giovedì 23 gennaio 2014

Due parole con i Luminal



Luminal, per la terza volta incredibilmente su questi schermi. Un piccolo record (diviso con pochi altri), che mi fa piacere, perché vuol dire non si sono ancora stancati delle mie domande sempre uguali. Il trio della capitale, a dispetto dei luoghi comuni sul moderarsi diventando grandi, più cresce e più diventa cattivo, con canzoni dure, senza concedere nulla alle carinerie da music business. Sì, sputano forte, con autentico spirito punk, nel loro ultimo disco Amatoriale Italia (un titolo che è tutto un programma), dato alle stampe con Le Narcisse, label indipendente di tutto rispetto. E il successo è stato forte, con un sacco di premi vinti nell’arco del loro magico 2013. Incredibile, credevo che in Italia ad essere intelligenti non ci fosse possibilità, invece… eccoli qua.
Amatoriale Italia è un disco, come dicevo sopra, duro, dove nessuno viene risparmiato, da Facebook alle sue fregature/illusioni, dal rock fintamente alternativo a Lele Mora (irresistibile quel pezzo), dalle bollette alle primedonne della tv. Quindici pezzi per niente facili, sparati con violenza, sarcasmo e un ritmo spaccacoda come non si sente spesso. Del resto, il trio si regge su basso (Alessandra Perna) e batteria (Alessandro Commisso), con la stessa Alessandra ad alternarsi piacevolmente al cantato con Carlo Martinelli (anche armonica in qualche brano). Quindi, oltre a testi esplicitamente osceni (nel senso più positivo del termine), anche musicalmente non concedono nulla al pop. Per questo trovo siano perfetti per passare per la terza volta in palude. Pronti?
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