martedì 29 novembre 2022

12 anni senza Monicelli


Sono passati 12 anni dalla morte del Maestro, anche se sembrano secoli. Pensiamo a tutto quello che è successo in questi ultimi pessimi anni e capiremo il perché. Non  voglio buttarla in politica, ma ricordare come quella sera parlammo della sua scomparsa, clamorosa, personale, forte. In questi giorni ho discusso con amici blogger di come è cambiata la blogosfera, di come eravamo diversi, con meno social e quasi solo i nostri blog dove discutere, confrontarci, conoscerci. Quella sera pubblicai la foto di Mario Monicelli, con il titolo Ciao Mario, uomo libero... e tre alligatori sotto alla sua foto dietro la cinepresa. Erano le 23,52, credo si fosse da poco diffusa la notizia della sua morte. Be', partirono subito commenti di amici blogger, e si discusse  per ore del suo gesto, di quanto era stato grande, delle polemiche con Moretti, delle sue frasi storiche, dei suoi capolavori da vedere e rivedere. Probabilmente lo stesso successe da altri amici blogger. Tra i 23 commenti, vedo facce che ancora adesso frequento, magari su altri social, anche 5/6 di questi hanno ancora il blog più o meno attivo. E voi, vi ricordate quella sera che il Maestro decise di lasciarci?

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domenica 13 ottobre 2019

3 film da vedere: Joker, Martin Eden, La vita invisibile di Eurìdice Gusmão


Joker di Todd Phillips (USA 2019)
Non è un film sui supereroi, con effetti speciali e spacconate varie. È un film tetro e realista, ambientato negli anni ’80, mai così grigi e depressi. Siamo a Gotham City (la città di Batman) e Joker è un sottoproletario con molte patologie, che si guadagna da vivere facendo il clown. Abita con la vecchia madre malata in un appartamento dei sobborghi, sogna di fare il comico televisivo, e intanto prepara un suo numero di cabaret. Ma la vita è dura se non sei ricco, ti tagliano i servizi sociali e le medicine, spazzatura agli angoli di strada, padroni che ti licenziano da un giorno all’altro. Non resta altra via che il disordine. Grande interpretazione di Joaquin Phoenix, tra i migliori attori della sua generazione, ottimo De Niro nella parte del comico televisivo famoso, come Jerry Lewis nel capolavoro meno celebrato di Martin Scorsese Re per una notte (Phillips lo omaggia e l’ha citato come fonte d’ispirazione per questa pellicola, come anche Taxi Driver e Toro scatenato), bella la fotografia, superba la colonna sonora. White Room dei Cream con la rivolta nelle strade, è il momento più emozionate di Joker, apice di un capolavoro assoluto, giustamente premiato a Venezia 2019 con il Leone d’oro come miglior film. 
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sabato 26 agosto 2017

Harry a pezzi ... vent'anni dopo

Come oggi, vent'anni fa veniva presentato alla Mostra del cinema di Venezia Harry a pezzi, uno dei miei film preferiti di Woody Allen (ho consumato la videocassetta a furia di vederlo). Costruito in maniera non lineare, racconta il blocco dello scrittore, Harry Block, interpretato dallo stesso Allen. Ovviamente è solo un pretesto per mettere in scena ancora una volta le ossessioni del geniale comico, le sue paure, le sue insicurezze, gli hobby, le antipatie e simpatie. Trovate geniali e battute memorabili, spesso citate, si affollano in ogni episodio (ma non è un film a episodi), come il memorabile cast che vede riuniti attori come Elisabeth Shue e Billy Crystal, un Robin Williams fuori fuoco (letteralmente), Demi Moore, Mariel Hemingway, Stanley Tucci, Judy Davis, Eric Bogosian ... il titolo italiano, pur non essendo letteralmente impeccabile, rende bene l'idea, cioè quella di un uomo a pezzi: sia perché si trova in crisi, sia perché la sua vita è ricostruita, tra fantasia e realtà, personaggi veri e personaggi inventati (che poi si raccolgono vicino al loro autore) proprio a pezzi. Divertente, geniale, liberatorio, una pellicola per mettere d'accordo chi preferisce l'Allen più comico e quello più d'autore ... per me, quello comico è d'autore.

