giovedì 29 gennaio 2026

50 anni dal rogo di Ultimo tango a Parigi

 

Continuo ad essere affascinato da sta pellicola, Ultimo tango a Parigi, forse più per la sua sorte che per altro… ma voglio rivederlo e vi dirò se dopo tanti anni il film maledetto di Bernardo Bertolucci è ancora valido oppure no. Intanto oggi parliamo della condanna al rogo, cinquant’anni fa come oggi.

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mercoledì 15 marzo 2023

In palude con Pipapop vol. 5


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE

Vario. Pipapop corn vol.5 è una compilation di contaminazioni artistiche. Un susseguirsi di band e artisti che gravitano attorno alla scena indipendente dell’indie e post rock, psychedelic rock, folk acustico, elettronica e minimalismo sperimentale.

DOVE ASCOLTARLO

Il primo mese lo teniamo solo sulla nostra pagina Bandcamp in free download e streaming,

poi lo carichiamo in tutti i digital stores. Le copie fisiche sono in Cd che vendiamo ai concerti o a eventi vari.

LABEL

Pipapop Records

PARTICOLARITA’

L’unica condizione per entrare nella compilation è che il brano deve essere un inedito e questo concede una certa libertà agli artisti non condizionando le loro proposte musicali e svincolandoli così da un disco a tema o da un concept prestabilito. Gli artisti si sentono più liberi di sperimentare cose che magari in un contesto più rigido non farebbero; Pipapop Corn vuole essere una vetrina festosa e creativa, uno spazio di pura espressione artistica e musicale.

                                                       SITO INSTAGRAM  FB   

                                                                     CITTA’

Venezia/Parigi/Assisi

DATA DI USCITA

Pipapop Corn esce ogni anno allo scoccare della mezzanotte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, in un tempo sospeso tra la fine di un anno e l’inizio dell’altro. È una sorta di atemporalità una specie di non-tempo.

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giovedì 19 gennaio 2023

Gertrude Stein a fumetti

 

Gertrude Stein a fumetti, sì, la grande donna madrina de la generazione perduta ritratta con il suo mondo a cominciare dalla compagna Alice e poi gli scrittori, i pittori, i poeti di quella immortale Parigi anni Venti. L'hanno fatto, questo Gertrude Stein e la generazione perduta (uscita sul finire del 2022 con Centauria) due grandi artiste di oggi, già apprezzate e intervistate per altri libri a fumetti che ho amato tantissimo (a partire da Il mio Salinger) Valentina Grande e Eva Rossetti. Le ho intervistate a proposito di questo libro per il sito MeLoLeggo. 

Valentina Grande: Gertrude Stein a oggi è conosciuta da poche persone, alcune di queste la ricordano come uno dei personaggi del film Midnight in Paris di Woody Allen. Oggi più che mai è necessario riconoscerla come autrice, poeta e intellettuale.
Eva Rossetti: Uno degli intenti era di raccontare la figura di Gertrude Stein non soltanto nel ruolo di mecenate o di donna in grado di far incontrare grandi talenti, ma di riscoprirla come la scrittrice innovativa che non ha avuto gran voce nel corso degli anni.
QUI TUTTA L'INTERVISTA
 

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venerdì 16 dicembre 2022

Ultimo tango a Parigi 50 anni, come me...


Ultimo tango a Parigi compie 50 anni, come me che gli ho fatti mesi fa, ma non mi sembra una gran cosa come avrei pensato. Non parlo dei miei, almeno non qui, parlo del tempo che passa, della distanza siderale da quel mitico 1972, quando probabilmente c'era la neve (anche quando sono nato io, in marzo, c'era la neve). Continua a leggere...»

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lunedì 28 febbraio 2022

Gintsugi: Outside

La cultura non è solo intrattenimento, o showbiz, o gossip, o reality televisivo, o immagine, è cultura. Penso che farebbe bene che alcuni/e se lo ricordassero. Penso che bisognerebbe educare il pubblico a rallentare un po', invece di dare in pasto sempre cose facili stimolando i loro bassi istinti, visti i risultati.

Gintsugi e parte della sua bella risposta alla domanda "quanto spazio hanno le donne nella musica underground". Domanda che occupa un capitolo del mio nuovo libro, la seconda parte di Giovani, musicanti e disoccupati.  che spero di riuscire a montare presto e bene, se riuscirò a ritrovare me steso ...

Intanto godetevi il recente video di Gintsugi dal nuovo singolo Outside, etereo, emozionante, decisamente alto... tra classico e moderno. Un'altra gradita produzione Beautiful Losers.

