Vi presento GoodyGoody, anzi, GooodyGoody Afternoon,
sarebbe il suo nome completo, ma in passato, qui in
palude lo chiamavano Peppele (e qualcuno LeoPoldo).
Ma il nome che ho deciso io è rimasto, anzi, un giorno
è stato lui a dirmelo: miao, io mi chiamo GoodyGoody
miao, Afternoon, e vengo da lontano.
Come tutti i gatti arrivati qui, prima e dopo di lui, è
venuto direttamente in palude da solo. Non è stato
comprato o regalato, non sarebbe possibile farlo,
lui appartiene a se stesso e basta; non puoi certo
comprare un bel panorama, una giornata di sole
o una con delle nuvole poetiche, rosse rosate.
GoodyGoody è così, sempre sorridente, sembra
finto tanto è bello
mentre dorme/sogna, e su di
lui girano storie vere che sembrano inventata, come
quando passò mesi sul tetto della casa mentre era
in ristrutturazione e non c'era verso di farlo venir
giù, solo l'idraulico riuscì a farlo volare.
Niente violenza su GoodyGoody, voglio dirlo subito,
solo un po' di irruenza proletaria, dopo che aveva
fallito il veterinario, avevo fallito io, ogni sera sopra
la traballante scala da muratori dimentico delle mie
vertigini, a cercare di convincerlo, avevamo fallito
tutti, a parte l'idraulico, e Goody volò giù.
Proprio vero, i gatti hanno sette vite, anzi, falso, ne
hanno molte, molte di più; quante volte pensavo di
averlo perso? Non si contano più, lungo la sua lunga
vita, che non è ancora finita, voglio rassicurarvi: questi
sono versacci per fare gli auguri a GoodyGoody nella
festa dei gatti. Auguri gatto rosso rosato!
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