mercoledì 26 ottobre 2016

In palude con Mimes of Wine


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE Dark Ballads / Folk/ Alternative Rock
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto):
LABEL: Urtovox / Accidental Muzik (US licence)
CITTA’: Bologna/New York

DATA DI USCITA: 21 Ottobre 2016

Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 15 ottobre 2015

In palude con She Owl



NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE: psych folk - pop
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto)



LABEL

Broken Toys, Bekassine Records, Rockers die younger

PARTICOLARITA’

Canzoni folk-tribali con strumentazione non convenzionale (kalimba, indian harmonium, frame drums, autoharp, timpiano, baritone guitars) composte da Jolanda, arrangiate e prodotte dal duo

SITO O FB DEL GRUPPO



CITTA’:

San Francisco/Paris

DATA DI USCITA

5/10/2015

Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

martedì 25 agosto 2015

In palude con Honeybird



NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE  World

DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto) : 

- In streaming per intero (14 brani) su Bandcamp: https://honeybird.bandcamp.com/album/out-comes-woman


- Alcuni brani dell'album su Soundcloud, più un remix con Gigi Funcis & Gioele Pagliacca (The Monas): https://soundcloud.com/honeybird/sets/out-comes-woman

LABEL Duckhead Green Music (USA)  / Saidera Mastering & Live Recording (JP)

PARTICOLARITA’  charango sudamericano suonato in modo atipico; ritmi brasiliani, tropicali, africani, bass grooves, jazz and funk; canzoni in varie lingue (inglese, francese, portoghese).


CITTA’: Brooklyn, NY (USA)

DATA DI USCITA : 14 maggio 2015
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

sabato 9 agosto 2014

Gaza: l'appello di Emergency

Che dire del massacro in Palestina? ... la strip di Latuff  è molto chiara: il mondo contrito ma troppo incravattato per dire qualcosa, l'ONU girata da un'altra parte, gli States irremovibili nello sbarrare la strada a qualsiasi trattativa (niente da dire il Nobel per la pace Obama, anzi), i vicini arabi dormienti, e quel rozzo politicante dal nome orribile, impronunciabile, la destra israeliana più guerrafondaia e sanguinaria di sempre (più volte votato, quindi apprezzato dal suo popolo, purtroppo), a fare un macello. Poche le voci critiche (va sempre meno di moda la questione palestinese). Segnalo, meritevole, l'appello di Emergency.
 
GAZA: MASSACRO DI CIVILI, L'ITALIA INTERROMPA 
LA FORNITURA DI ARMI A ISRAELE
Mentre viene annunciata una nuova tregua umanitaria, Emergency guarda con dolore e indignazione il bilancio degli attacchi contro i civili e le gravi violazioni del diritto umanitario compiute a Gaza nell'ambito dell'operazione "Protective Edge". A oggi si contano almeno 1.800 morti palestinesi (per il 70% civili, secondo le Nazioni Unite) e 67 vittime in Israele (tra cui 3 civili).

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 19 febbraio 2014

NO CAPTCHA DAY... un grazie a tutti voi

IL CONTRIBUTO AL NO CAPTHCA DAY 2014
DA PARTE DEGLI HONEYBIRD & THE BIRDIES
MITICI!
... e qui tutti i partecipanti in ordine di apparizione del loro post
(se salto qualcuno, ditelo, lo insierisco appena posso)
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 5 febbraio 2014

Nebraska, Cinico TV made Usa

Ha dovuto attendere la vecchiaia Bruce Dern, per avere le giuste soddisfazioni, come il premio a Cannes, il riconoscimento di molti spettatori, e forse, presto, l'Oscar. Ha dovuto attendere questo meraviglioso film, Nebraska, di Alexander Payne, regista sempre più bravo. Bravo nel raccontare gli States più veri e profondi, quel paese sottoproletario senza sogno americano, fatto di gente che campa di espedienti, tra bevute, scazzottate, guerre. L'avevo già apprezzato nel precedente Paradiso amaro, ma qui, cambiando scenario, riesce a fare un altro centro. Anzi, diciamola tutta, riesce a fare un grandissimo film...
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 16 gennaio 2014

