mixato da David Lenci al Red House Recordings di Senigallia, masterizzato da Giovanni Versari a La Maestà Mastering di Tredozio, Bread and Butter-files è un disco fresco ed immediato, frutto dei primi anni di vita della band. Un progetto concepito dieci anni fa, concretizzato poi nel 2006, quello dei Moscaburro  Quindi la solita trafila delle giovani band, con qualche cambio in corsa tra i suoi membri, e la partecipazione ad un sacco di rassegne, che in questi dieci anni da Alligatore ho incrociato: Upload, Italia Wave Love Festival, MEI… anche per questo è un piacere averli qui questa sera. Pronti?  
PERCONOSCERLI MEGLIO  

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