sabato 26 febbraio 2022

Rece d'Alligatore: Tango Spleen Orquesta

Tango Spleen Orquesta, Vamos a la distancia

Autoproduzione

Astor Piazzolla avrebbe compiuto 100 anni lo scorso 11 marzo, e questo ensemble internazionale (gli argentini Mariano Speranza, pianoforte, canto, arrangiamenti e direzione musicale e Luciano Casalino al violino, la venezuelana Vanessa Matamoros, contrabbasso, e gli italiani Francesco Bruno, bandoneon, Elena Luppi, viola, Anna Palumbo, percussioni) hanno voluto fare questo disco in suo onore.

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giovedì 25 febbraio 2021

W Maradona

 


Come è nato Diego Armando Maradona, questo tuo libro a fumetti sul mito del calcio per eccellenza?

Il libro è uscito la prima volta nel 2012 per BeccoGiallo, e ha avuto varie riedizioni e traduzioni estere. Nel tempo è diventato un piccolo cult per i maradoniani doc, una delle opere di riferimento per quanto riguarda il binomio calcio e fumetti, e questa è la soddisfazione più bella.

A tre mesi esatti dalla scomparsa del grande Diego Armando Maradona, ho intervistato Paolo Castaldi, autore di un libro a fumetti edito da BeccoGiallo incentrato sul campione di calcio argentino.

su MeLoLeggo tutta l'intervista.

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mercoledì 16 luglio 2014

Corsi e ricorsi storici: Mario Kempes 60

Ieri Mario Kempes ha fatto sessanta'anni. Sembra ieri, quando, dopo aver vinto il mondiale di calcio del 1978 con la sua Argentina, si rifiutò di stringere la mano al dittatore Videla. Un gesto storico, come i pugni chiusi a Città del Messico, il passaggio della boraccia tra Coppi e Bartali, e tanti altri ... mi piace festeggiarlo con un brano del libro di culto dell'amico Nicola Pezzoli, Quattro soli a motore
 
I miei eroi, quella sera, furono tutti olandesi. E solo più avanti, nel tempo, se ne sarebbe sovrapposto uno argentino. Uno solo, ma di una grandezza rilucente che allora non potevo capire: il centravanti Mario Kempes dai lunghi capelli. Lui, proprio lui, che con i suoi gol era stato decisivo, rifiutò, solo lui, in mondovisione di stringere lo zampone al torturatore gioppino Videla.

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giovedì 10 aprile 2014

Due parole con Shiva Bakta



Shiva Bakta tra poco in palude. Sta arrivando, per essere qui per la prima volta, a bordo della tazzina gialla presa dalla splendida copertina del suo primo disco ufficiale, Third (che però è il terzo, da qui il titolo …ma ci spiegherà meglio nell’intervista). Copertina nata in Internet, attraverso un concorso sulla pagina FB di Shiva Bakta stesso (anche questo approfondiremo). Del resto, il ragazzo di La Spezia, nato in Argentina, ha parecchia dimestichezza con il web: il suo twitter è molto seguito e apprezzato per la forza dissacrante e il gusto underground. Come la sua musica, rock psichedelico a tratti folk a tratti elettro-pop, sul quale sembra di volare, anzi viaggiare nel senso più vero del termine… dentro una tazzina gialla.
Dato alle stampe per la neonata Gente Bella (è la prima uscita), label creata da Daniele Lanzara, tecnico del suono della Hukapan di Elio e le Storie Tese Third è il classico disco da ascoltare e riascoltare. Ipnotizza, rende schiavi, crea dipendenza. Non sono slogan da venditore di fumo, è quello che sento, mi piace far partire spesso questo dischetto magico, ci sono suoni e melodie molto piacevoli. Si sente che il disco è nato tra amici, con un ritmo rilassato tra Shiva Bakta e Lanzara, mettendo una chitarrina alla volta, come si racconta. E poi l’arrivo degli amici della band da Bologna, gruppo che aveva fatto insieme un solo concerto, nel 2010, al MI AMI … esibizione ormai leggendaria. Ma la storia continua, qui, in palude. Pronti?

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giovedì 23 maggio 2013

Due parole con Numa Sosa & the Guachos



Collegamento internazionale questa sera, con Numa Sosa & the Guachos, gruppo tra l’Argentina e la provincia varesina, insomma, come dire, tra la Via Emilia e il West. Numa Sosa ora si trova proprio in Argentina, per questo, per ragioni di fuso orario, partiamo un po’ più tardi. Ma nessun problema, la notte è giovane in palude, in particolar modo quando si ascoltano dischi come questo, Artista, prodotto dal gruppo in perfetta autarchia. Un disco che fa venire voglia di muoversi, torcersi e urlare. Un disco estivo, ammesso ma non concesso che esistano dischi per particolari stagioni: ha la forza e i ritmi caldi dell’estate, e magari è la volta buona che la porta pure in palude.
Artista è un disco che illumina, come lascia intuire la bella copertina, pure questa opera di un pittore argentino, Kirka, e ci indica la via per un pop di stampo internazionale, contaminato con ritmi latini, reggae, ska più un sacco di altri generi/suggestioni. Cantato in italiano, ma anche in spagnolo e inglese, gode di un gruppo numeroso, capace di offrire già su disco quello che poi si sente negli imperdibili live: Numa Sosa (chitarra e voce), Michele Di Leo (chitarra solista), Jacopo Battaini (piano e tastiere), Giovanni Franzetti (sax tenore e voce), Francesco Marchese (basso), Stefano Marinucci (batteria e percussioni), e Gregorio Arioli (tromba), vecchio amico di blog, conosciuto come Greg Petrelli. Pronti?  
PER CONOSCERLI MEGLIO CLICCA QUI

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sabato 18 maggio 2013

Morto il torturatore gioppino Videla

I miei eroi, quella sera, furono tutti olandesi. E solo più avanti, nel tempo, se ne sarebbe sovrapposto uno argentino. Uno solo, ma di una grandezza rilucente che allora non potevo capire: il centravanti Mario Kempes dai lunghi capelli. Lui, proprio lui, che con i suoi gol era stato decisivo, rifiutò, solo lui, in mondovisione di stringere lo zampone al torturatore gioppino Videla.
Nicola Pezzoli, Quattro soli a motore, Neo

Il torturatore gioppino è morto. Oltre al libro di Zio Scriba, che non parla della dittatura argentina, ma è ambientato nel 1978, con un bambino protagonista spesso picchiato da un padre, per questo soprannominato Videla, consiglio spassionatamente anche il libro di Massimo Carlotto Le Irregolari, Buenos Aires Horror Tour edito da e/o.
Chi vuol sapere qualcosa sulla dittatura argentina legga qui.

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martedì 9 ottobre 2012

Un uomo Che sognava forte ...

Ho cercato in Rete questa immagine, un Che Guevara romantico tra i fiori, disegnato da Milo Manara anni fa per una campagna di Democrazia Proletaria, ma non l'ho trovata. Ho provato scrivendo "Che Manara", "Che Guevara disegnato da Manara", "Manara per DP" e tante altre combinazioni, ma niente. Pure nel sito del disegnatore non l'ho trovato (mi sono perso tra le sue donniene/donnone). Allora ho preso la mia splendida spilletta, l'ho scanerizzata e lavorata con un minimale programma di grafica: sembra un sole (dell'avvenire?). Potevo fare meglio, ma ora, chi cercherà Che Guevara disegnato da Manara, lo troverà nel mio blog. Tutto questo per ricordarlo a 45 anni dalla sua morte. Già, era il 9 ottobre del 1967, el Che cercava di esportare la Revolucion. Sognava forte ...

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