Buon compleanno Happy Days

Happy Days ha fatto quarant'anni. Come ieri, nel 1974, andava in onda la prima puntata sul canale statunitense ABC (in Italia dovemmo aspettare fino al 1977). Per me, lo confesso, è un telefilm culto, più passano gli anni e più lo identifico con la tv della mia infanzia. Ogni tanto lo ritrovo su qualche canale televisivo, e mi fermo a guardarlo ancora, ridendo come uno scemo delle avventure di Fonzie, Richie Cunnigham e la sua famiglia, gli amici, il bar di Arnold. Niente di clamoroso, sia ben chiaro, ma sicuramente una delle serie tv che maggiormente influenzarono il costume e la moda di più di qualche generazione tra gli anni '70 e gli anni '80 (pure i giovani dirigenti PCI lo guardavano, secondo un Nanni Moretti incazzato, che rimprovera loro questo in una scena di Aprile). Happy Days mitizzava gli anni '50, anni felici, come dice il titolo, rispetto agli anni '60 e '70, dopo l'assassinio Kennedy, la guerra in Vietnam, la fine del Sogno americano... Non voglio addentrarmi in analisi sociologiche o filosofiche sul telefilm, non è questo il contesto, ma semplicemente omaggiarlo con una piccola, parzialissima, carrellata di immagini, e porvi una domanda: a voi piaceva Happy Days?
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 7 novembre 2013

Due parole con She Owl

She Owl per la prima volta in palude, credo sarà completamente a suo agio. Per intuire che si sentirà come a casa, basta vederla sulla copertina del nuovo cd, Jolanda Moletta, che assieme a Demian Endian ha dato vita a questo nuovo magico progetto. Un volto e dei suoni perfetti per la palude, quelli dell’omonimo disco dato alle stampe di recente per le label Broken Toys, PPZ (in Europa) e D.I.T. Records (negli States). Dieci pezzi delicati e unici, preziosi come la voce di Jolanda, musicista capace di suonare un sacco di strumenti: dal piano all’ukulele, kalimba, percussioni, una macchina da scrivere … sì, lei suona pure quella.
Progetto internazionale She Owl  come questo album registrato e mixato a San Francisco al Complex – SF Recording Studio da George S. Rosenthal, conta su ospiti importanti quali Dave Mihaly (batteria in Paper Birds), Roberta Cartisano (basso in Over The Bones e Hide and Seek), Atiba Starr (basso in Paper Birds, Decembers, Fisherman Queen), Mark Nelsen (batteria in Hide and Seek). Registrato proprio durante il tour lungo la West Coast, è un album nel quale senti l’immediatezza delle cose da dire e la naturalezza nel farlo. Un disco da ascoltare, come acqua lungo il fiume. E allora parliamone qui, adesso… Pronti?   

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 23 settembre 2013

Due parole con Kalweit and the Spokes



Kalweit and the Spokes per la seconda volta in palude. Non potevo farmeli sfuggire, perché il nuovo disco, Mulch, in imminente uscita (come il precedente per Irma Records), è una delle più piacevoli sorprese dell’autunno in musica. Anzi, una conferma del loro gran talento. Con Mulch Georgeanne ci racconta storie del suo Minnesota e della sua Minneapolis, dopo vent’anni vissuti in Italia. Lo fa con il respiro dolce e i colori nostalgici della copertina, il sorriso di ragazzini in palude (palude?) a fine estate. Accanto a lei, nel disco, ancora Giovanni Calella (chitarra), mentre alla batteria c’è il nuovo Mauro Sansone, subentrato dal 2011 a Leziero Rescigno.
Mulch sembra un viaggio a ritroso nel proprio io, fatto in modo poetico, raccogliendo i detriti di una vita in modo decisamente lucido, sapendo cosa si vuole dire. Non mancano poi, prese di posizione decise. Stupendo il video di Hank’s Hour, che sarebbe piaciuto un sacco al nostro amato Bukowski: girato nella fredda Stoccolma da Marco Balletti, gioca sul vero e sul falso, sui luoghi comuni uomo/donna, sull’alcool rivelatore dei nostri lati più nascosti, ed ha un finale decisamente caldo (mi piace rivederlo spesso, per questo l’ho messo tra i preferiti sul mio canale YouTube ALLYDIEGO cliccate sopra e godetevelo). Ma tutto l’album gioca sui chiaroscuri della vita, per questo vi invito ad ascoltarlo (sarà possibile sentirlo in anteprima streaming fino a mercoledì 25 su Rockit, cliccate e godete). Ma prima, seguitemi nella blog-intervista. Pronti?  