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domenica 26 ottobre 2014

Viaggio in Italia …con Elle


Mi scuso per la latitanza dal blog, ma questa settimana sono stato in vacanza, un viaggio in Italia con Elle. Abbiamo, in parte, seguito il percorso di Goethe, il pezzo iniziale: dal mio lago di Garda (in particolare il castello di Malcesine) a Verona città, e poi anche Venezia, dove siamo stati all’Oasi delle dune degli Alberoni. Le foto, opera di Elle, provengono da questo interessante sito ambientale, ricco di flora e fauna, gelosamente difese con le unghie dai volontari del WWF. Una Venezia non da cartolina (si trova al Lido, dove ha luogo anche la Mostra del Cinema), che vi consiglio di visitare.

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sabato 11 ottobre 2014

Cinema: Italia oggi... o quasi

Un film davvero unico, dove vero e falso si mescolano. Un film vivo, nato ai tempi di Berlusconi e finito con lui (in tutti i sensi). Veramente strano il destino di questo cult-movie assoluto, di questo autore di autentico culto, Franco Maresco (senza Ciprì, compagno di tante avventure, al cinema e in televisione; come dimenticare CinicoTv?). Belluscone, attraverso il personaggio in bianco e nero Ciccio Mira, agente di cantanti neomelodici che impazzano alle feste di paese e nelle tv locali, racconta della passione per Berlusconi di un’intera regione, la Sicilia della mafia (che, dicono, abbia da sempre puntato su di lui). Il sottotitolo è, infatti, Una storia siciliana, ma, credo, a parte il folclore/colore di fondo, un film così si sarebbe potuto girare in qualsiasi regione italiana, compreso il mio Veneto. La fascinazione per il caimano, è stata purtroppo, comune a tutta Italia, regioni rosse escluse. Il film, nel suo avanzare come un vero giallo, ci dice che Berlusconi non va più di moda, è una "cosa" del recente passato sostituita abilmente da personaggi quali Grillo e Renzi (ci mostrano pure la sua comparsata dalla De Filippi in giacca di pelle alla Fonzie). Belluscone però, non è un documentario politico, ma un vero e proprio film surreale, meglio, grottesco, con personaggi altrettanto grotteschi,  dei freak, come vengono chiamati Ciccio Mira e i suoi neomelodici, da Sanguineti. Tatti Sanguineti, un Sanguineti grandioso investigatore privato all'amichevole ricerca per Palermo del regista scomparso. Sì, perché Maresco c'è,  anche se non c'è, preso nel ruolo di regista depresso, alle prese con un film impossibile, morente, tra denunce e misteriosi incidenti sul set (memorabile l'intervista a Dell’Utri, con un microfono rotto proprio nel momento topico, quando il senatore condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, stava facendo rivelazioni importanti). Da vedere assolutamente

Anime nere è un film forte e deciso, una storia poche volte raccontata dal nostro cinema, una storia di tre fratelli originari dell'Aspromonte, con delle scelte di vita diverse: uno è trafficante internazionale di droga, un altro imprenditore edile al nord, apparentemente rispettabile (ma ricicla il denaro sporco del primo), un terzo è rimasto a casa, coltiva la sua terra e non ne vuole sapere dei primi due. Sarà proprio il giovane figlio di questo a scatenare una guerra di mafia, la ‘ndràngheta, che riunirà i tre fratelli e avrà un esito tragico. Recitato quasi tutto in dialetto calabrese, appare cupo e triste: senti una chiusura fisica e mentale paurosa, sia nel paesaggio sia negli atavici rituali di questa mafia diventata una delle più forti grazie anche ai legami di sangue. Senti una distanza totale dalle istituzioni, a partire dai carabinieri, senti una lontananza dallo Stato assoluta. E poi le facce, facce che non dimentichi, poco italiane (paradossalmente, la più italiana è quella di Barbora Bobulova, attrice sempre più presente nel nostro cinema d'autore). Liberamente tratto da l'omonimo romanzo di Gioacchino Criaco edito da Rubbettino (quello di Blocco 52 di Lou Palanca) , è stato presentato alla recente Mostra del Cinema di Venezia con discreto successo e qualche sterile polemica di politici locali. Anche questo da vedere assolutamente ...

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martedì 7 agosto 2012

... è finita l'Estate

Quando domenica ho letto su di un blog della morte di Renato Nicolini, mi sono precipitato subito sul sito de il manifesto, e ho visto questa copertina che non avrei mai voluto vedere: ancora una dolorosa scomparsa in questa lunga estate calda. 

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