martedì 2 ottobre 2018

Rece d'Alligatore: Marco Negri


Marco Negri, Il mondo secondo Marco
Kirma Records
Esordio pop-giovanilista di questo ragazzo di Mantova, che racconta storie minimaliste divertendosi a farlo alla maniera di un Vasco dei giorni nostri: dalle incomprensioni padri/figli, alle delusioni d’amore, dalle estati senza soldi al mal di pancia. Un’elettronica minimale, con chitarrina rock, testi carini e ritornelli orecchiabili. Niente di più, niente di meno.
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venerdì 10 febbraio 2017

In palude con Anna Luppi


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE  Pop
DOVE ASCOLTARLO qui e qui
LABEL Irma Records/Mei/Radio Coop
CITTA’:  Mantova
DATA DI USCITA 16.01.2017

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sabato 20 agosto 2016

In palude con Mud


NOTE SINTETICHE ALL’ASCOLTO DEL DISCO
GENERE: folk-pop
DOVE ASCOLTARLO: su soundcloud
LABEL: IRMA Records

PARTICOLARITA’: Il brano “Metti che un giorno ti svegli” ha vinto il premio “Voci per la Libertà” di Amnesty International nel 2014. Hanno collaborato alla realizzazione: Marco Malavasi nella produzione; alle chitarre Enrico Zapparoli (chitarre in “Il tempo che verrà” e in “D'amore e di fango”) ed Elia Garutti (chitarre in “Quando sarà sera” e interventi slide guitar in “Hanno trovato un uomo”); Franco Manco è co-autore del brano “D'amore e di fango”
SITO O FB DEL GRUPPO: www.mudworld.it     www.facebook.com/mudworldmusic
CITTA’: Lungo il grande fiume
DATA DI USCITA: 2015 

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lunedì 28 ottobre 2013

Due parole con i Tempelhof

Tempelhof in palude, questa sera per la prima volta. No, non è il vecchio aeroporto di Berlino teletrasportato qui, ma un duo mantovano di raffinata musica elettronica. Dopo l’ep You K del 2012, e City Airoport della passata estate, entrambi targati Hell Yeah Recordings, Luciano Ermondi e Paolo Mazzacani, hanno continuato il rapporto con questa buona label, uscendo ora con il lungo Frozen Dancer. Più di cinque anni di impegno ed esplorazioni confluiti in un disco radicale e magnetico, dove si incontrano con forza, oltre all’elettronica, elementi di kraut quanto di dub, melodie ed algide atmosferiche nordiche. Per ascoltarlo liberamente cliccate qui.
Nati nel 2007 in seguito ad un viaggio a Berlino, i Tempelhof hanno sviluppato collaborazioni a 360°, a partire da quella con il videomaker Sorry Boy (sonorizzazioni live di filmati dei primi del novecento, tra documentarismo ed effetti speciali dei primordi), apparizioni a festival dentro e fuori l’Italia, remix per il meglio dell’elettronica (Ajello, Crimea X, Margot e tanti altri), fino all’esordio nel 2009 con l’indipendente inglese Distraction Records con We Were Not There For The Beginning, We Won’t Be There For The End. Titolo infinito come la loro musica. Insomma, non si sono fatti mancare nulla. Mancava solo il passaggio in palude … Pronti?  
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lunedì 14 ottobre 2013

Due parole con i Threelakes and the Flatland Eagles

Arrivano in palude questa sera, per la prima volta, i Threelakes and the Flatland Eagles con questo album d’esordio uscito da qualche giorno: War Tales. Racconti di guerra, sì, un titolo molto esplicito, con il quale si fa riferimento alle guerre vere, lontane nel tempo e nello spazio, come ai piccoli conflitti quotidiani. Ispirato dai racconti di un nonno che scappò dai nazisti con la fisarmonica in spalla è Storia di tutti noi (ma anche attualità bruciante). Così, il folk intimo e acustico di Luca Righi, ha incontrato il rock dei the Flatland Eagles (Andrea Sologni, Raffale Marchetti, Lorenzo Cattalani, Marco Chiussi, Paolo Polacchini, nomi cult dell’underground italico), ed è nato questo gioiellino di cd, dato alle stampe per la bella indie-label Upupa Produzioni.
Prodotto, registrato, mixato da Andrea Sologni (Gazebo Penguins) all’Igloo Audio Factory, masterizzato all’Alpha Dept (ancora quello) da Andrea SurianiWar Tales  sembra un disco di grandi classici folk-rock già al primo ascolto. Titoli che restano come Wild Water, The Lonesome death of Mr Hank Williams, D-day. Canzoni che profumano di speranza, ma anche disperazione, follia e redenzione. Un disco importante, lanciato con questa frase molto esplicita: War Tales racconta le mille sfumature di chi le guerre le fa e di chi le subisce. War Tales racconta delle luce e del buio. Dove puoi nasconderti ma dove poi rischi di non trovarti più. Parliamone. Pronti?  
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lunedì 14 gennaio 2013

