sabato 10 giugno 2017

Ciao GoodyGoody

GoodyGoody non c'è più, il mio gatto (anche se
un gatto non è di nessuno), è morto oggi, e io
non ho più lacrime per piangerlo.
Che hai, perché sei così triste, ti è morto il
gatto?, ho sentito scherzare molte volte,
ed è vero, la mia tristezza è infinita.
Solo chi non ha vissuto con un gatto (ma
anche un cane o un ibis, forse), non può
capire: certo che sono triste, deficiente!

GoodyGoody, non so bene quanti anni avesse,
c'è sempre stato da quando ho il blog, nel
2007 quando è nato il blog lui c'era.
Era arrivato in casa da solo, qualche anno
prima, ed è spesso comparso in foto, c'era
mentre intervistavo in diretta i musicanti;
c'era a leggere il manifesto o i libri di Zio
Scriba, c'era nei film di Pasolini o in quello
dei Coen, cliccate nel tag GoodyGoody
e vedrete se c'era.

Ora bevo vino rosso, rosso come lui, per cercare di
fermare le lacrime, e rivedo gli ultimi attimi insieme,
la sua prima volta dal veterinario, mio amico, ieri, con
Elle: lei a guidare, io a tenere stretta la gabbietta,
lui che lo visita e mi dice che c'è insufficienza
renale (glielo donerei io un rene), facendomi
capire che Goody si è ormai giocato tutte le sue
vite, ci sarà poco da fare, passerà sabato a vedere,
forse la puntura estrema, mi fa capire senza
dirmelo (io inizio a piangere, Elle mi stringe).

E la puntura estrema non è servita, si è spento senza
clamore, è morto alle due o tre di notte, assistito da
mia mamma, il veterinario è venuto a bere il caffè, a
constatarne la morte, bastarda, contro la quale non ci
si può fare mai nulla, è morto di vecchiaia, si può dire,
tra i 14 e i 18 anni, credo.
A me, che non l'ho visto, non me l'hanno lasciato vedere,
non è restato che andare dal vivaista a comprare una bella
pianta da mettere sopra la sua sepoltura, nel nostro giardino.

Mi sono messo poi a zappare, zappare, zappare, una
buca profonda e larga, larga per contenere il corpo
allungato del buon GooodyGoody.
Sopra di lui, ora, una perfetta pianta di origine orientale,
la Nandina (o Bambù sacro), che si trova in origine
dall'Himalaya al Giappone: perenne, resistente al
freddo, bella anche d'inverno con le sue bacche rosse,
bacche rosse come Goody.

La vedo dalla finestra della nostra casa, la vedo dal
balcone dove negli ultimi mesi Goody viveva, la
vedo ora e ogni volta che uscirò fuori dal cancello.
Le sue bacche rosse vivranno perché nutrite
da lui, che così potrà continuare a vivere  dove
è sempre stato, dando un senso alla vita eterna:
siamo tutti inserti in questo ciclo infinito, di morte
nera e bastarda, e rinascita, rossa come Goody.

Ciao GoodyGoody ...

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lunedì 30 gennaio 2017

Cinquant'anni dalla parte dei libri ...

Buon compleanno Zio Scriba
qui il suo blog

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mercoledì 23 novembre 2016

Dan Fante



Un anno fa, come oggi, moriva Dan Fante,
forse voi conoscevate suo padre John, ma
anche lui era uno scrittore, un gran scrittore.

Dan Fante è forse uno di quei pochi casi,
dove il figlio di uno scrittore è bravo quanto
era bravo il padre, anche se non è così noto.

Il suo primo romanzo per me è un capolavoro, si
intitola Angeli a pezzi, credo che dovreste leggerlo:
racconta, tra l’altro, la morte del padre, John Fante.

Ne ho poi letto un altro, Agganci, parla di un lavoro
stupido e alienante, venditore porta a porta, mi pare,
ricorda molto Bukowski, le sue storie di ordinaria follia.

