lunedì 20 gennaio 2020

Oggi il maestro avrebbe 100 anni


Non sono un grande conoscitore di FedericoFellini, purtroppo appartengo a una generazione che ha potuto vedere pochi suoi capolavori al cinema. Quando ero ragazzo non facevano fare più film al maestro, se non uno ogni dieci anni. Tanto che, l'unica sua pellicola vista al cinema è stata La voce della luna del 1990, con Roberto Benigni e Paolo e Villaggio. In tv ho molto apprezzato e rivisto spesso Amarcord, forse il suo capolavoro, ma mi sono piaciuti molto anche Il Casanova di Federico Fellini, Roma, La città delle donne. Mi manca, e me ne vergogno, La dolce vita e 8  ½ , ma anche La strada, I vitelloni, Giulietta degli spiriti. E voi, quanti suoi film avete visto? Al cinema, o in tv … 

Etichette: , , , , , , , , ,

lunedì 3 aprile 2017

Locandine cult: Down By Law

I scream, you scream, we all scream for ice cream
Down by law di Jim Jarmusch (Usa 1986)
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

martedì 20 settembre 2016

Daunbailò ... trent'anni dopo

Tom Waits, Roberto Benigni e John Lurie, diretti da Jim Jarmusch, un film incredibile uscito trent'anni fa negli Usa (era stato a Cannes nel maggio precedente, acclamato da critica e pubblico) ... sembra ieri che andavo al cineclub Corso d'essai (chiuso da anni) con mio fratello (lui l'aveva già visto, ma ci accompagnò volentieri). Daunbailò, genialmente tradotto così in italiano per volere di Benigni, come si pronuncia il titolo originale Down by
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , ,

giovedì 5 febbraio 2015

Due parole con gli Etruschi From Lakota



Allegri e scanzonati, così tanto che mi hanno tenuto con il fiato sospeso per l’intervista di questa sera fino a poco fa, pieni di parole e impegni, tanto che l’arrivo in palude sarà una vera apparizione. Domani gli Etruschi From Lakota suoneranno a Sasso Pisano, alla Festa Messicana, zona vicina a casa. Questa la dice lunga sul loro essere legati al territorio e alla gente, popolani nel vero senso del termine. Come la musica che fanno, a partire dal disco d’esordio del 2013 I nuovi mostri, e questo, Non ci resta che ridere, entrambi prodotti da Phonarchia Dischi, label toscana, anzi Collettivo artistico/musicale indipendente.
Non ci resta che ridere, riecheggiante nel titolo quel famoso film di Benigni e Troisi, è un disco che colpisce subito per la verve del cantante Dario Canal, istrionico e senza peli sulla lingua a ironizzare senza sosta sul presente. Sembra proprio un Benigni della fase giovanile, tra case del popolo e taglienti battute da toscanaccio autentico. La band ci va dietro alla grande tra rock, cantautorato e allegre parodie. Sono in cinque ma sembrano molti di più. Se poi ci mettete l’omaggio alla cultura degli indiani di Toro Seduto richiamato nel nome Etruschi From Lakota, capirete quanto mi siano simpatici. Per questo, non solo per questo, ho chiesto loro un passaggio in palude … speriamo bene. Pronti?

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 5 dicembre 2013

Arrivederci, Berlinguer ... un augurio

Bella l'idea di dedicare al segretario più amato del PCI Enrico Berlinguer, una storia a fumetti. Bello perché il fumetto è un mezzo immediato, fruibile anche dai più giovani, di lettura immediata, e la figura del segretario comunista va certamente fatta conoscere ai più. Meritoria quindi, solo l'idea della BeccoGiallo di dare alle stampe questo libro, Arrivederci, Berlinguer, scritto da Elettra Stamboulis e disegnato da Gianluca Costantini (la stessa coppia che aveva realizzato A cena con Gramsci, per la medesima casa editrice). Solo un caso che ne parli oggi, con le primarie del suo ex partito al centro dell'attenzione, partito il quale l'ha dimenticato, lasciando cadere molte sue intuizioni, dalla questione morale all'eurocomunismo, oggi più che mai necessario.
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 9 maggio 2013

Due parole con Manuel Volpe



Per la prima volta in palude Manuel Volpe, giovane musicante di Jesi, di origini siciliane. Di lui si sa poco, a parte le tante esperienze musicali accumulate nonostante la giovane età (è del 1988). Di formazione jazz, ha il gusto per la contaminazione e per la citazione. Ascoltando le sue canzoni, si ha come l’impressione siano nate per il cinema. Nove pezzi da ascoltare e riascoltare, che si illuminano un po’ per volta, come le luci della notturna copertina (perfetta per rappresentarli): una voce un po’ roca, mandolino, banjo, sax, violini, piano, clarinetto, fiati …una bellezza unica nell’attuale panorama underground. Un mischiare in modo sapiente tante influenze, tra il classico e la world meno modaiola, ritmi cubani e temi mediterranei, momenti cinema, la musica tzigana.
Dato alle stampe per Goat Man Records, edizioni/promozioni ABuzzSupreme, Gloom Lies Beside Me As I Turn My Face Towards The Light, uscirà ufficialmente domani, 10 maggio (tra qualche ora), ma ha già incantato il mio lettore cd e se ne parla in giro. La cosa nuova della nostra musica? Potrebbe essere. A me ha ricordato molto l’incontro tra Tom Waits e John Lurie nel film Daunbailò di Jarmusch (quello con Benigni, finito con loro in carcere e poi perso nelle paludi della Louisiana). C’è questa atmosfera magica, sospesa. Si sente poi, che Gloom Lies … è nato nel corso del tempo, perché, nonostante la freschezza e le emozioni ad ogni ascolto, è un album dove tutto è al suo posto. Ci ha messo tre anni Manuel per finirlo, lavorandolo fino all’ultimo... ma prima di uscire ufficialmente, un passaggio in palude mi sembra giusto. Pronti?
PER CONOSCERLO MEGLIO CLICCA QUI

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,