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domenica 23 maggio 2021

In palude con Gintsugi

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE Indie Pop/Rock

DOVE ASCOLTARLO Su tutte le piattaforme (spotify, deezer, bandcamp...)

LABEL Auto-prodotto

PARTICOLARITA’ mix di elementi acustici e elettronici

INSTAGRAM FB

CITTA’ Parigi/Torino

DATA DI USCITA 09/04/2021

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martedì 10 marzo 2020

In diretta con Jet Set Roger

Un rifugio per la notte, Jet Set Roger 2020

Jet Set Roger questa sera in diretta in palude. Ho voluto parlare direttamente con lui per l’unicità del suo progetto e l’unicità di un disco come Un rifugio per la notte in uscita a fine settimana (esattamente venerdì 13 marzo) con Snowdonia Dischi, gran bella label originale. Il cd, come il suo precedente disco presentato su questi schermi (Lovecraft nel Polesine), non è un semplice cd: è un cartonato rettangolare con una dotta intro sul perché di Un rifugio per la notte, un fumetto del grande Aleksandar Zograf che racconta tramite le nuvole parlanti la stessa storia, e infine i testi delle canzoni. Una cura del particolare da applauso. Quando l’ho tra le mani, mi sembra di avere con me un vecchio vinile (a parte l’inconfondibile odore dei vecchi vinili).
Un rifugio per la notte lo potrebbe definire oggi un prodotto multimediale, ma è qualcosa di più. È un vero e proprio concept-album in undici canzoni con al centro l’omonimo racconto di Robert Louis Stevenson (A loding for the night, il titolo originale) ambientato in una Parigi nevosa. Al centro le avventure picaresche del poeta medievale francese François Villon, che in una notte di novembre del 1456 va incontro al suo destino. Affascinante nel testo, cantato in italiano con la letteraria voce di Roger, che ha saputo creare attorno al racconto scritto da Stevenson, delle murder ballads di nickcaviana memoria, un po’ prog, un po’ musica rinascimentale. I disegni in bianco e nero sono sulla stessa lunghezza d’onda, come potete vedere dalla copertina, conservando lo stile unico di Zograf. Tutto molto bello. Pronti?

Come funziona l’intervista in diretta?

Tutte le domande e tutte le risposte di questa intervista sono nei commenti. Durante l’intervista puoi aggiornare la pagina per veder comparire i nuovi commenti. Se arrivi qui a intervista finita… la trovi comunque nei commenti, scendendo verso il fondo della pagina.

ps. segui Jet Set Roger su FB, ascolta il disco qui.

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lunedì 19 ottobre 2015

In palude con Emmanuelle Sigal



    NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE blues, jazz, pop, swing
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto)
LABEL Brutture Moderne
SITO O FB DEL GRUPPO
CITTA’:Paris/Bologna
DATA DI USCITA
23 ottobre 2015 

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giovedì 15 ottobre 2015

In palude con She Owl



NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE: psych folk - pop
DOVE ASCOLTARLO (in parte o tutto)



LABEL

Broken Toys, Bekassine Records, Rockers die younger

PARTICOLARITA’

Canzoni folk-tribali con strumentazione non convenzionale (kalimba, indian harmonium, frame drums, autoharp, timpiano, baritone guitars) composte da Jolanda, arrangiate e prodotte dal duo

SITO O FB DEL GRUPPO



CITTA’:

San Francisco/Paris

DATA DI USCITA

5/10/2015

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lunedì 20 gennaio 2014

Due parole con Stella Burns



Stella Burns tra poco in palude per parlare del suo primo album, ufficialmente fuori tra poche ore: Stella Burns Loves You, dato alle stampe per Twelve Records, label di Pescara tra le più aperte e innovative d’Italia (scorrete il suo catalogo, prego). Stella Burns è una mia vecchia conoscenza, che non ero però mai riuscito ad avere sul blog, Stella Burns è Gianluca Maria Sorace degli Hollowblue, storica band livornese di livello internazionale. Il suo nuovo progetto musicale, Stella Burns, appunto, è nato da una canzone, Morricone, che profuma di western al solo accennare. Da qui la svolta, un nuovo percorso personale, senza perdere di vista la sua band, ma coinvolgendo anche altri.
Stella Burns Loves You è contraddistinto da ben quindici pezzi di rock contaminato con il country, il folk e il blues, canzoni senza tempo ben rappresentate dall’uomo con il cappello e la chitarra Harmony sulla copertina del disco (ascoltatelo tutto in streaming gratuito qui). Ovviamente è lui, Stella Burns, che ha iniziato a cavalcare sul pianeta a Parigi, nel 2011 presso il teatro La Loge, poi un tour in Italia con la cantante e attrice Sukie Smith aka Madam, e poi, passo dopo passo, è arrivato a questo primo stupefacente album (ovviamente, tra le canzoni, c’è anche Morricone). Ora sento il suo cavallo avvicinarsi alla palude. Tra poco scriveremo un'altra pagina importante della nostra musica più amata, per questo faccio partire subito il disco. Pronti? 

