lunedì 27 maggio 2013

Due parole con i Campetty



Questa sera per la prima volta in palude i Campetty, band bresciana che conosco molto bene. Il gruppo dei fratelli Fabio e Michele Campetti, gira infatti da molti anni sul mio lettore cd, e sono già stati ospiti su questi schermi con lo storico progetto Edwood (iniziato quando io ho cominciato a sparlare di musica, circa 10 anni fa), con tre grandi dischi cantanti in inglese, alternato al progetto Intercity, cantato invece in italiano. Questa loro nuova incarnazione musicale, quasi come il cognome, è in italiano: dodici pezzi ben calibrati e tesi, malati e giocosi come la copertina sadomaso lascia intendere. La raccolta dei singoli è la raccolta di singoli migliori che avrebbero fatto, se si fossero chiamati fin dall’inizio Campetty.
A produrre questo disco da ascoltare e riascoltare per mandarlo a memoria (liberamente scaricabile dal loro sito come tutta la discografia precampettiana), è la nuova label della Brescia dell’indie-rock Orso Polare Dischi; nome adatto, a ben guardare da questa parte del lago le loro montagne innevate. Accanto a Fabio (voci e chitarre) e Michele (chitarre, wurlitzer, elettronica), Paolo Mellory Comini (basso, autore anche dell’artwork, che approfondiremo proprio perchè sarà lui online tra poco), Gian Nicola Maccarinelli Bonito (batteria). Ospite di autentico culto in alcuni pezzi Sara Mazo (voce) dei mai dimenticati Scisma, e il maestro Pietro Leali (trombone). E allora parliamone. Pronti?  
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