sabato 20 maggio 2023

W Nanni Moretti e W Trotskij

Adoro Nanni Moretti, sono un morettiano di vecchia data, nonostante questi ultimi anni io sia cambiato, e lui nel corso del tempo si sia "imborghesito" (scritto tra tante virgolette, odio le etichette), rimango fermamente un suo appassionato estimatore. Questo suo recente film, Il sol dell'avvenire, l'ho visto due volte, e non sono ancora riuscito a scrivere niente sul mio blog, dove ogni volta (o quasi) ne scrivevo (ne ho scritto poco, forse, perché da quando ho il blog, ha fatto pochi film). Intanto comincio con un scoop, questa nuova pellicola esce a distanza di soli due anni dal precedente Tre piani (che non era male manco quello, secondo me), perché gliel'ho chiesto io in una puntata della trasmissione Hollywood Party ("Nanni, fai presto un film, per ragioni sentimentali mie, ne ho bisogno") e mi ha accontentato, anche se non è servito (ma apprezzo il tentativo Nanni). E visto che ho detto questo, rivelo che la mia passione per Moretti, non è solo politica, o di ossessioni (la Sacher, per esempio), ma sentimentali, dal privato; come la sua generazione diceva "il privato è politico".

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martedì 29 novembre 2022

12 anni senza Monicelli


Sono passati 12 anni dalla morte del Maestro, anche se sembrano secoli. Pensiamo a tutto quello che è successo in questi ultimi pessimi anni e capiremo il perché. Non  voglio buttarla in politica, ma ricordare come quella sera parlammo della sua scomparsa, clamorosa, personale, forte. In questi giorni ho discusso con amici blogger di come è cambiata la blogosfera, di come eravamo diversi, con meno social e quasi solo i nostri blog dove discutere, confrontarci, conoscerci. Quella sera pubblicai la foto di Mario Monicelli, con il titolo Ciao Mario, uomo libero... e tre alligatori sotto alla sua foto dietro la cinepresa. Erano le 23,52, credo si fosse da poco diffusa la notizia della sua morte. Be', partirono subito commenti di amici blogger, e si discusse  per ore del suo gesto, di quanto era stato grande, delle polemiche con Moretti, delle sue frasi storiche, dei suoi capolavori da vedere e rivedere. Probabilmente lo stesso successe da altri amici blogger. Tra i 23 commenti, vedo facce che ancora adesso frequento, magari su altri social, anche 5/6 di questi hanno ancora il blog più o meno attivo. E voi, vi ricordate quella sera che il Maestro decise di lasciarci?

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lunedì 6 gennaio 2020

Un anno al cinema… il 2019.

Ecco la consueta lista dei film visti al cinema nel corso dell’anno appena finito. Ben 50 sono le pellicole viste nella buia sala cinematografia nell’anno appena passato. Un bel numero tondo, che conferma la nostra passione principale. Un anno al cinema molto soddisfacente, con opere che resteranno a lungo. 


Ecco la consueta lista dei film visti al cinema nel corso dell’anno appena finito. Ben 50 sono le pellicole viste nella buia sala cinematografia nell’anno appena passato. Un bel numero tondo, che conferma la nostra passione principale. Un anno al cinema molto soddisfacente, con opere che resteranno a lungo.

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domenica 28 aprile 2019

Locandine cult: Caro diario

Caro diario (Ita/Fra 1993) di  Nanni Moretti
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giovedì 7 febbraio 2019

Santiago, Italia? Sì, grazie!

Sono da sempre un appassionato sostenitore dei film di Nanni Moretti, un uomo di cinema totale, con un'idea di cinema forte. Capace di stare dietro come davanti alla macchina da presa, uno che fa cinema sempre, anche quando gira un documentario, come in questo caso, Santiago, Italia. Un documentario uscito a fine anno, portato in giro per l'Italia dal cineasta stesso in molti incontri. Finalmente la pellicola è arrivata anche nella mia città (purtroppo senza Moretti), mi sono preso un giorno di ferie e sono andato a vederlo con Elle. Sia lei, che non aveva mai visto un suo film, sia io, che li ho visti tutti, l'abbiamo apprezzato tantissimo, e usciti dal cinema ci siamo sorpresi non se ne parli più di tanto. 
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martedì 5 gennaio 2016

