giovedì 4 febbraio 2016

Rece d'Alligatore: Alessia Ramusino


Alessia Ramusino, An Incurable Romantic
BMA MUSIC
Nuovo disco per Alessia Ramusino, genovese giramondo come ragione di vita, musiche, parole, pensieri, azioni. Lo dimostra con questo suo An Incurable Romantic, capace di farci viaggiare dall’Irlanda e dalla Scozia, per poi portaci in qualche fumoso club newyorchese, volare in una spiaggia caraibica o nell’altrettanto caldo Medio Oriente. Tanti mondi, tanti generi in questo album, tenuti insieme dalla sua voce in undici pezzi inediti cantati in inglese (tranne due in italiano).
Voce intensa che resta impressa a partire dalla title-track, soffice/sofisticata canzone per inguaribili romantici con tanto di carillon. Splendido jazz quale Another song, accompagnata dal flicorno di Felice Reggio, classico pop-folk dal sapore internazionale I don’t like bonds, con accanto il quintetto d’archi del Teatro Carlo Felice di Genova, Archi All’Opera, e sorprendente reggae dall’allegria contagiosa (c’è pure il kazoo contiano) Gibigianna. Gran finale con tanto di cornamuse ad accompagnare il ricordo di una corsa nei sacchi in Sacks race, appunto.
Devo essere sincero, le uniche canzoni che non mi hanno convinto sono quelle cantate in italiano. Nel complesso è comunque un buon disco da ascoltare. Alessia Ramusino è un interprete semplice e diretta, per niente banale. Mi ricorda, a tratti, Toni Childs, e non è poco …      

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 20 maggio 2013

Due parole con gli EDAQ



EDAQ per la prima volta in palude. L’Ensemble D’Autunno Quartet, arriva su questi schermi nella più autunnale delle primavere, non solo per un gesto scaramantico. Del resto anche il cervo ha fatto un gesto scaramantico quando ha letto il titolo del loro album; guardandone la copertina si è toccato. Dalla parte del cervo, è il titolo, appunto, e l’ensemble piemontese lo intende come una espressione di libertà, un vivere, suonare, fare, senza compromessi. Utopistico? Allora dovreste sentire le dodici tracce dell’album, strumentali in grado di mescolare varie tradizioni delle valli occitane in Francia, francoprovenzali del Piemonte, con la modernità pop-elettonica. In una parola: folktronica.
Dalla parte del cervo, dato alle stampe per Grand-mère, Musica Popolare dalla Valle d’Aosta, è un esordio coraggioso, una rilettura personale e moderna di classici di bal-folk di origine europea, senza tradirne lo spirito, anzi, arricchendolo. Come particolari sono i concerti del gruppo piemontese composto di sei elementi. Dei veri e propri spettacoli multimediali, con l’ausilio di video per rappresentare i loro suoni, poco sentiti. Infatti, accanto alle conosciute chitarre e percussioni, alle loro esibizioni capiterà di sentire clarinetto basso, violino, contrabbasso, cornamusa, e la misteriosa ghironda. Chi la conosce senza andare su google vince una pins dell’Alligatore. Pronti?  
PER CONOSCERLI MEGLIO CLICCA QUI

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,