lunedì 6 gennaio 2020

Un anno al cinema… il 2019.

Ecco la consueta lista dei film visti al cinema nel corso dell’anno appena finito. Ben 50 sono le pellicole viste nella buia sala cinematografia nell’anno appena passato. Un bel numero tondo, che conferma la nostra passione principale. Un anno al cinema molto soddisfacente, con opere che resteranno a lungo. 


Ecco la consueta lista dei film visti al cinema nel corso dell’anno appena finito. Ben 50 sono le pellicole viste nella buia sala cinematografia nell’anno appena passato. Un bel numero tondo, che conferma la nostra passione principale. Un anno al cinema molto soddisfacente, con opere che resteranno a lungo.

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mercoledì 4 gennaio 2017

Un anno al cinema ... il 2016

Ecco la lista dei film visti al cinema durante il 2016. Sono ben 47, tutti visti rigorosamente sul Grande Schermo. Tre in meno rispetto al 2015, comunque un numero considerevole (con uno in più la media sarebbe stata di 1 a settimana, e non è male). Ma è la qualità quella che conta, e, rivedendo i titoli, direi che è stata anche quest'anno, alta. Il primo film visto, Carol, di Todd Haynes, è un vero gioiellino di stile e calore, come l'ultimo, Paterson, di quel Jim Jarmusch, che quando li fa belli, i film, sono belli davvero (come mi dice Lucien, in un commento sul suo blog), e questo e bello davvero. In mezzo ci sono stati il solito grande Tarantino con il suo The Hateful Eight, ma anche un deludente Alejandro Gonzăles Iňarritu, un inguardabile Tornatore, dei discreti Coen e Woody Allen. Mi è piaciuto molto il Virzì de La pazza gioia, come l'Almodovar de Julieta, come lo Stone de Snowden. Conferme anche per Pif, il solito impeccabile Ken Loach, e per Clint Eastwood tornato a piacermi con Sully. Perfetti sconosciuti e Lo chiamavano Jeeg Robot si meritano tutta la fama di cult italiani dell'anno, ma io aggiungerei anche La verità sta in cielo, di Roberto Faenza, del quale si è poco parlato (chissà perchè), e uno scult fuori dal tempo, come Tommaso, di Kim Rossi Stuart. Rimanendo in Italia, da citare assolutamente (e da vedere) Fuocoammare di Rosi, mentre fuori, direi di non dimenticare Lo stato contro Fritz Bauer del tedesco Lars Kraume e il brasiliano Aquarius, con una grandissima Sonia Braga (il film deve uscire in molte città, non fatevelo sfuggire nella vostra). La palma del miglior film dell'anno va però a Frantz, del quale ho già scritto lodandolo come merita: un capolavoro dell'era moderna. Per il resto , vi rimando alla mia listona qui sotto, con accanto i voti (da prendere con le molle, vi prego). Cliccando sui titoli colorati, piomberete diritti alla mia rece scritta a suo tempo sul blog. Buona lettura e buone visioni ... possibilmente al cinema. 

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sabato 25 giugno 2016

Euro2016, al cine: Italia 4 Spagna 4

Ho visto una grande Italia, grazie a Valeria Bruni Tedeschi, qui con i colori azzurri (in tutti i sensi). Nel film La pazza gioia veste infatti i panni di una ex berlusconiana caduta in disgrazia e finita in un manicomio. Fin dai primi istanti si muove bene, tanto da andare in rete da sola quasi in apertura. Poi, quando trova una compagna di squadra come la Ramazzotti, riesce a raddoppiare grazie ai suoi timidi ma precisi assist. Che coppia queste due pazze ... di gioia. Fuor di metafora, questa pellicola mostra un Virzì al suo massimo (temo non saprà mai più ripetersi così), una storia di donne nell'Italia contemporanea, con la verve e la poetica della grande commedia all'italiana, da Monicelli in giù. Il regista livornese, tra i "giovani", è l'unico possa inserirsi in questa grande scuola, suo quindi il terzo gol. Qui racconta il nostro paese da un contesto altro, cioè quello di una clinica per malati di mente alternativa, dove possono uscire a lavorare. Proprio in occasione di una giornata di lavoro nei campi, le due protagoniste fuggono, iniziando una zingarata per raccontare il perché del loro ricovero. Tra il furto dell'auto di un playboy in cerca di avventure, la ricerca del figlio della coatta Donatella (una splendida Ramazzotti, anche lei in gol), la visita alla villa dell'ex marito di Beatrice, avvocato/parlamentare dell'ex presidente del consiglio (ricordate il bunga bunga?), la visita alla madre dove girano un film in costume (notare, nelle vesti della regista, la Archibugi, autrice della sceneggiatura assieme a Virzì), altre fughe, altri ricoveri, altra ricerca di libertà, senza troppa retorica. Gran film, pieno di cose, personaggi, ben scritto e ben interpretato anche in ruoli minori.
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