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

sabato 10 agosto 2013

Occupy Wall Street – 99% contro il potere



Un bel libro denso, pesante/pensate, impegnato, ne senti la consistenza a tenerlo in mano e a guardare la sua rossa copertina. Uno di quei libri che dimostrano ancora una volta quanto sia superato il pregiudizio nei confronti dei libri a fumetti. Questo è un signor fumetto, che racconta alla perfezione il movimento di Occupy Wall Street con disegni, storie, passi scritti in modo fitto, documenti, testimonianze in presa diretta come manco un film di Oliver Stone …
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , ,

giovedì 31 gennaio 2013

Due parole con i Mimes of Wine

I Mimes of Wine per la prima volta in palude, ed è un vero piacere, perché per me il loro album è uno dei migliori usciti nel 2012. Dato alle stampe lo scorso novembre per la Urtovox, label dal gran fiuto, Memories for the unseen l’ascolto spesso, per le sue atmosfere magiche, molto adatte alle nebbie di questi giorni… ma anche al sole, visto le sua natura sfaccettata, ricca di momenti introspettivi, con molti di cambi di marcia. La voce di Laura Loriga, mai monotona, mai uguale, incanta e crea storie, comportandosi, a volte, come un altro strumento musicale (domani, venerdì 1 febbraio, aprirà in solo il concerto di Thony al Covo di Bologna, sarà una gran serata, fortunato chi ci sarà).
Album decisamente internazionale, poco italiano Memories for the unseen, mostra l’esperienza americana della cantautrice bolognese, e piacerà a chi ama gente come Nick Cave, PJ Harvey, per fare due esempi a me cari. Registrato dal Mariposa Enzo Cimino alla Casa del Vento, prodotto artisticamente, suonato ed arrangiato dagli stessi Mimi, fa sentire quello che la misteriosa copertina e il bel titolo promettono. Memorie per l’invisibile, memorie invisibili … questa sera cercheremo di fermarle per fissarle nella mente, rispecchiandoci come nella copertina. Pronti?

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 12 novembre 2012

Due parole con gli Honeybird & the Birdies



Ritornano in palude Honeybird & the Birdies, ed è un gran piacere per la mente e le orecchie. Quando sento loro, penso che la vita sia carnevale, nel senso più vero del termine: dalla gioia di travestirsi e cambiare i ruoli, fare festa, libagioni, carnalità e tanti colori che si mischiano. I colori del mondo, contenuti nella loro musica, a partire dal mitico Charango, strumento boliviano sul quale ci siamo soffermati nell’intervista scorsa (lo trovate in foto cliccando su Charango nelle etichette del blog), alla base di questo nuovo disco uscito per La famosa etichetta Trovarobato, con la produzione artistica del sempre più presente Enrico Gabrielli, You Should Riproduce.
You Should Riproduce, questo disse la ginecologa dopo una visita di routine a Monique, cantante e polistrumentista del gruppo. Da qui, dall’assurda idea scientifico-integralista che ogni donna debba riprodursi soltanto perché in grado di farlo, nacque la prima canzone, che ha poi dato il nome all’album. Le vie dell’arte sono infinite, mi sembra il minimo si possa pensare. Attorno al primo pezzo, sono poi nate le altre nove spezziate canzoni dell’album, che ascolto dopo ascolto me lo fanno definire al di là del concetto di world music. Ma avremo modo di parlarne con MoniquehoneybirdMizrahi, Paolap-birdieMirabella, e Federico walkietalkie-birdCamici. Pronti? …
Ci diranno pure il vincitore di You Should ReproDANCE
PERCONOSCERLI MEGLIO CLICCA QUI