Poi in Italia sono arrivati altri suoi libri, due o tre, credo,
vorrei leggerli tutti, Zio Scriba mi ha detto che Dan ne ha
scritti un sacco, molti di più di quelli tradotti da noi, traduceteli!

Tra l’altro, un musicante amico mio, passato spesso in
palude, lo conosceva bene, con i suoi Hollowblue ha fatto
reading con Fante, era suo amico, me lo avrebbe presentato.

Mi spiace se ne sia andato Dan Fante, spero che questo
post vi spinga a leggerlo, se non l’avete già fatto, spero che
vengano tradotti tutti i suoi libri anche in Italia, ce lo meritiamo.

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sabato 5 novembre 2016

Zio Scriba ... "sul" Veneto - Padova


Non ho potuto resistere, anche se non era nella mia città, ma nella vicina Padova, non ho potuto resistere, dicevo, ad andare a sentire/vedere/toccare Zio Scriba per la sua venuta "sul" Veneto. La mia seconda volta (la prima era stata per Quattro soli a motore più di tre anni fa, a Verona) la prima di Elle. Volevamo andare a visitare una mostra sugli ebrei in Europa in quel di Venezia, ne abbiamo approfittato per fare tutto in un giorno: la mattina/pomeriggio a Venezia, la sera/notte a Padova. Fantastica come sempre Venezia, interessante ma anche no la mostra sugli ebrei (meglio il ghetto, che consiglio di visitare se andrete in laguna, è poco lontano dalla stazione dei treni), da favola l'incontro con Zio Scriba.
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lunedì 1 agosto 2016

Tre libri per l'Estate

Forse d'Estate si legge di più, forse di meno. Dipende dal tempo a disposizione e dalle priorità che diamo alle nostre vite. Io vi consiglio di dare priorità alla lettura, e di cominciare con questi tre libri. Ne ho già scritto, e siccome mi sono piaciuti un sacco ve ne consiglio la lettura ancora una volta. Uno è il nuovo fortissimo libro di  Zio Scriba, uscito in primavera, Mailand. Qui le mie prime impressioni, qui la  mia intervista sul sito di Smemoranda. Il secondo, uscito poco dopo, è l'esordio come scrittrice della traduttrice Silvia Pareschi, I jeans di Bruce Springsteen e altri sogni americani. Qui le mie prime impressioni, qui la  mia intervista sul sito di Smemoranda. Per ultimo un fumetto, perché credo non debba mai mancare anche qualche storia a fumetti sul comodino di un buon lettore. Si tratta di Virus Tropical di Power Paola, ennesimo libro di una donna dalla Hop!, casa editrice di fumetti mai banali. Ne ho scritto qui.
Buone letture!

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martedì 10 maggio 2016

Mailand su Smemoranda



Perché Mailand … Milano in tedesco? Perché Milano?
Il protagonista la chiama così per rivendicare fin da subito un senso di estraneità, di spaesamento, di reciproca non accettazione fra lui e la città. Ci si trova così male da definirla “a misura duomo” (senza apostrofo dopo la “d”), cioè qualcosa di troppo grande per essere umanamente vivibile.

Dalla mia intervista a Zio Scriba pubblicata sul sito di Smemoranda.