Due parole con gli Holiday in Arabia



Holiday in Arabia per la prima volta su questi schermi, e in palude si balla da subito. Si balla contro il grigiore dell’inverno, contro il grigiore delle politiche economiche, contro chi vuole farci credere che i giochi siano fatti. E allora Open Ending per chi ama i finali aperti, musica elettronica con un’anima, nove pezzi gioiosamente sintetici dati alle stampe per Baffo Music, label parigina di gusto sopraffino. Sì, per il loro disco d’esordio sono andati fino in Francia, Sebastiano Confetta e Marco Ghidelli, mente e corpo del progetto musicale, e hanno fatto un gran bene.
La mia coda non sta mai ferma un attimo quando Open Ending gira nel lettore. Nove tracce composte e prodotte dai due in nove mesi (come un bambino), assieme a Emanuele Battisti. Contributi vocali di Pietro Paletti dei The R’s (spesso graditi ospiti in palude), e Riccardo Bocci dei Nokeys, più il campionamento di una frase importate e rivelatrice di Milano calibro 9, stracult di Fernando Di Leo, per un pezzo intitolato emblematicamente Petrolio. Insomma, come capirete, c’è molto entusiasmo per questo cd. E allora pronti?  

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venerdì 13 aprile 2012

Due parole con Elia Billoni


La copertina surreale ed esplosiva qui sopra, molto forte, molto rock ribelle, non tragga in inganno: c’è scritto Dino Fumaretto, mentre il musicante intervistato è Elia Billoni, un gradito ritorno in palude. Non è un errore, da frequentatori di questo blog, e/o della scena underground italica, saprete benissimo che Elia è l’interprete ufficiale di Fumaretto, delle sue caustiche canzoni, costruite in modo da scoppiarti in testa mentre l’ascolti (è stato pericoloso sentirlo in auto in questi giorni, perché ogni tanto mi fermavo a pensare alla costruzione di certe frasi o ridevo per i suoi divertenti nonsense, rischiando lo scoppio dell’airbag).
Ironico e malinconico a partire dal titolo, Sono invecchiato di colpo, è uscito di recente, come il precedente con La Famosa Etichetta Trovarobato, label tra le più interessanti e innovative di questi anni zerouno. Billoni di questi anni è un cantore perfetto, tra storie di insonnia, frigidaire con dentro chissà cosa, paure del dentista e dei denti. Un mondo reale irreale, dove il confine è labile. Elia e il suo pianoforte lo racconta con le parole scritte da Dino Fumaretto. Attorno a loro una vera e propria band con un sacco di strumenti, dal kazoo (non lo suona solo Paolo Conte), al sax, violini, chitarre, elettronica e tastiere di IOSONOUNCANE (nella title-track) … e un galletto. Già, un galletto. Moderno e antico in palude. Pronti per questo viaggio?      

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martedì 19 ottobre 2010

Intervista ai Pazi Mine

I Pazi Mine sono pronti, vedo che sono in posa, quasi come nel film I soliti sospetti, noto cult-movie di quando ero ragazzetto. Non a caso la loro musica ha radici negli anni Novanta, gli anni del grunge e della rinascita di certe sonorità punk-rock. Un rock duro, un rock che spacca, senza perdere la tenerezza però. Forse perché c’è una donna nel gruppo (troppo facile dirlo?), forse perché le esperienze e le provenienze dei quattro Pazi Mine consentono loro di accelerare e rallentare quando si deve.
Sì, sanno guidare la macchina. L’hanno imparato con i Super Elastic Bubble Plastic, Pilar Ternera, Sorelle Kraus, Hollywood Perverse, Colossus&Colibrì, Welch … gruppi dove sono nati, dai quali hanno pescato amici/collaboratori per questo loro esordio perfetto targato Super Fake e ABuzzSupreme/ConsorzioUtopia. Un disco nato tra le nebbie di Mantova e Ferrara, nebbie fin dentro il cervello per far chiarezza nel caos dei nostri giorni. Un cd molto attuale, dalle architetture oniriche tipo l’immagine di copertina e del magnifico poster interno (da vinile): l’era industriale in disgregazione (se avete visto Inception o seguite la politica vera potete capirmi). Ma mi rendo conto che ho sbrodolato troppo. E allora posso cominciare ad interrogarli. Chi è l’assassino? Pronti a rivelarlo? Sento una voce di donna …
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/pazimine

