In palude con Frigidaire Tango
NOTE SUL DISCO
Artisti: Frigidaire Tango
Titolo: Modern Vintage Wave
Genere: Alternative, New Wave, Rock
Etichetta: Psicolabel
Città: Bassano del Grappa
Data di uscita: 24.04.2026
PRESENTAZIONE
Stasera in palude una vera e propria band di culto, i Frigidaire Tango, che tornano sulle scene alla lunga distanza, più di 15 anni dalla loro ultima pubblicazione ufficiale, L’illusione del volo (La Tempesta Dischi 2009). Tornano con un album pulsante e vivo intitolato Modern Vintage Wave, targato Psicolabel. Sono ben dieci tracce, registrate negli ultimi dieci anni, che hanno un sapore forte, a ricordare la Storia della band di Bassano del Grappa, le canzoni degli esordi negli anni ’80, senza essere nostalgici. Non a caso il titolo, tra l’ironico e il cronachistico, ricorda le radici New Wave, ma rappresentate oggi con un sapore Vintage. In un periodo come questo, dove non ci sono canzoni nuove e le gloriose band del passato salgono sul palco a rappresentare se stesse, è bello che qualcuno provi a scrivere qualcosa di inedito. Tre canzoni cantate in italiano, il resto in inglese, ospiti quali Marco Greco, Diego Pioto e Giorgio Canali, un’atmosfera gotica, acida, inquieta/inquietante che è un piacere
Ma capisco che in questo momento il critico sta prendendo il sopravvento, e allora prima di ritrovarmi bertoncellizato troppo, passo la parola ai Frigidaire Tango che con me parleranno di Modern Vintage Wave. Potrete dire la vostra anche voi, nei commenti di questo post insieme a noi. Pronti?
Etichette: Bassano del Grappa, Frigidaire Tango, Intervista, Intervista in diretta, Intervista in palude, L’illusione del volo, La Tempesta Dischi, Modern Vintage Wave, Piscolabel, Pizza, Vicenza


51 Commenti:
Ciao Frigidaire Tango... battete un colpo se ci siete.
ci sono...
Ciao Carlo.
Dopo qualche problema tecnico Carlo Casale è qui con noi, in palude.
presente !
Bene, allora faccio partire il vostro disco e vado con le domande.
Vai
Come è nato Modern Vintage Wave?
MVW sono 20 anni di demo transitate tra Miami, l'Havana e Bassano del grappa. Qui sono state arrangiate, cantate e mixate, ma sopratutto selezionate, perchè in realtà i brani finiti erano più di una trentina
Inizialmente avrebbe dovuto essere un doppio album, che avrebbe compreso anche materiale più distante dalla new wave, alla fine è prevalsa la linea più omogenea e sono stati pubblicati i brani con un sound più aderente all'epoca.
Capper, più di una trentina ... un bel po' di materiale. Per altri cd... almeno due.
o 4 LP
o 4 LP
Perché questo titolo? … e sottotitolo "10 Unreleased Songs 2008 – 2025".
Dall'inizio del XXI secolo il Rock ha faticato a rigenerarsi in modo radicale, esurendo molte delle sue spinte rivoluzionarie del 900 e gran parte di ciò che ascoltiamo oggi ha sempre un marcato sapore revivalistico, MVW è un esempio di questa condizione. Un modo per recuperare le radici e le atmosfere del passato filtrandole attraverso sensibilità, testi e produzione moderni. E' Vintage nell'anima e moderno nella forma.
Be', come darti torto, con tante glorie del passato a fare, anzi ri-fare i dischi del passato e niente canzoni nuove. Per un aspetto mercantile, più che altro ... non certo rivoluzionario.
Bravi voi.
ognuno è figlio del suo tempo ..
Come è stata la genesi di Modern Vintage Wave, dall’idea iniziale alla sua realizzazione finale?
piuttosto atipica...non è nata da live session, ma un meticoloso lavoro di post produzione su demo accumulate negli ultimi anni...questo tempo dilatato ci ha permesso di registrare molto materiale da cui, come accennato prima, selezionare i brani più adatti orientandoci verso uno stile preciso.