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martedì 5 aprile 2016

Mailand, il nuovo Zio Scriba di carta

L'ho letto subito, appena uscito, sabato scorso, ancora prima della sua prima a Milano, domenica 3 aprile, dove è stato presentato alla Fiera Nazionale dell'Editoria Indipendente. Non potevo fare altrimenti, da amico e appassionato lettore di tutto quanto scrive Zio Scriba e per un sacco di altri buoni motivi trovati leggendo Mailand. Per esempio:
- Perché è un romanzo con Corradino ai primi anni di università (chi non conosce Corradino si legga i primi due romanzi del Pezzoli targati Neo.)...
- Perché è un romanzo dove ancora una volta, come in Quattro soli a motore, entra la Storia, con al S maiuscola, accanto ad altre storie ...
- Perché è un romanzo dove il desiderio gay del protagonista si fa tangibile, anche se insicuro ...
- Perché è un romanzo con una Milano anni '80, brutta e grigia da scappar via ... 
Questi sono i principali che mi vengono in mente, sicuramente me ne sono sfuggiti altri. Mailand ti scorre davanti come un bel film, vivo e ironico, con dei momenti veramente esilaranti, altri tristi, che ti fanno pensare, riflettere sulla vacuità dell'umano. Almodóvar mi viene in mente, ma non solo (e non solo per la bisessualità del protagonista). Surreale, tra un Truffaut o un Tiziano Sclavi, il lavoro trovato da Corradino per mantenersi agli studi: scrive biglietti/lettere/memoriali per aspiranti suicidi (sarebbe brutto compissero il gesto lasciando un banale biglietto scritto male). Strano il titolare di questa strana agenzia, Alfredo Valeriano Dupré (i nomi dei romanzi di Pezzoli sono impagabili), sosia dello scrittore Romain Gary, a metà strada tra il truffatore e il benefattore, alla fine si rivelerà qualcosa d'altro (ancora la Storia con la esse maiuscola, doppia, ma non voglio dire di più ...). E i compagni di stanza di Corradino? Sono Marco, donnaiolo emiliano, studia economia e commercio, è conformista e antipatico, Beniamino, siciliano aspirante filosofo, è il vero intellettuale del terzetto. Corradino è segretamente innamorato del primo, un sogno proibito, così proibito e impossibile ... vi dico solo che le partite a Risiko tra di loro sono memorabili e non aggiungo altro. Anzi, un'ultima cosa: cercate e leggete Mailand, ne vale la pena.

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martedì 2 febbraio 2016

Zio Scriba elettronico

Sabato scorso, 30 gennaio, è stato il compleanno di Zio Scriba, scrittore e blogger. Come regalo di compleanno ho promesso all'amico di tanti anni di blog, che avrei letto finalmente il suo nuovo libro, uscito a dicembre 2015. Alla fine, posso dire di aver fatto un regalo più a me che a lui. Si tratta di La campagna Plaxxen, dato alle stampe per Camaleo Publishing, il suo primo libro elettronico, come lo chiama sul suo blog. Libro elettronico perché è un ebook (anche se, volendo, si può farsi stampare l'edizione cartacea), ma anche, perché c'è un protagonista che usa il blog per comunicare e smascherare le malefatte di un pubblicitario passato poi alla politica (ma non voglio svelare altro).  Nicola Pezzoli è riuscito a far entrare in questo bel giallo fantapolitico, i ricordi e la passione del blogger. C'è molto di autobiografico nell'usare il blog, chi lo leggerà capirà, e magari si ritroverà. Quasi brechtiano, nel raccontare i barboni che sempre più troviamo nelle nostre città (Polaschi, clochard somigliante a Nick Nolte con la barba e i capelli lunghi, è un gran bel personaggio), e nello smascherare il marcio dietro ai messaggi pubblicitari ... finale ambientato nei dintorni di un ristorante caro a Zio Scriba e altri blogger del nostro giro. Anche se il nome è camuffato, non è difficile riconoscere il mitico locale dove cenarono assieme lui, Nico (avrà gradito la citazione di Claudio Lolli?) e altri amici del blog: Trattoria Toscana da Aldo, con poster dell'Inter e manifesti politici alle pareti. Un particolare che lo rende ancora più prezioso ...
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giovedì 23 luglio 2015