Un anno al cinema ... il 2015

Charlie Chaplin e Paulette Goddard - Tempi Moderni
Ecco la lista dei film visti al cinema durante il 2015. Sono 50, tondi tondi, tutti visti rigorosamente sul Grande Schermo. In tv ne ho visti più del mio solito (forse una decina), ma non riesco a ritenerle visioni degne di essere citate perché la televisione è uno schermo troppo piccolo per contenere l'enormità del cinema (problema mio, vero). Tornando nella buia sala, dico: la nota dominante di questo 2015 è la riedizione di vecchi film, cosa che trovo molto lodevole. Grazie ad essa (e in particolare alla lodatissima Cineteca di Bologna), ho potuto vedere sul grande schermo cose tipo Tempi Moderni di Chaplin, Todo Modo di Elio Petri, Salvatore Giuliano e Le mani sulla città di Francesco Rosi, Salò di Pasolini ... e altri. Credo sia importantissimo, e spero sia una tendenza sempre più diffusa. Riguardo i nuovi film invece, mi hanno colpito molto Il sale della terra (uscito sul finire del 2014, vero, ma io l'ho visto nel 2015, in un cinemino di Berlino, v.o.), Big Eyes, un Tim Burton finalmente in piena forma (anche se non tutti concordano) Birdman, che mi sono visto due volte e mi ha lasciato entrambe senza parole, Vizio di forma, anche questo grandissimo, e il recente, grande Allen di Irrational Man. Ho molto apprezzato pellicole dimenticate, e che non ho visto segnalate in altri blog cinefili, tipo Sils Maria di Olivier Assays, Taxi Tehran di Jafar Panahi, The Lobster di Giorgios Lanthimos, Violette di Martin Proust (un vero capolavoro, da vedere, è un film francese del 2013 uscito da noi solo nel 2015). Per quanto riguarda il cinema italico mi  è piaciuto, come a molti, Suburra, ho trovato strani e perturbanti (quindi da vedere), Sangue del mio sangue di Bellocchio e Per amor vostro di Gaudino, visto in Latin Lover di Cristina Comencini, una godibile tragicommedia. Conferme per il Moretti di Mia madre, piacevole sorpresa per Fino a qui tutto bene di Roan Johnson (nonostante il nome, è italiano). Per il resto, vi rimando alla mia listona, con accanto i voti (da prendere con le molle, sono dati poco dopo la visione). Se cliccate sui titoli sotto colorati, piombate dritti alla mia recensione scritta a suo tempo sul blog. Buona lettura e buone visioni...

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sabato 6 giugno 2015

Youth - La giovinezza, non è la Juventus

Ecco un cineasta che mi fa innervosire, vorrei uscire dalla sala appena inizia il film, lo trovo interessante e con delle idee originali, poi  però le rovina miseramente. Potrebbe essere un grande regista di spot pubblicitari, ma in film più lunghi di due minuti non va. Perché sono così cattivo con Sorrentino? Non c'è un vero motivo, Il Divo mi era piaciuto un sacco, avevo trovato così così This Must Be The Place , mi aveva deluso assai il pompatissimo La grande bellezza (ma dove?), mi ha di nuovo deluso Youth - La giovinezza. Un lungo spottone sul nulla, ambientato nello splendore delle montagne svizzere, a Davos, nella stessa clinica dove Thomas Mann aveva ambientato La montagna incantata. Qui due vecchi artisti cercano di curarsi dalla vecchiaia, circondati da un bel campionario di freaks: Miss Universo dalle chiappe perfette, attori in crisi esistenziale,  sportivi in decadenza fisica, lama tibetani in attesa di lievitare.
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domenica 19 aprile 2015

Mia madre ... e la politica?

Morettiano di lunga data, vedo tutti i suoi film appena escono.  Mi vesto come lui (in passato, quando avevo più capelli, ci assomigliavo pure, mannaggia sti capelli, in compenso, ancora pochi peli bianchi sulla mia barba, ma lasciamo stare), ho alcune sue passioni (la Sacher), ma sono molto più radicale in politica, distanza sempre più marcata con gli anni. Nonostante questo, continuo ad andare a vedere i suoi film. Habemus Papam mi era piaciuto tantissimo, per me è uno dei suoi migliori degli ultimi anni. Mia madre, uscito giovedì, e presto in concorso a Cannes, visto da me oggi, non mi ha conquistato totalmente. Mi spiace abbia "ceduto" la parte principale a Margherita Buy (non perché mi dispiaccia come attrice lei, ma perché lo vorrei vedere sempre protagonista), vedo poca politica (ma forse non è colpa sua, o forse sì, o forse c'è), è molto triste e la giornata autunnale di oggi ha aumentato questa sensazione.
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sabato 1 febbraio 2014

