venerdì 10 gennaio 2014

Due parole con i Reflue

Per la prima volta in palude i Reflue, tornati sul finire dello scorso anno con un nuovo disco dopo ben sette anni di pausa. Jazz4Indies il suo titolo, terzo album della loro vita artistica, uscito per la label indipendente SFEM/LEVEL49, già passata su questi schermi con altre sue produzioni. Un lavoro difficilmente classificabile, perché le sue undici canzoni giocano sul confine libero di più generi: dal jazz richiamato dal titolo, al blues, dal post-rock al pop dal sapore internazionale. Del resto, il teatro senza tempo della copertina, sembra poter ospitare di tutto, e i quattro ragazzi di Parma lo sanno bene. Provate ad immaginarvelo animato, ascoltando liberamente le canzoni del gruppo cliccando qui.
Registrato tra La Fabbrica di Plastica a Taneto (RE) da Domenico Vigliotti, e la casa di Carlo Martinelli, voce e chitarra della band, in quel di Sorbolo, mixato da Jeff Saltzman, masterizzato da Tony Lash in quel di Portland, Jazz4Indies è un disco buono per tutte le stagioni, una sfilata di pezzi intensi presentati in una bella confezione con tanto di testi delle canzoni cantate in inglese. Accanto a Carlo, troviamo Federico Del Santo (voce, piano e chitarre), Michele Della Malva (basso), Gianluigi Bianchi (batteria). Amano farsi fotografare con un sacchetto di carta in testa, ma non è certo per nascondersi. E allora perché? Sarà una delle domande dell’intervista che va ad iniziare. Pronti?  
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