... quasi come Corradino

Io e Annie ad Operaforte (foto tratta quasi in diretta dal loro FB)
In questa calda estate andiamo spesso al cine all'aperto. Martedì in uno abbiamo gustato Rushmore, esordio geniale di Wes Anderson, inedito per i cinema nostrani, ieri Big Eyes, rivisto con piacere in un altro cinema (sono stato tra i blogger che l'ha difeso l'ultimo Burton, e confermo il parere positivo). Questa sera dovevamo tornare nel primo cinema all'aperto, l'Operaforte, in un forte diroccato vicino alla mia città. Davano Io e Annie, di Allen, in assoluto la pellicola da me più vista. La conosco a memoria, ma l'avrei rivista con piacere, come Corradino e la cugina, nel libro di Zio Scriba, Chiudi gli occhi e guarda. Le previsioni del tempo incerte ci hanno convinto a restare a casa, ma sicuramente ritorneremo in quel luogo dove sono in programma un sacco di cult (qui la lista completa). A parte l'ultimo pessimo Eastwood, che ho trovato un passo falso del vecchio buon cineasta a stelle e strisce, direi non hanno sbagliato un colpo. Per questo, vi linko pure la loro pagina FB, facendo un po' di pubblicità (progresso). Finalmente qualcosa di alt(r)o culturalmente nella mia città. Vi dico solo che l'ultimo film, il 9 agosto, sarà Il grande Lebowski. E poi, il giorno dopo, uno dei comici meno bolliti d'Italia, Natalino Balasso dal vivo, in Cinebalasso. Tra film vecchi e nuovi uno spasso ...

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lunedì 13 luglio 2015

Il perfetto libro per/su/con/fra/tra l'estate

Da un lato Chiudi gli occhi e guarda potrebbe sembrare una sorta di lunga poesia, delicata e carina, ma d’altro canto essa è raccontata, per fortuna, da un ragazzino vero, che dice tutte le parolacce che ci vogliono. Insomma non vuol avere nulla a che vedere con quella sterilizzata letteratura da sussidiario democristiano delle medie, ancor oggi propugnata da gente che nel 2015 non ha ancora capito che “volgari” non sono più le cosiddette parolacce, ma semmai la banalità, la vuotezza, la superficialità, l’imbecillità conformista, la stronzaggine modaiola, la sciatteria.
Nicola Pezzoli mi ha raccontato tutto quello che volevo sapere sulla sua scrittura, a partire dal recente libro Chiudi gli occhi e guarda, edito da Neo. Se non avete letto ancora l'intervista andate sul sito di Smemoranda qui e poi fatevi un bel regalo da portare sotto l'ombrellone, questo terzo romanzo ufficiale di Zio Scriba, il libro perfetto per/su/con/fra/tra l'estate ...

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mercoledì 25 marzo 2015

Zardi e sul ricredersi sui premi letterari

Ci dovremo ricredere sui premi letterari? Io e Zio Scriba ci siamo scritti questo parlando della candidatura al Premio Strega di Paolo Zardi per il suo nuovo romanzo XXI Secolo. Mi piace sapere che un caro amico della palude, passato qui per una delle poche interviste a non musicanti (leggete qui), e visto dal vivo più di una volta nelle presentazioni dei suoi libri, sia candidato ad un premio così prestigioso. Che fosse un gran scrittore, non avevo dubbi, se vincesse tale premio, lo potrebbero scoprire molti altri, e farebbe un gran bene alla nostra letteratura. XXI Secolo non l'ho ancora letto, ma l'ho già ordinato presso la susa casa editrice, la sempre meritevole Neo., in anteprima (ufficialmente esce il 27 marzo). Se volete farlo anche voi, andate qui.