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 20 giugno 2012

Lomax - alle radici del rock

Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , ,

venerdì 16 marzo 2012

Due parole con i Sycamore Age


Oltre Firenze, oltre tante cose, arrivano questa sera in palude i Sycamore Age da Arezzo e dintorni, con un disco d’esordio che è una favola. Uno dei migliori esordi del periodo; mi scuso per la brutalità e la franchezza, qui ospito sempre musicanti che mi colpiscono, ma questi mi hanno colpito e affondato. Se vi piace il prog, dovete ascoltarli, ma anche se non vi piace, perché loro vanno veramente oltre. Questo dischetto con disegnate in copertina molte farfalle (e anche all’interno, e pure sul cd, dovreste vederle…) vola alto. Altro che le farfalline di Sanremo. Uscito ufficialmente da una settimana con Santeria, label di nicchia, che quando mette il suo nome su di un disco non lo fa per caso (vedi ODP), mi ha subito conquistato con le sue storie e la musica celestiale, indefinibile… inutile fare un elenco di nomi.
Sette ragazzi, giovani ma barbuti, si sono incontrati un po’ alla volta (prima due, nel 2010, poi gli altri), per dar vita all’Età del Sicomoro, albero stupendo (cercatelo in rete, come ho fatto io, è stata un’altra bella scoperta). Provenienti da svariate esperienze underground italico, di diversa estrazione musicale, sembrano aver trovato il giusto equilibrio tra psichedelia e rock, jazz e classica. Le farfalle volano quando metto nel lettore il cd, girano dentro creando un’esperienza unica. Progressive, senza sconfinare nell’hard, riescono a rielaborare molta buona musica degli ultimi quarant’anni e oltre. Il caso ha voluto venissero in plaude dopo un post dedicato a Moebius, ma forse non è per niente un caso. Misteri della Rete. Pronti a volare?
VAI ALLORO SITO

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

lunedì 5 marzo 2012

Due parole con i 2Pigeons


Formidabile questa coppia musicale, che è per me un grande onore ospitare per la seconda volta nella palude. Già, ritornano i 2Pigeons a due anni di distanza, tutto nel segno del doppio (come del resto molte loro canzoni). Allora presentavano il loro esordio Land, oggi il nuovo cd uscito da poche settimane, Retronica. Stessa label, La Fabbrica Etichetta Indipendente, stesso gusto di suonare elettronica come se non lo fosse. Raffinati ed eleganti, Kole e Kia colpiscono sia a livello estetico, sia a livello musicale. Ascoltateli e poi mi direte se racconto balle. Sono fortissimi.
In questo nuovo album, con ospiti cult quali Enrico Gabrielli, Pier Paolo Capovilla, Roy Paci, Giovanni Gulino di Marta sui Tubi, raggiungono vertici sonori d’elettronica sopraffina senza l’uso del pc, ma con il sapiente utilizzo di synth, tastiere, kaos pad e loop station. Un effetto molto particolare, sembrano di vedere uscire le canzoni dal lettore. Canzoni che raccontano storie strane tra il reale e il surreale, con biografie di proiettili, donne delle pulizie abbandonate sulla navicella sovietica Vostok (a proposito, sempre impeccabili i loro completi provenienti dall’ex Urss), la costruzione del timer di una bomba come metafora di un sentimento troppo a lungo represso che per questo rischia di fare boom … ma io non riesco più a reprimere la mia voglia di intervistare i 2Pigeons. Booooom!

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

martedì 28 febbraio 2012

Due parole con Walking the Cow


Ritorna Firenze sul blog con una formazione per la prima volta in palude, i Walking the Cow (Daniel Johnston, bravi, bene …) con un nuovo cd appena uscito per una label neonata, la White Birch Records. Tutto nuovo? Tutto fresco? In realtà i WtC sono insieme dal 2005, e comprendono due componenti dei Pentolino’s Orchestra (Paolo Moretti e Martino Lega) e due dei Mirabilia (Nico Volvox e Bardus), più la voce di Michelle Davis, italo-californiana di gran talento. Insomma, giovani, ma già abbondantemente in mezzo all’underground italico da fare un disco professionalmente valido. Anzi di più …
Questo loro esordio, Monsters are easy to draw, ha infatti forza evocativa e precise idee sul suono. Nulla sembra lasciato al caso, niente sbavature, ma una sicurezza che cresce pezzo dopo pezzo. L’alternarsi al cantato della voce femminile a quella maschile (in un paio di pezzi quella maschile su 11), una ritmica piacevole, arrangiamenti pop-folk sempre graditi, insieme a momenti di elettronica per nulla invadente. Insomma, un disco che conquista subito e resta. Ma qui comincio a sbrodolare … e allora lascio la parola a loro, ai Walking the Cow. Pronti?     