Carlo Mazzacurati, un ricordo

Faccio fatica a credere che Carlo Mazzacurati sia morto. Per me Mazzacurati rappresenta il Nuovo Cinema Italiano. Quando sento parlare di lui, ripenso a quel suo primo film, Notte italiana, con Marco Messeri finalmente in un ruolo di protagonista, la bella Giulia Boschi, credo all'esordio (poi ha fatto pochi altri film), i gemelli Ruggeri, che allora andavano forte in tv (la nuova comicità italiana), il mitico Remo Remotti. Un film che anticipava tangetopoli, si disse poi, io non credo, almeno non solo. Un film sul nord-est, i schei, i soldi facili, sugli intrallazzi tipici dove gira il denaro: dove c'è il capitalismo c'è corruzione. Ma non voglio buttarla in politica. Notte italiana era un film poetico, volava alto. Un film notturno anche, adatto al cinema, alla buia sala cinematografica. Infatti, dopo la prima visione al cinema, non credo di averlo più visto (forse solo nel passaggio su Rai 3 di qualche anno dopo). Al cinema faceva parte di una rassegna sul Nuovo Cinema Italiano, assieme a Domani accadrà, di Lucchetti. Infatti associo sempre i due film, i due gggiovani cineasti italiani. Lo andai a vedere con mio fratello e la sua morosa, in un cineclub con le poltroncine verdi (niente a che fare con l'identità padana e altre balle, era così da sempre), ora chiuso da anni.
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giovedì 16 gennaio 2014

Buon compleanno Happy Days

Happy Days ha fatto quarant'anni. Come ieri, nel 1974, andava in onda la prima puntata sul canale statunitense ABC (in Italia dovemmo aspettare fino al 1977). Per me, lo confesso, è un telefilm culto, più passano gli anni e più lo identifico con la tv della mia infanzia. Ogni tanto lo ritrovo su qualche canale televisivo, e mi fermo a guardarlo ancora, ridendo come uno scemo delle avventure di Fonzie, Richie Cunnigham e la sua famiglia, gli amici, il bar di Arnold. Niente di clamoroso, sia ben chiaro, ma sicuramente una delle serie tv che maggiormente influenzarono il costume e la moda di più di qualche generazione tra gli anni '70 e gli anni '80 (pure i giovani dirigenti PCI lo guardavano, secondo un Nanni Moretti incazzato, che rimprovera loro questo in una scena di Aprile). Happy Days mitizzava gli anni '50, anni felici, come dice il titolo, rispetto agli anni '60 e '70, dopo l'assassinio Kennedy, la guerra in Vietnam, la fine del Sogno americano... Non voglio addentrarmi in analisi sociologiche o filosofiche sul telefilm, non è questo il contesto, ma semplicemente omaggiarlo con una piccola, parzialissima, carrellata di immagini, e porvi una domanda: a voi piaceva Happy Days?
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giovedì 5 dicembre 2013

Arrivederci, Berlinguer ... un augurio

Bella l'idea di dedicare al segretario più amato del PCI Enrico Berlinguer, una storia a fumetti. Bello perché il fumetto è un mezzo immediato, fruibile anche dai più giovani, di lettura immediata, e la figura del segretario comunista va certamente fatta conoscere ai più. Meritoria quindi, solo l'idea della BeccoGiallo di dare alle stampe questo libro, Arrivederci, Berlinguer, scritto da Elettra Stamboulis e disegnato da Gianluca Costantini (la stessa coppia che aveva realizzato A cena con Gramsci, per la medesima casa editrice). Solo un caso che ne parli oggi, con le primarie del suo ex partito al centro dell'attenzione, partito il quale l'ha dimenticato, lasciando cadere molte sue intuizioni, dalla questione morale all'eurocomunismo, oggi più che mai necessario.
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mercoledì 5 ottobre 2011