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sabato 14 marzo 2015

Chiudi gli occhi e guarda ... anzi, leggilo

Finalmente ho letto il nuovo romanzo di Zio Scriba. Ieri mi sono regalato un pomeriggio per me, proprio il giorno dopo il mio compleanno, per gustarmi le nuove avventure di Corradino. Questo, come molti di voi sanno, è il terzo romanzo di Nicola Pezzoli (il secondo ad uscire con la Neo., e il secondo ad avere Corradino, alter ego di Nicola, come protagonista). Si tratta di un romanzo dolce e  lieve come la copertina. Solo 129 pagine, 129 pagine nelle quali succedono un sacco di cose (sì, è un romanzo con molta azione, ma azione emotiva). Narrato in prima persona, Chiudi gli occhi e guarda, è il ricordo tenero di un'estate, anzi, tre settimane del luglio 1979 con Corradino al mare, in Liguria, lui e solo la madre (il padre è morto, chi ha letto il suo romanzo precedente lo sa). A differenza di Quattro soli a motore, romanzo di quasi trecento pagine, non c'è l'intrecciarsi della Storia con le piccole storie. Qui c'è la vita di un ragazzino di dodici anni, alle prese con i giochi, le emozioni, i primi baci, le cotte, le classiche cose da spiaggia. Chi conosce la scrittura e le idee dell'amico Zio Scriba, non solo dai romanzi, ma in particolare dal suo seguitissimo blog, potrà immaginare, saranno ben poco classiche.  Anzi, c'è la rottura del classico da spiaggia in questo romanzo, ma non voglio certo rovinarvi la sorpresa.  
Chiudi gli occhi e guarda è un libro diviso in due parti: nella prima c'è l'arrivo al mare, nella casa degli zii ospitanti (di culto l'inizio con il gatto in auto, che non vi dico cosa combina, poveretto...), i primi giorni di passeggiate con lo zio cieco, ma niente spiaggia. Poi arriva la cugina Ilaria, della quale Corradino si innamora, di un amore platonico e impossibile, vista anche la differenza di età (bello quando vanno al cinema a vedere Io e Annie), e si porta via gli zii. Ora Corradino è solo con la madre, può iniziare la vita in spiaggia, può iniziare la seconda parte del libro, cavalcata sulle onde di un mare per nulla calmo, fino allo struggente finale con citazione beatlesoniana ... no, non è un giovane musicante finito in palude, ma poco ci manca. Gran bel libro. Il gran bel libro che mi aspettavo. 

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sabato 21 febbraio 2015

Una certa somiglianza: Zio Neri?

Quando ho visto alcune immagini del film Leoni, ho pensato: ma Zio Scriba si è dato al cinema? Invece è Neri Marcorè. Me l'aveva già raccontata la storia di quando lui era stato scambiato per l'attore/imitatore, ma non me ne ricordavo più. Solo l'uscita del film di Piero Parolin (opera prima ambientata nel trevigiano in crisi, vorrei vederla), mi ha riportato alla memoria questo. Le foto che metto, forse non rendono, ma a vederli in movimento, vi assicuro, sono molto somiglianti. Magari Neri decidesse di portare al cinema qualche libro di Zio Scriba... e voi, che ne pensate? Gemelli divisi alla nascita?
QUI IL LINK DEL FB DEL FILM LEONI

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mercoledì 16 luglio 2014

Corsi e ricorsi storici: Mario Kempes 60

Ieri Mario Kempes ha fatto sessanta'anni. Sembra ieri, quando, dopo aver vinto il mondiale di calcio del 1978 con la sua Argentina, si rifiutò di stringere la mano al dittatore Videla. Un gesto storico, come i pugni chiusi a Città del Messico, il passaggio della boraccia tra Coppi e Bartali, e tanti altri ... mi piace festeggiarlo con un brano del libro di culto dell'amico Nicola Pezzoli, Quattro soli a motore
 
I miei eroi, quella sera, furono tutti olandesi. E solo più avanti, nel tempo, se ne sarebbe sovrapposto uno argentino. Uno solo, ma di una grandezza rilucente che allora non potevo capire: il centravanti Mario Kempes dai lunghi capelli. Lui, proprio lui, che con i suoi gol era stato decisivo, rifiutò, solo lui, in mondovisione di stringere lo zampone al torturatore gioppino Videla.