Etichette: , , , , , , , , , , ,

lunedì 25 luglio 2011

Intervista ai Cozmic Mojo


Questa sera ci divertiamo, ci scommetto la coda. Basta guardarli i Cozmic Mojo, appena sbarcati nella palude con quel sorriso sulle labbra e l’intensità dei loro volti, la gioia e la beatitudine del blues, la concentrazione del rock; cozmici (complimenti anche a chi ha fatto la foto). I Cozmic Mojo non sono l’ennesima band di Brescia nella mia palude, ma un gruppo internazionale, sia per la composizione, sia per i numerosi concerti fatti in giro per il mondo (sono da poco tornati dalla Germania, un po’ di risposo e poi ripartiranno).

Nati dall’incontro tra il bresciano Luca Gallina (chitarre) e la texana Elizabeth Lee (voce), dopo alcuni cambi di formazione sono giunti ad un buon punto di equilibrio con Federica Zanotti (batteria) e Luca Manenti (baritone guitar). Niente basso quindi, e una donna alla batteria. Questo dona alla band un suono diverso al loro alternative-rock dal sapore di blues classico. Attivi sulla scena da circa sette anni, hanno dato alle stampe già quattro cd. Il più recente, con un divertente cane rosso in copertina, l’ascolto con piacere da un bel po’. S’intitola Southern Frequency Club e rende felici nel profondo ascoltarlo. Quando Elizabeth mi darà il via, lo farò ripartire … pronti?

VAI AL LORO MYSPACE

http://www.myspace.com/cozmicmojo

Etichette: , , , , , , , , , , ,

sabato 19 febbraio 2011

Live: Honeybird & the Birdies



Nella serata di M’illumino di meno mi sono illuminato di più, anzi, io e tutti quelli presenti al concerto di Honeybird & the Birdies, al teatro DIM (http://www.dimcafe.it/) di Sandrà, piccolo centro di Castelnuovo del Garda con una struttura teatrale che manco certe città hanno (non c’ero mai stato, anche se è ad una ventina di km da casa mia, spero di aver occasione di tornarci).
Mi aveva segnalato il concerto la stessa honeybird, non potevo mancare, considerata la bellezza del loro recente cd, e la straordinaria intervista fatta sul blog ("Intervista a Honeybird & the Birdies"). E poi il loro esordio, Mixing Berries, l’avevo definito su Smemoranda disco dell’anno, vista la varietà di suoni, lingue, impegno e divertimento, in esso contenuto. Dal vivo queste caratteristiche vengono esaltate dall’allegria contagiosa di honeybird, capace di creare emozioni a getto continuo tramite la sua voce, il suo mitico charango, suonato per tre quarti del concerto, la seconda voce di p-birdie, batterista e percussionista del gruppo, che non è una seconda voce, ma si completa alla perfezione con quella di honeybird. Al basso mancava l’infortunato ginobird, sostituito degnamente da Francesco Cerroni (bird cosa?), ottimo musicante attivo in una marea di progetti, veramente bravo ad imparare in poco tempo i diversi pezzi sempre nuovi ed originali.
Ovviamente per il concerto ho chiamato a raccolta i miei amici più colti. Il solito parmense (il fidanzato della mia veterinaria), il suo amico di Varese e siamo andati alla ricerca del DIM e di emozioni. Dopo un pizza veloce siamo entrati nel bel bar del teatro. Ho visto subito Honeybird & the Birdies seduti al tavolo intenti nella preparazione della scaletta. Per questo mi sono seduto ad un tavolo vicino. E anche per timidezza: adesso,cosa faccio? Mi presento o aspetto la fine del concerto? Per gli amici dovevo farlo subito. "Dai, che vanno via. Fallo ora Ally. Se non ora, quando?..."
Chi mi conosce sa che sono un codardo, non amo le luci, mi muovo poco e lentamente. Ho proposto agli amici un bel giro di rum, rigorosamente liscio (non c’è niente come il rum per darsi coraggio), e finalmente ho trovato la forza di avvicinare questo concentrato di emozioni sotto forma di rock-band FrankZappa-style. È stato bello: baci, abbracci, scambio di simboli (il loro logo con i tre uccellini, le mie pins, una delle quali finita subito sulla tunica nera con disegni floreali di honeybird)
Il concerto è iniziato verso mezzanotte, dopo l’apertura della serata del bel gruppo veronese degli Unavez, interessante folk vario e coinvolgente. Ho avuto così tempo di parlare per un bel po’ con l’allegro trio sul come va nella scena indie-italica e sul loro tour (provenienti dalla Liguria e diretti a Brescia: oggi 19 febbraio, suoneranno al mitico LE TITS, il 3 di marzo a Livorno, al FEFFO&SODA).
L’esibizione è stata apprezzato dal pubblico (alla fine si sono bruciati tutti i cd). Luci soffuse per M’illumino di meno e un’oretta creativa/ricreativa di forte impatto. Canzoni che fanno pensare, tipo Dolores inside (sulle ingiustizie e sofferenze del sud del mondo), seguite a pezzi scanzonati da farti saltare sulla sedia come il funky Sexy tour guide/tutto al limone o La bếte mouffette (gentilmente a me dedicata, facendomi saltare sulla sedia). Una varietà di lingue, dall’inglese al francese, al congolese, al portoghese, qualche accenno in italiano, il suono celestiale del charango, strumento boliviano costruito con il guscio dell’armadillo (ma il suo, ci tiene a dirlo, è giustamente di legno), batteria e percussioni impeccabili, ed un basso diligentemente ordinato. Andate e cercateli, possibilmente vivi: questa sera a Brescia, poi Livorno…