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venerdì 29 novembre 2013

Due parole con Cleo T

Direttamente da Parigi Cleo T. in palude. Intervista serale per permettere alla cantautrice francese di fare le prove per l’atteso concerto di domani, nella sua splendida città. Parleremo del suo primo disco, Songs of Gold & Shadow, titolo semplice e poetico, capace di racchiudere in immagini filmiche, dal neorealismo alla Novelle Vague, la vita favolosa e triste, ma vera, di una donna oggi. Un disco europeo, che con forza e ostinazione Cleo T. ha voluto per uscire da un periodo poco felice, e ora lo porta in giro con la sua band: Parigi, Londra, Berlino … dal 5 al 15 dicembre sarà pure in Italia, per un sacco di date (ne ho lette 11, provate a vedere qui se verrà anche vicino a voi).
Vicini a Cleo T. per questo disco, ci sono stati alcuni nomi importanti del rock a 360°: John Parish ha registrato e prodotto in quel di Bristol Songs of Gold & Shadow (la leggenda narra che si siano incontrati per caso a Milano, mentre lei era in attesa di un treno ritardatario …se fosse arrivato in orario, forse non si sarebbero visti), Robert Wyatt, dopo una fitta corrispondenza, le ha mandato una busta con delle parole scritte a lapis, e il testo che parlava di un loro incontro immaginario, in un luogo immaginario, con le indicazioni per la musica. Così è nata So Long Ago Yesterday, ghost-track dell’album, canzone del vento, e di come vedere la luce tra le foglie. Cose semplici e complesse allo stesso tempo. Parliamone. Pronti?  
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giovedì 21 novembre 2013

Due parole con Hobocombo

Hobocombo per la prima volta in palude, con i suoi suoni, tra moderno e antico, cose alte e cose basse, un sapore di multiculturalismo vero che ben si adatta a questi schermi. Un trio magico, formato da Andrea Belfi, batteria (lo stimo fin dai tempi dei Rosolina Mar, forse non lo sapeva), Rocco Marchi, chitarra e synth (già su questi schermi con i fantastici Mariposa), e la giovane Francesca Baccolini al contrabbasso. Tutti e tre usano la loro voce, in questo disco, quasi sempre come un altro strumento musicale. Hanno Louis Thomas Hardin in arte Moondog come spiritual guidance fin dal loro esordio (un instant disc dedicato alla rilettura del repertorio dell’eccentrico newyorchese), questa volta omaggiato a partire dal titolo, Moondog Mask, per non dire della copertina (ovviamente ne parleremo nell’intervista).
Uscito ai primi di novembre con la Trovarobato e la Tannen, due tra le realtà più belle della nostra musica indipendente, Moondog Mask è un album internazionale, pensato a Parigi, registrato e mixato tra Berlino, Bologna e Cerro Veronese (monti Lessini, ancora). Mi verrebbe da dire un “disco per palati fini”, ma potrebbe essere fuorviante. Moondog Mask è la via italiana all’exotica, tra ritmi tribali e improvvisazioni jazz, elettronica minimale e strumenti del folklore italico, danze propiziatorie, atmosfere da b-movies e tanto altro ancora: tutto un mondo in fermento. Cercherò di bloccarlo nell’intervista che va ad incominciare. Pronti?  
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martedì 6 agosto 2013

Due parole con i Paul Mad Gang



Questa sera un gruppo giovane per la prima volta in palude, una band di oggi che suona come negli anni ’50, e suona tanto dal vivo dall’aver faticato a trovare una data buona per l’intervista. Rock’n’roll quello degli emiliani Paul Mad Gang, nati solo nel 2011, grazie all’incontro tra Paolo Roberto Pianezza e Damien Rizzo, ai quali si sono aggiunti nel corso degli anni altri musicisti, fino alla formazione stabile con la contrabbassista Francesca Alinovi e Ranieri Scoccia alla batteria. Un gruppo che sa fare alla perfezione, ma non certo con freddezza, cover storiche (sentitele nel loro myspace), e ora anche pezzi originali.
Dopo un sacco di sbattimenti, grandi e piccoli live (uno applauditissimo anche al Chez Maxim’s di Parigi, per la rivista Toilet Paper di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari), è finalmente uscito il loro primo disco con la label SFEM/LEVEL49. Un disco come si facevano i dischi ai vecchi tempi, un vinile 44 giri, con due pezzi originali per lato: Vodka & Gin sul lato A,  Don’t Give Your Heart Away sul lato B. Stupendo, me lo sono ascoltato giù in cantina, dove ho lo stereo, prima di iniziare questa intervista. Ora il profumo del vinile mi riempie le narici, e mi risento, come in un sogno, i due singoli. Ho una gran voglia di riascoltarlo, ma prima sento cosa hanno da dirmi i Paul Mad Gang. Pronti? 
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lunedì 14 gennaio 2013

