Comunicare sui social? Niente!
C’è molta sintonia con l’artista trentina di stanza negli Usa Maria Devigili. Perché ora è uscita con un pezzo sull’impossibilità di comunicare sui social che fa il paio con il mio post precedente dal titolo Scusate il ritardo. Uscirà tra una settimana per Riff Records, il 4 settembre, mese del suo compleanno e s’intitola Comunicare. Pezzo pop-rock sul cosa c’è da dire sui social. Niente, dice lei. Io lo confermo, sui social si fa vedere cosa si mangia, cosa si fa, come ci si veste e come ci si spoglia, dove si va, e ci si va per poi farlo vedere (non per altro). Una società persa nel “nulla siderale” come canta Maria. “Non c’è più molto da dire, meglio tacere in questa funzione.” Certo Maria, se non sei drogato come lo sono io, di social, ci si riesce (dovrai spiegarmi, quando ci vediamo, come si fa). Bella chitarra, che Maria sa suonare ancora molto bene, nonostante un incidente domestico alla mano il marzo scorso, per questo Comunicare.
Perso in questo nulla siderale, se ne uscirò, comunicherò cosa è… nulla. E allora?
Etichette: Comunicare, Droga, Maria Devigili, Riff Records, Social, Trentino Alto Adige

2 Commenti:
Come tutte le cose può creare dipendenza, ma bisogna cercare di gestirli alla migliore maniera.
Sì, è facile dirlo, ma a volte non è facile farlo, e mi ricollego al discorso del post di prima. Per quanto dice il pezzo di Maria, è un discorso più politico, più forte: vince chi ha potere e soldi anche lì, in politica, nell'arte, musica ecc.
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