mercoledì 2 marzo 2016

Ricordo di un cineasta: Carlo Mazzacurati

Carlo Mazzacurati oggi avrebbe 60 anni.
Penso quanto era bello andare a vedere
i suoi film.
I suoi film uscivano sempre in primavera,
oppure, mi pare di ricordare, di averli visti
sempre in primavera.
Di primavera profumavano i film di Mazzacurati,
fin dal suo folgorante esordio cult, Notte italiana,
con Messeri, Giulia Boschi, i gemelli Ruggeri.
Lo andai a vedere con mio fratello e la sua morosa,
in un cineclub con le poltroncine verdi (no padano),
ora chiuso.
Poi cercai di non perdere nessuna sua altra pellicola,
da Il prete bello a Il toro, da La lingua del santo a La
sedia della felicità.
Tra i miei preferiti Vesna va veloce, La giusta distanza,
La Passione, ma ogni suo film era divertente, con un
sacco di attori e attrici, tutti molto amici.
Me lo vedo andare a mangiare con Battiston o Diego
Abatantuono, tra una ripresa e l'altra, o con Silvio
Orlando e Marco Messeri, Citran.
Le attrici, tutte molto carine, con lui hanno fatto il
loro miglior film: penso alla Smutniak o alla Sansa,
Valentina Lodovini, Isabella Ferrari, la Capotondi.
Vorrei vedere tutti i suoi film in una rassegna tv,
non solo quelli usciti al cinema, ma anche certi
doc su Zanzotto, Meneghello, Rigoni Stern.
... è chiedere troppo?

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sabato 1 febbraio 2014

Carlo Mazzacurati, un ricordo

Faccio fatica a credere che Carlo Mazzacurati sia morto. Per me Mazzacurati rappresenta il Nuovo Cinema Italiano. Quando sento parlare di lui, ripenso a quel suo primo film, Notte italiana, con Marco Messeri finalmente in un ruolo di protagonista, la bella Giulia Boschi, credo all'esordio (poi ha fatto pochi altri film), i gemelli Ruggeri, che allora andavano forte in tv (la nuova comicità italiana), il mitico Remo Remotti. Un film che anticipava tangetopoli, si disse poi, io non credo, almeno non solo. Un film sul nord-est, i schei, i soldi facili, sugli intrallazzi tipici dove gira il denaro: dove c'è il capitalismo c'è corruzione. Ma non voglio buttarla in politica. Notte italiana era un film poetico, volava alto. Un film notturno anche, adatto al cinema, alla buia sala cinematografica. Infatti, dopo la prima visione al cinema, non credo di averlo più visto (forse solo nel passaggio su Rai 3 di qualche anno dopo). Al cinema faceva parte di una rassegna sul Nuovo Cinema Italiano, assieme a Domani accadrà, di Lucchetti. Infatti associo sempre i due film, i due gggiovani cineasti italiani. Lo andai a vedere con mio fratello e la sua morosa, in un cineclub con le poltroncine verdi (niente a che fare con l'identità padana e altre balle, era così da sempre), ora chiuso da anni.
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