Oltre Firenze, oltre tante cose, arrivano questa sera in palude i Sycamore Age da Arezzo e dintorni, con un disco d’esordio che è una favola. Uno dei migliori esordi del periodo; mi scuso per la brutalità e la franchezza, qui ospito sempre musicanti che mi colpiscono, ma questi mi hanno colpito e affondato. Se vi piace il prog, dovete ascoltarli, ma anche se non vi piace, perché loro vanno veramente oltre. Questo dischetto con disegnate in copertina molte farfalle (e anche all’interno, e pure sul cd, dovreste vederle…) vola alto. Altro che le farfalline di Sanremo. Uscito ufficialmente da una settimana con Santeria, label di nicchia, che quando mette il suo nome su di un disco non lo fa per caso (vedi ODP), mi ha subito conquistato con le sue storie e la musica celestiale, indefinibile… inutile fare un elenco di nomi.
Sette ragazzi, giovani ma barbuti, si sono incontrati un po’ alla volta (prima due, nel 2010, poi gli altri), per dar vita all’Età del Sicomoro, albero stupendo (cercatelo in rete, come ho fatto io, è stata un’altra bella scoperta). Provenienti da svariate esperienze underground italico, di diversa estrazione musicale, sembrano aver trovato il giusto equilibrio tra psichedelia e rock, jazz e classica. Le farfalle volano quando metto nel lettore il cd, girano dentro creando un’esperienza unica. Progressive, senza sconfinare nell’hard, riescono a rielaborare molta buona musica degli ultimi quarant’anni e oltre. Il caso ha voluto venissero in plaude dopo un post dedicato a Moebius, ma forse non è per niente un caso. Misteri della Rete. Pronti a volare?
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