I Kyle si stanno
avvicinando alla palude, e nonostante il maltempo di questi giorni, hanno
risalito lo stivale piano piano, dalla lontana Calabria, per arrivare fino a
qui. Direi per la prima volta, considerando che il cantante e fondatore del
gruppo, Michele Alessi, non è mai stato su questi schermi (mentre altri della
band, sì: Yandro Estrada e Ignazio Nisticò con i loro Camera 237 ora anche con
i Kyle). Sono arrivati per presentare Space Animals, disco dato alle stampe sul
finire dello scorso anno con la label Overdrive Records, da sempre
specializzata in chicche (vinile 12”,
più supporto cd, più coupon per scaricare l’album online). Un pop-rock virato
verso il folk cantautorale acido, tutto molto suggestivo.
Suggestivo come suggestiva
è la copertina, con questo elefante violaceo e brillantato su sfondo giallo
opaco. Qualcosa di psichedelico e grande, come è Space Animals, pieno di suoni
e strumenti dal mandolino all’ukulele, piano rhodes, farfisa e wurlitzer,
l’originale ritmica contrabbasso/batteria, e poi flauti e il sax, il banjo …
già il banjo. Insomma, un disco pieno di colori e sapori folk (ascoltateli comefaccio io da qui), con tematiche spaziali, esistenziali, ma anche animali, più
basse, cioè umane. Un disco dove alto e basso convivono, dai testi alle musiche
al modo di proporsi. Sarà così anche nell’intervista che va ad incominciare.
Pronti?
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