giovedì 16 maggio 2024

In palude con Massimiliano Larocca

NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE   dark crooner folk

DOVE ASCOLTARLO sul giradischi J  qui per assaggiarlo

LABEL  Santeria Records / La Chute dischi

PARTICOLARITA’   crepuscolare, twilight zone

INSTAGRAM FB  

CITTA’  Firenze

DATA DI USCITA   20 ottobre 2023

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mercoledì 5 ottobre 2022

Come è andata al MEI

 

Eccomi qua. Come detto nel mio ultimo commento nel post precedente, sono qui per dirvi cosa ho fatto al MEI. Lo faccio mettendo quei post che ho condiviso ogni giorno su Instagram, correggendoli e scrivendo qualcosa di più, anche con l'ausilio di qualche foto.Continua a leggere...»

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domenica 24 ottobre 2021

In palude con Massimiliano Larocca


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO

GENERE   canzone d'autore/folk/wave

DOVE ASCOLTARLO sul giradischi dopo aver comprato la versione limitata in vinile

(preascolto qui)

LABEL  Santeria Records

PARTICOLARITA’  sincero e doloroso

SITO FB - INSTAGRAM

CITTA’  Firenze

DATA DI USCITA  18 ottobre 2019, qualche vita prima del Covid

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sabato 7 marzo 2020

Auguri Offlaga Disco Pax

Per me gli OFFLAGA DISCO PAX sono stati il più importante gruppo della mia generazione, ho adorato i loro tre dischi, goduti live in un paio di occasioni, intervistati in diretta e differita sia sul blog sia sul sito di Smemoranda. Quindi non posso esimermi dal ricordare i 15 anni dall'uscita del loro primo disco Socialismo Tascabile (prove tecniche di trasmissione). Era il 7 marzo del 2005 ...
ASCOLTALO QUI

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mercoledì 27 maggio 2015

Andrea Chimenti e il suo Yuri

Si dice sia una dura allegoria dell’adolescenza di oggi, depredata del suo futuro. Io lo sento un discorso anche molto politico. Nel senso alto del termine. Può essere così?
Si, credo che sia un disco in cui la politica entra a piene mani, al di là di ogni partito. Impossibile raccontare senza lasciarsi influenzare dalla realtà che stiamo vivendo. Nel romanzo Yuri è un adolescente privo di memoria. Ogni notte dimentica il giorno precedente, proiettato verso un futuro che non conosce e che non è in grado di progettare. Yuri viene allevato per l’espianto di organi venduti in un mercato nero. Yuri possiede una sola memoria quella della storia contenuta in un misterioso libro che porta sempre con sé.  E’ un’allegoria dei giovani d’oggi depredati del loro futuro, delle speranze e delle possibilità da un mondo che ragiona solo in termini economici schiacciando senza scrupoli singoli e popoli. Spero di essere riuscito a raccontare tutto questo in termini poetici. Nel mio piccolo cerco sempre di usare il linguaggio della “poesia”. A dispetto di quanto spesso si crede, penso che la poesia sia un forte mezzo per indagare il quotidiano e portare alla luce l’anima delle cose e degli avvenimenti. La poesia può affondare le proprie radici nella realtà più cruda di tutti i giorni, ma spinge i propri rami oltre, offrendo inaspettati punti di vista altrimenti imperscrutabili. 

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martedì 21 aprile 2015

Due parole con i Walden Waltz


Walden Waltz tra poco in palude per presentare il loro esordio Eleven Sons, uscito solo da qualche giorno per Santeria/Audioglobe, uscito precisamente venerdì 17 aprile, sfidando eroicamente la sfiga. Del resto, la band di Arezzo è capace di affrontare forze del destino avverse, con ironia e forza morale, come quando si trovavano in un tour negli States e furono costretti a fermarsi per la rottura del furgoncino. Vinsero un concorso indetto dalla piattaforma web SonicBids, e volarono da costa a costa per fare un’altra serie di concerti ed esibizioni in radio. Durante questi concert, trovarono stimoli nuovi e incontrarono personaggi cult.
Tornati in Italia, dopo aver maturato una serie di esperienze importanti e la vittoria del LA Music Award: Most Outstanding Debut Release, per il singolo Looking Down registrato con il produttore Ron Nevison (The Who, Rolling Stones, Led Zeppelin), si sono chiusi in studio per registrare Eleven Sons. Undici tracce molto intense, sintesi perfetta tra urbano e selvaggio, serietà e ironia, una società che crea illusioni a getto continuo e allo stesso tempo sa come sapientemente distruggerti. È un album divertente e impegnato, con molti suoni folk-acido e un bel gruppo di amici, alcuni dei quali già passati in palude. Se fosse un film sarebbe Chiamami aquila, ma è un disco, un gran disco. Parliamone. Pronti?