Due parole con gli Holiday in Arabia



Holiday in Arabia per la prima volta su questi schermi, e in palude si balla da subito. Si balla contro il grigiore dell’inverno, contro il grigiore delle politiche economiche, contro chi vuole farci credere che i giochi siano fatti. E allora Open Ending per chi ama i finali aperti, musica elettronica con un’anima, nove pezzi gioiosamente sintetici dati alle stampe per Baffo Music, label parigina di gusto sopraffino. Sì, per il loro disco d’esordio sono andati fino in Francia, Sebastiano Confetta e Marco Ghidelli, mente e corpo del progetto musicale, e hanno fatto un gran bene.
La mia coda non sta mai ferma un attimo quando Open Ending gira nel lettore. Nove tracce composte e prodotte dai due in nove mesi (come un bambino), assieme a Emanuele Battisti. Contributi vocali di Pietro Paletti dei The R’s (spesso graditi ospiti in palude), e Riccardo Bocci dei Nokeys, più il campionamento di una frase importate e rivelatrice di Milano calibro 9, stracult di Fernando Di Leo, per un pezzo intitolato emblematicamente Petrolio. Insomma, come capirete, c’è molto entusiasmo per questo cd. E allora pronti?  

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sabato 20 agosto 2011

Ciao Raúl

Regista internazionale di gran classe, esule politico in Francia dopo il colpo di stato di Pinochet (si occupava di cultura e cinema nel governo Allende, forse il politico più avanzato del secolo scorso), poco visto in Italia, a parte il ristretto club di chi segue Fuori Orario, è scomparso ieri a Parigi Raúl Ruiz. Solo settant'anni di età e tante cose da dirci (stava montando l'ultimo film La notte di fronte, dove ripercorreva i tempi e i luoghi della sua infanzia in Cile), ed era pronto a girare in autunno il nuovo film, sull'invasione napoleonica del Portogallo. Cineasta prolifico, lo ricordo quando interpretò una piccola ma significativa parte in uno dei capolavori morettiani, Palombella rossa. Ogni goal è un silenzio ... questa la frase diventata un tormentone. Nel mio canale YouTube ALLYDIEGO (cliccateci sopra), ho messo tra i preferiti quella scena cult.

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martedì 24 marzo 2009

CINEMA: Andiamo Verso l’Eden


Non vorrei passasse sotto silenzio un film importante per la nostra italietta del 2009, anzi, per l’Europa tutta. Un film scomodo e forte, bello, diverso. Parlo di Verso l’Eden di Costa-Gavras. È interpretato da Scamarcio, e non vorrei che proprio per questo venisse snobbato, perché si ritiene l’attore pugliese solo un divetto che piace alle ragazzine. Qui è in parte, ve l’assicuro, con una recitazione “a togliere”: stralunato, perso, clandestino inseguito da tutti come un moderno Charlot (sempre qualcuno alle costole, sempre qualcuno che deve abusare di lui come di un oggetto, come in un moderno lager aperto).
Il film butta giù dei temi di stringente attualità, direbbe De André, ma non con pesantezza (chissà perché si associa sempre a Costa-Gavras la pesantezza? Ci vedo qualcosa di ideologico contro di lui), ma con uno stile onirico, da realismo magico. Penso a Pasolini o a Citti. C’è la nudità, la carnalità della vita (e della morte), la fame, il sottoproletariato, la politica di oggi, gli usi e abusi dell’Occidente su chi viene in cerca di fortuna, maghi surreali, cialtroni, furfanti e approfittatori …
Ci sono delle scene da antologia del cinema. Penso alla caccia al clandestino dentro il villaggio turistico greco. Sur(reale) come poche negli ultimi anni. Ma anche l’arrivo sulla spiaggia di nudisti (l’eden?) non è da meno…e l’accampamento rom dato alle fiamme per un niente…e la Torre Eiffel illuminata grazie alla bacchetta magica stile Miracolo a Milano.
Rischia di passare inosservato Verso l’Eden: il pubblico impegnato lo snobba perchè c’è Scamarcio, quello di Scamarcio perchè è impegnato... E tutti si astengono. Non fatelo. Sarebbe un grave errore.

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