Io non sono Bogte per la prima volta in palude, ed era
ora. Dico questo perché le idee innovative di questo gruppo sulla musica, sulla
vecchia discografia morta e sepolta, sono molto vicine a quelle di questo blog,
da sempre impegnato a supportare il giovane rock italico. Il titolo e il modo
di farlo viaggiare sono emblematici in questo: La discografia è morta e io non
vedevo l’ora, pubblicato su scheda USB. La scheda, simile alla musicassette
della mia infanzia, è una penna USB, da 2GB, sulla quale è possibile
salvare/scrivere anche dell’altro. Insomma, un progetto aperto.
Anche la loro musica è aperta, un cantautorato rock
ironico e indignato (Rino Gaetano?), dato alle stampe per Labelpot Records.
Dietro a questo nome pulp, Daniele Coluzzi (voci e chitarre acustiche),
Carlotta Benedetti (chitarre elettriche), Federico Petitto (basso), Dario
Masani (batteria), un quartetto in grado di esaltare in modo perfetto le parole
scritte da Daniele, con staffilate rock e un ritmo sempre sostenuto. Un esordio
impeccabile dietro il lato teorico, tecnico e letterario. Insomma, pensiero e
azione sotto forma di giovane rock-band. Un nome che resterà, sono felice di
ospitarlo qui, adesso. Pronti?
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