Luminal, per la terza volta incredibilmente su questi
schermi. Un piccolo record (diviso con pochi altri), che mi fa piacere, perché
vuol dire non si sono ancora stancati delle mie domande sempre uguali. Il trio
della capitale, a dispetto dei luoghi comuni sul moderarsi diventando grandi,
più cresce e più diventa cattivo, con canzoni dure, senza concedere nulla alle
carinerie da music business. Sì, sputano forte, con autentico spirito punk, nel
loro ultimo disco Amatoriale Italia (un titolo che è tutto un programma), dato
alle stampe con Le Narcisse, label indipendente di tutto rispetto. E il
successo è stato forte, con un sacco di premi vinti nell’arco del loro magico
2013. Incredibile, credevo che in Italia ad essere intelligenti non ci fosse
possibilità, invece… eccoli qua.
Amatoriale Italia è un disco, come dicevo sopra,
duro, dove nessuno viene risparmiato, da Facebook alle sue fregature/illusioni,
dal rock fintamente alternativo a Lele Mora (irresistibile quel pezzo), dalle
bollette alle primedonne della tv. Quindici pezzi per niente facili, sparati
con violenza, sarcasmo e un ritmo spaccacoda come non si sente spesso. Del
resto, il trio si regge su basso (Alessandra Perna) e batteria (Alessandro Commisso),
con la stessa Alessandra ad alternarsi piacevolmente al cantato con Carlo
Martinelli (anche armonica in qualche brano). Quindi, oltre a testi esplicitamente
osceni (nel senso più positivo del termine), anche musicalmente non concedono
nulla al pop. Per questo trovo siano perfetti per passare per la terza volta in
palude. Pronti?
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