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 20 gennaio 2011

Rock bresciano National Geographic

Tra un’intervista e l’altra a gruppi bresciani, una foto alle montagne bresciane, tra la nebbia di domenica. Io ero sul Monte Baldo. In mezzo la mia palude, anch’essa quasi completamente coperta dalla nebbia. In fondo la Pianura Padana, quella vera. Andare a piedi (o anche in bici), rende consapevoli del territorio, si capisce la Storia e la Geografia, a differenza del viaggiare dentro la scatoletta metallica. Anche per questo, odio guidare.

Rock bresciano dunque, inteso come roccia, ma anche come musica: martedì gli Ovlov, gran gruppo che ha ottenuto ottimi consensi e continuerà, venerdì i GuruBanana, con un nuovo cd meraviglioso, sentirete …in comune, oltre le origini, anche Pierluigi Ballarin come collaboratore alla produzione/registrazione, voce/chitarra/piano dei The Record’s (se vuoi, leggi "Intervista ai Record’s" lo scorso 8 marzo, tra le più iconoclaste della serie).

Un gran bel gruppo The Record’s, anche se hanno cambiato nome (ora si chiameranno The R’s) e sbarcheranno negli States, con la Nat Geo Music Record Label, settore musicale della National Geographic Society. Di sicuro meritano questa ribalta internazionale, De Fauna Et Flora è un gioiellino, che continuo ad ascoltare ad un anno di distanza con lo stesso piacere …

Etichette: , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 12 novembre 2010

Intervista a Honeybird & the Birdies

Il gruppo ospite questa sera è spettacolare. Non saprei come altro presentare Honeybird & the Birdies. Hanno proprio il senso dello spettacolo nel sangue honeybird (charango, chitarra e voce), p-birdie (batteria, percussioni e voce), ginobird (basso). Basta guardarli per capire la loro musica: varia, colorata, diversa e divertente. Sembra uno slogan da Dream Party, è invece l’essenza vera dell’honeyebird&thebirdies-sound. Del resto, sono dei musicanti giramondo, dalle diverse provenienze (Los Angeles, Catania, Anzio, e poi in giro per concerti …una sfilza lunghissima), non potrebbero fare altro.
Ho ascoltato molto in questi giorni il loro recente Mixing Berries, cd cartonato dato alle stampe per Duckhead Green Music, anche la mattina in auto andando al lavoro l’ho ascoltato, e la giornata è stata migliore. Quindici pezzi speziati, con dentro il mondo. Carlo Mazzacurati ha preso una loro canzone per il suo recente film, La Passione. Anche per questo è un film meno malinconico del suo solito. C’è rock, c’è folk, world, bossa, etnica, patos nei Honeybird & the Birdies …c’è la forza di cambiare le cose e mettersi a ballare. Ma ora sbrodolo troppo. Non vorrei si pensasse che mi sono fatto corrompere da un ritratto (andate qui http://honeybird.blogspot.com/, mi assomiglia un sacco). E allora lascio la parola a questi uccellini di miele … o uccelline? uccellacci?… Uccellacci e uccelline. Cip!
VAI AL LORO MYSPACE

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,