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giovedì 5 marzo 2015

Due parole con i Gang



Sono cresciuto con i Gang, il primo loro disco è stato Reds nel 1989 (il loro ultimo cantato in inglese), poi a ruota sono arrivati gli altri, a partire da Storie d’Italia, già omaggiato su questi schermi. Quando, l’inverno scorso, ho sentito che stavano preparando un album con canzoni nuove, e che lo avrebbero finanziato con l’azionariato popolare (lasciatemela dire così, è una parola più bella di crowdfunding) tramite la piattaforma Becrowdy, ho subito aderito. In molti l’hanno fatto, i nomi sono così piccini sul cd perché siamo in tantissimi, ben 1186. Millecentoottantasei persone, che hanno preso a scatola chiusa un disco, sapendo sarebbe stato importante. Questo disco, Sangue e Cenere, è veramente importante, uno dei migliori album dei Gang in assoluto sia come testi, sia come musica. Provate a sentirlo in anteprima qui.
Scritto dai fratelli Severini, ovviamente, prodotto dal mitico Jono Manson (per la Rumble Beat) da Chupadero, New Mexico, ci sono dentro i loro temi classici: dai lavoratori sotto ricatto ai partigiani, dalla Parma che resiste al fascismo (il trascinante Alle barricate, non riesco a levarmelo dalle orecchie) al sentito omaggio a Fausto e Iaio, giovani compagni assassinati da estremisti di destra negli anni ’70 (Perché Fausto e Iaio?, bella domanda sotto forma di canzone). C’è poi un pezzo struggente intitolato Gli angeli di Novi Sad, chi conosce la storia recente può ben capire a cosa si riferisce; un luogo emblematico con i Serbi capro espiatorio, dove l’Europa divorava/ l’ultimo pasto crudo/ l’Europa restaurata/quella dopo il Muro, per dirla con le parole dei Gang. Ora le parole dei Gang ci saranno anche nei commenti del blog. Ho convinto Marino a fare l’intervista sul blog, adesso, in diretta, in palude. Pronti?

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lunedì 23 febbraio 2015

Due parole con i Sycamore Age


Sycamore Age per la terza volta in palude, se non è un record poco ci manca, a testimoniare la stima che ho per la band toscana (e anche il contrario, spero). All’apparire del loro primo omonimo disco, circa tre anni fa, mi colpirono per l’originalità e la forza rock ammantata di psichedelia. Una cosa non scontata, frutto delle esperienze musicali maturate prima dai sette componenti dell’Era del Sicomoro. Lo scorso anno vennero qui con un particolarissimo cd, fatto da nomi cult della scena dell’alternative italico: dei remix del loro esordio, più qualche chicca. Entrambe uscite con la Santeria, label di culto, che ha sostenuto anche questo loro nuovo album, Perfect Laughter, assieme a Woodworm, altra etichetta in espansione (un sacco di nomi passati qui di entrambe).
Perfect Laughter, la risata perfetta, titolo da una frase del grande Bukowski e da riflessioni dei Sycamore Age di come sia assurdo l’universo, forse frutto di una divinità folle dalla risata, appunto, perfetta (approfondiremo). Musicalmente è stato creato, come al solito, nell’intimo studio dei Perfect Laughter, un laboratorio da alchimisti, dove hanno saputo dosare gli ingredienti con piccoli strumenti: bouzouki, organo a mantice indiano, mini-tastiere giocattolo, bicchieri, pentolini, coperchi, bidoni dell’immondizia … insomma, di tutto di più. Si sono divertiti un mondo, perché ascoltando il disco, si sente sempre l’eco di una pazza risata. Ascoltiamola. Pronti?

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domenica 21 settembre 2014

Giardini di Mirò tra cinema e musica

Lyda Borrelli - Rapsodia Satanica
Visti live una sola volta nella vita, quando erano agli inizi o poco più (mi ricordo un soundcheck lungo, uno dei più lunghi della storia del rock... forse un'ora, ma potrei sbagliarmi), i Giardini di Mirò in pochi anni sono diventati uno dei gruppi più importanti dell'underground italico. Hanno, come me, la passione per il cinema, e adorano musicare vecchi film del passato. Questa volta hanno preso Rapsodia Satanica, di Nino Oxilia, con l'affascinante diva del muto Lyda Borrelli ed è uscito un album dilatato/dilatante, diverso ad ogni ascolto, autonomo ma psicologicamente uguale alla pellicola. Stesso titolo del film, Rapsodia Satanica, è uscito da qualche giorno per Santeria, mitica label indipendente. Io ho intervistato per il sito di Smemoranda Corrado Nuccini, tra i fondatori del gruppo, che il prossimo anno festeggerà vent'anni...
QUI L'INTERVISTA

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lunedì 14 luglio 2014

Due parole con i Sycamore Age

Tornano in palude, a due anni dall'acclamatissimo omonimo esordio, i Sycamore Age. Lo fanno per presentare in palude un nuovo disco, particolarissimo, #1 remixes/reworks, uscito da qualche mese sempre per la mitica Santeria. Come capirete dal titolo, si tratta di remixes, cioè rifacimenti di loro pezzi. Rifacimenti fatti da nomi di culto della scena attuale, italica e non, ai quali il super-gruppo toscano ha chiesto di collaborare: Theo Teardo, Akron Family (Us), Julie's Haircut, Aucan, Vadoinmessico (Uk/Italia). Ne è uscito un dischetto che sembra una vera chicca, anzi, lo è.
Che è un disco chicca, questo #1 remixes/reworks, un disco per niente normale, lo si capisce fin dalla strana, psichedelica, onirica copertina (è un pesce?... è un pollo?... un extra-terreste?), e poi ovviamente ascoltando e riascoltando i pezzi (provate a cliccare qui, per assaggiarlo come si deve). Scelta coraggiosa e non banale, ponte tra l'esordio della band di Arezzo e il nuovo atteso album. Non a caso, in questo cd, c'è un rifacimento dei Sycamore Age di How To Hunt A Giant Butterfly e l'anticipazione di una canzone che sarà nel disco numero 3: In A Blink Of An Eye. Molta carne al fuoco, parliamone. Pronti?

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