Un lavoro certosino, un lavoro che fanno in pochi. Sembra da registi maledetti...
il perfezionismo uccide
...o ti salva.
Qualche episodio che è rimasto nella memoria durante la lavorazione del disco?
Niente di speciale è successo, se non che nell'attualmente inedito disco 2, ci sono interventi a random di musicisti che passavano in studio a trovarci
Bellissima questa notizia ... non vedo l'ora di sentirlo e parlarne con te.
Puoi dirci qualcosa di più, o restiamo nel limbo ... e sapremo tutto col tempo?
restate con noi nel limbo .... prendiamo decisioni a seconda dell'estro e quindi ne sappiamo meno di voi.
Allora andiamo avanti …
Non è una parolaccia quella che ho messo in fondo alla frase sopra, volevo mettere una faccetta che ride... ed è uscita sta cosa.
Se "Modern Vintage Wave" fosse un concept-album su cosa sarebbe? … tolgo il fosse?
Problemi tecnici mi dicono dalla regia ... cioè Carlo.
Non permette più di commentare a Carlo ... perché?
Facciamo una pausa...
Eccoci qua, vediamo se Carlo riesce a commentare.
Non riesce più. L'intervista si interrompe qui ... magari, fra qualche giorno la riprendiamo.
Intanto, grazie a Charlie "Out" Cazale dei Frigidaire Tango per essere passato in palude.
L'intervista è sempre viva, quindi ho chiesto a Carlo di rispondere alle ultime domande per mail, e le metto qui sotto per una certa completezza, che putroppo, per problemi tecnici è venuta meno.
Riguardo all'ultima domanda, se il loro disco possa considerarsi un concept mi ha riaposto così
"Il filo conduttore è esplicitamente esistenzialista: un invito al classico viaggio interiore che ognuno dovrebbe compiere almeno una volta nella vita.
Un percorso per scoprire quanto potremmo essere noi i veri artefici della nostra esistenza, senza lasciarci guidare da regole prestabilite che limitano la libertà mentale tipica di questa epoca."
Risposta molto affascinate, anzi, concept molto affascinante al quale mi verrebbe da rispondere che il trip può anche essere negativo, ma comunque, mi risponderebbe Carlo, va fatto.
C’è qualche pezzo che preferite? Qualche pezzo del quale andate più fieri dell’intero disco? … quello più da live?
RISPOSTA; ...la determinazione dei “Creatori”, la profondità di “Non sei raggiungibile”, la malinconia di “Life is a little trip”, i ricordi di “Adrian” la natura punk di “Deadline body” l’oscurità di “Fears”, l’intimità di “Considerations” ecc. ecc..
ATRA MIA DOMANDA: Copertina molto impressionante, con queste ali spezzate sanguinanti…. Come è nata? Chi l’ha pensata così?
RISPOSTA: Avevo sottoposto al nostro grafico di fiducia, Davide Scapin, un bozzetto ricavato da un fermo immagine di un nostro video, in cui comparivo con due enormi ali. Davide ha poi sviluppato l'idea creando un forte contrasto tra ali bianche e nere, elementi che rappresentano bene I temi dell'album: l'eterno dualismo che accompagna la nostra esistenza, ma anche il bisogno estremo di libertà da questa condizione, creando un legame ideale con il nostro album precedente, "L'illusione del volo".
DOMANDA: Come avete presentato/presenterete dal vivo il disco?
RISPOSTA: Questa è una questione ancora in fase di definizione. Stiamo valutando la disponibilità e la compatibilità dei musicisti, oltre ai tempi necessari per preparare il repertorio. Tutti i brani del disco, infatti, sono inediti anche dal punto di vista esecutivo: non sono mai stati suonati né in studio né dal vivo. Dovremo quindi capire quale formazione e quale tipo di arrangiamento possano valorizzare al meglio questo materiale sul palco.
ALTRO DA DICHIARARE?
Sì, vostro onore: Il prossimo disco del FT arriverà molto presto.
Ci tenevo a concludere l'intervista e mi pare che le risposte ne siano valse la pena. Molto belle, in particolare l'ultima.
Vi aspettiamo in palude per il prossimo disco!
A breve.
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