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martedì 13 luglio 2010

Intervista ai Terzobinario

A vederli nella foto gli ospiti di questa sera sembrano un treno, più che un binario. Anzi, un terzobinario. Battute alla Totò a parte, mi piace questo loro richiamarsi al binario, al treno, ad una soluzione creativa e alternativa (ma non voglio dirvi di più, lascerò a loro il compito di svelare il perché di un nome), mi piace il loro impegno. Non a caso i Terzobinario hanno vinto la XII edizione del Premio Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, la manifestazione di musica e diritti umani che si tiene ogni anno a Villadose (qui il ricco programma della XIII imminente edizione http://www.vociperlaliberta.it/).
La canzone premiata, Rights Here! Rights Now!, è poi finite nel recente cd dato alle stampe con la label romana Cinicodisincanto, La prima volta. Un disco pop cantato in italiano, pieno di energia positiva, momenti cantantuorali (non solo per la bella cover della contiana Via con me, tra le mie canzoni preferite di sempre), prese di posizione giuste e coraggiose: regimi totalitari (dove?), la violenza delle istituzioni, la prima volta (il corpo impara), gridare contro l’ignoranza … insomma, c’è molta carne al fuoco.
Pronti a gridare sul fuoco delle mie domande Terzobinario?
VAI AL LORO MYSPACE http://www.myspace.com/terzobinario

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mercoledì 26 maggio 2010

Intervista a Dino Fumaretto

L’intervista di questa sera è con Dino Fumaretto, ma potrebbe intervenire a suo nome Elia Billoni, visto che il surreale cantautore mantovano ha nominato Elia quale suo unico e fedele interprete almeno dal 2005. Oppure interverranno entrambi, o solo Dino Fumaretto…confusione. E chi è il musicante ritratto nella foto? Dino o Elia? O Nanni Moretti da giovane?... o Elio Germano? Partire con delle domande nella presentazione vuol dire fare la presentazione nelle domande? Non sarà facile, me la sento.
Di sicuro è che La vita è breve e spesso rimane sotto è firmato da Dino Fumaretto (anche se, leggo nel libretto interno, voce, pianoforte, tastiere e armonica a bocca sono di Elia Billoni), la label è La Famosa Etichetta Trovarobato e il disco, uscito da pochi mesi è stato registrato da Andrea Rovacchi al Bunker Studio di Rubiera (dove è passato Enrico Gabrielli che ha prestato per un intero pomeriggio le sue orecchie). Insomma, come si capisce, a dominare è il surreale, come nelle canzoni di Dino/Elia… Jekyll/Hyde? Bruneri/Canella? Siamo ancora nel Novecento? Aiuto, ci siete? Uno, due, tre …
VAI AL SUO MYSPACE http://www.myspace.com/dinofumaretto
VAI AL SUO SITO http://www.dinofumaretto.com/

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giovedì 4 settembre 2008

Gianni Mura al Festivaletteratura di Mantova 2008


Il ciclismo, ancora il ciclismo, lo sport più amato dagli intellettuali, cantato dai musicanti e scritto, spesso, da grandi giornalisti. Uno di questi è sicuramente Gianni Mura, ora con un libro dedicato al Tour in uscita presso minimum fax: La fiamma rossa. Non un romanzo puro, come il suo esordio Giallo sul giallo, ma un racconto in presa diretta dei protagonisti della corsa a tappe più appassionante che ci sia.
Per saperne di più potete leggere l’intervista sul sito dell’editrice romana Fabio Stassi ha intervistato Gianni Mura
Oppure andare sabato 6 settembre al Festivaletteratura di Mantova.
Oppure comprare il libro al più presto (esce il 7 settembre) in libreria o sul sito di http://www.minimumfax.com/
I diritti d'autore di La fiamma rossa sono interamente devoluti a Emergency Una buona occasione per fare beneficenza al proprio cervello.

Non è una marchetta, ma un consiglio spassionato.

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