lunedì 21 novembre 2011

Due parole con i Kisses From Mars

Ancora la Romagna al centro del discorso, ancora Ravenna, città musicalmente molto viva in questo periodo. Almeno a sentire i dischi dei giovani musicanti sempre più presenti nella mia palude, come questi Kisses From Mars. Diversi dal folk-rock acido dei conterranei Lovespoon, i KFM sono degli appassionati di rock psichedelico dilatato/dilatante. Il loro esordio targato Discodada (un nome per tutti, Simona Gretchen), corre lungo questo promontorio: pezzi lunghi, poche parole, titoli suggestivi come Sunset Of The Giant, Albatross, Senses.

Birth of A New Childhood, questo il titolo dell’album, un po’ poetico e un po’ ironico, un po’ mistico, un po’ politico, segnala che convivono molte anime nella loro musica. Sicuramente poco italiana, molto nordica, può indicare la strada per una nuova infanzia del rock italico. Anche il modo di proporsi dei KFM (o Baci da Marte, se preferite) è originale: una ragazza che balla durante i loro concerti, segnalata come membro effettivo della band. Dicono di prediligere la comunicazione attraverso i suoni rispetto a quella attraverso le parole. Questa sera rovesceremo la cosa. Parole scritte sul blog, quelle dei Kisses From Mars. Pronti?

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http://www.myspace.com/kissesfrommarsband

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