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sabato 1 giugno 2013

Grazie al ginocchio ho letto Zardi

Circa due settimane fa mi sono infortunato ad un ginocchio. Ogni tanto devo farmi male a qualcosa, per fermarmi e trovare il tempo per leggere: una caviglia, la schiena, il ginocchio... Sembra quasi che il mio corpo lo richieda. E allora ho colto l'occasione  per leggere i due libri finora pubblicati da Paolo Zardi.
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sabato 18 maggio 2013

Morto il torturatore gioppino Videla

I miei eroi, quella sera, furono tutti olandesi. E solo più avanti, nel tempo, se ne sarebbe sovrapposto uno argentino. Uno solo, ma di una grandezza rilucente che allora non potevo capire: il centravanti Mario Kempes dai lunghi capelli. Lui, proprio lui, che con i suoi gol era stato decisivo, rifiutò, solo lui, in mondovisione di stringere lo zampone al torturatore gioppino Videla.
Nicola Pezzoli, Quattro soli a motore, Neo

Il torturatore gioppino è morto. Oltre al libro di Zio Scriba, che non parla della dittatura argentina, ma è ambientato nel 1978, con un bambino protagonista spesso picchiato da un padre, per questo soprannominato Videla, consiglio spassionatamente anche il libro di Massimo Carlotto Le Irregolari, Buenos Aires Horror Tour edito da e/o.
Chi vuol sapere qualcosa sulla dittatura argentina legga qui.

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lunedì 25 febbraio 2013

Un sabato con Zio Scriba

Zio Scriba e Guariente Guarienti alla Feltrinelli di Verona
Sabato scorso è stato un sabato particolare. Nicola Pezzoli, conosciuto tra noi blogger come Zio Scriba è planato sul Veneto per presentare il suo romanzo, Quattro soli a motore, uscito per la Neo edizioni. Un incontro alla Feltrinelli di Verona alle 11 del mattino, dopo essere stato la sera prima a Padova, assieme all'editore Francesco Coscioni e al collega scrittore PaoloZardi. Il tutto condotto con garbato humour dall'avvocato Guariente Guarienti, vivo intellettuale della mia città, che ha letto buona parte del romanzo partendo da un'affermazione non sempre scontata: per parlare di libri bisogna far parlare i libri.
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mercoledì 28 novembre 2012

Ho intervistato Zio Scriba per il sito di Smemoranda

Oltre a leggere e scrivere molto, tu hai anche un blog, seguitissimo, pieno di commenti di altri blogger, tra i quali ci sono spesso io. Come riesci a mandare avanti tutte queste attività di scrittura? Cosa ha dato a te come scrittore, il blog? … in generale e per questo romanzo. 
Quella del blog è stata una delle avventure più entusiasmanti e inaspettate della mia vita: nata per caso e decollata alla grande. Chi avrebbe mai detto che una cosa scritta nella solitudine del mio eremo, nell’isolamento siderale del mio scriptorium, poteva diventare visibile nel mondo, e venir presa d’assalto da decine di meravigliosi lettori? ...

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mercoledì 24 ottobre 2012

Il romanzo più atteso dalla blogosfera

Oggi scenderò in città con il mio mulo, e spero di ritornare con questo libro dentro la gerla. Lo conoscete quasi tutti ormai, è il secondo romanzo del nostro amico blogger Nicola PezzoliZio Scriba, Nick mano calda,  il "sosia" di Tondelli, insomma, per farla breve, lo scrittore che ci delizia nel suo blog con racconti e prove sempre orginali e divertenti, tra naia, noie, e molti colpi in canna. Inutile che mi dilunghi, sapete bene di cosa parlo. Già ospite in palude, in quella magica serata con tre scrittori amici miei ("Forum scrittori d’acqua dolce"), legge e scrive tantissimo, come si deve fare se si vuole essere dei veri scrittori.

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venerdì 13 luglio 2012

Tre Sante - racconto inedito

Il mio amico Zio Scriba pubblica alcune volte racconti di quando ha svolto il servizio militare. Io ho fatto l'obiettore di coscienza, e in questi giorni sono passato in bici dove molti anni fa avevo fatto un campo estivo. Per questo mi è venuto in mente di pubblicare questo mio vecchio racconto indedito, in parte ispirato a quei giorni felici. Il racconto è datato 25.7.2000, quando volevo essere Bukowski ... perdonate certe ingenuità.

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