Il Male e Frigidaire …

Sì, Il Male è tornato, quello vero però. L’unico e inimitabile, brutto, sporco, cattivo, senza padroni e senza padrini. La satira non ha padroni, quindi sta bene sotto ogni padrone, mi è venuta in mente questa frase, di Moretti, leggendo l’editoriale di Sparagna, duro e puro come nel suo stile. Non risparmia nessuno, a partire dai suoi ex compagni di satira Vincino e Vauro. A me Vauro piace, è noto, mentre non seguo più da anni Vincino (ho scoperto ora che collabora con Il Foglio … orrore e disgusto), ma credo possibile la pubblicazione del Male solo con un editore indipendente, lontano dai grandi gruppi (i padroni). Quindi, diffidando delle imitazioni, prendo Il nuovo Male, con una splendida copertina di Giuliano e aspetto mi arrivi la copia di Frigidaire n. 237, per leggere le mie recensioni; quattro questo mese (mi sono superato): Le Luci della Centrale Elettrica, Maciunas, Tiziano Mazzoni, Vegetable G.

PER ALTRE INFO

http://www.frigolandia.eu/

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sabato 20 agosto 2011

Ciao Raúl

Regista internazionale di gran classe, esule politico in Francia dopo il colpo di stato di Pinochet (si occupava di cultura e cinema nel governo Allende, forse il politico più avanzato del secolo scorso), poco visto in Italia, a parte il ristretto club di chi segue Fuori Orario, è scomparso ieri a Parigi Raúl Ruiz. Solo settant'anni di età e tante cose da dirci (stava montando l'ultimo film La notte di fronte, dove ripercorreva i tempi e i luoghi della sua infanzia in Cile), ed era pronto a girare in autunno il nuovo film, sull'invasione napoleonica del Portogallo. Cineasta prolifico, lo ricordo quando interpretò una piccola ma significativa parte in uno dei capolavori morettiani, Palombella rossa. Ogni goal è un silenzio ... questa la frase diventata un tormentone. Nel mio canale YouTube ALLYDIEGO (cliccateci sopra), ho messo tra i preferiti quella scena cult.

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mercoledì 26 maggio 2010

Intervista a Dino Fumaretto

L’intervista di questa sera è con Dino Fumaretto, ma potrebbe intervenire a suo nome Elia Billoni, visto che il surreale cantautore mantovano ha nominato Elia quale suo unico e fedele interprete almeno dal 2005. Oppure interverranno entrambi, o solo Dino Fumaretto…confusione. E chi è il musicante ritratto nella foto? Dino o Elia? O Nanni Moretti da giovane?... o Elio Germano? Partire con delle domande nella presentazione vuol dire fare la presentazione nelle domande? Non sarà facile, me la sento.
Di sicuro è che La vita è breve e spesso rimane sotto è firmato da Dino Fumaretto (anche se, leggo nel libretto interno, voce, pianoforte, tastiere e armonica a bocca sono di Elia Billoni), la label è La Famosa Etichetta Trovarobato e il disco, uscito da pochi mesi è stato registrato da Andrea Rovacchi al Bunker Studio di Rubiera (dove è passato Enrico Gabrielli che ha prestato per un intero pomeriggio le sue orecchie). Insomma, come si capisce, a dominare è il surreale, come nelle canzoni di Dino/Elia… Jekyll/Hyde? Bruneri/Canella? Siamo ancora nel Novecento? Aiuto, ci siete? Uno, due, tre …
VAI AL SUO MYSPACE http://www.myspace.com/dinofumaretto
VAI AL SUO SITO http://www.dinofumaretto.com/

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mercoledì 13 febbraio 2008

Berlino 2008: Caos calmo, vescovi nervosi


“Nanni non è mai volgare. Ho educato mio figlio, ora è adulto e libero di fare come vuole” dichiarazione di Agata, madre di Nanni Moretti rivolta ai vescovi indignati per Caos calmo.
Sottoscrivo e dico che questo vale per tutti noi, siamo adulti e liberi di fare come vogliamo. Intanto andiamo in massa a vedere il film di Antonello Grimaldi, una pellicola di rara intensità per il cinema di casa nostra.
La scena erotica è perfetta, girata da due dei migliori nostri attori, senza quella scena Caos calmo sarebbe stato un film incompleto, con molto meno significato.
Isabella e Nanni meritano una pins dell’Alligatore.
http://www.armosia.com/tim/caoscalmo/sito.aspx


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