venerdì 1 novembre 2024

Silvia Pareschi, fra le righe...

Questa mattina mi ha svegliato il tagliaerba del vicino, ironia della sorte. Dico questo perché ieri ho visto l’amica Silvia Pareschi, che non sopporta i tagliaerba, anche se, mi ha detto, riesce a sfuggire loro andando via dal paesello quando iniziano a rompere (non amando l’estate, se ne va al fresco). Ma non voglio divagare. Silvia Pareschi è una traduttrice e scrittrice, stavo scrivendo blogger, ma forse, è una cosa superata, i blog non vanno più tanto come 10 o 15 anni fa, quando comunicavamo un sacco, e lei era una di noi. E poi, ormai, si può dire che Silvia Pareschi è una traduttrice, questa è la sua professione, la sua identità forte, avendo tradotto il meglio della letteratura angloamericana degli ultimi venticinque anni.

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mercoledì 30 agosto 2017

Jamaica Kincaid, una sorpresa ...

A volte le feste di partito serbano sorprese inaspettate, come questo romanzo, Annie John di Jamaica Kincaid. L'abbiamo trovato alla libreria de la FestaInRosso di Verona, anzi, l'ha trovato Elle, ricordandosi che l'aveva tradotto la nostra amica di blog Silvia Pareschi. L'abbiamo preso giovedì scorso, e l'ho voluto subito leggere io, anche perché le sue 121 pagine mi parevano perfette per passare il sabato pomeriggio. In verità ci ho passato anche la domenica e il lunedì, perché sono 121 pagine intense e pastose, come il bellissimo disegno di copertina. La scrittura della Kincaid è densa, piena di cose, e il suo ritmo è piacevolmente lento. Annie John è la storia di una bambina che cresce, i suoi cambiamenti, la scuola, il difficoltoso rapporto con la madre, la rottura di certi equilibri ... mi ha ricordato Il giovane Holden, con un ritmo caraibico e sensibilità femminile, ma non vorrei essere fuorviante. La Kincaid è un'autrice da leggere e questo un semplice consiglio di un lettore sorpreso dalla sua scrittura.

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lunedì 1 agosto 2016

Tre libri per l'Estate

Forse d'Estate si legge di più, forse di meno. Dipende dal tempo a disposizione e dalle priorità che diamo alle nostre vite. Io vi consiglio di dare priorità alla lettura, e di cominciare con questi tre libri. Ne ho già scritto, e siccome mi sono piaciuti un sacco ve ne consiglio la lettura ancora una volta. Uno è il nuovo fortissimo libro di  Zio Scriba, uscito in primavera, Mailand. Qui le mie prime impressioni, qui la  mia intervista sul sito di Smemoranda. Il secondo, uscito poco dopo, è l'esordio come scrittrice della traduttrice Silvia Pareschi, I jeans di Bruce Springsteen e altri sogni americani. Qui le mie prime impressioni, qui la  mia intervista sul sito di Smemoranda. Per ultimo un fumetto, perché credo non debba mai mancare anche qualche storia a fumetti sul comodino di un buon lettore. Si tratta di Virus Tropical di Power Paola, ennesimo libro di una donna dalla Hop!, casa editrice di fumetti mai banali. Ne ho scritto qui.
Buone letture!

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martedì 12 luglio 2016

Tutto su "I jeans di Bruce Springsteen ..."

Il titolo del libro è anche il titolo del racconto finale. Tu hai veramente i jeans di Springsteen? A leggere il racconto sembrerebbe di sì …
Certo che li ho. Sono stati appesi per anni alla parete della mia stanza, poi li ho messi dentro una scatola e li conservo come una reliquia, anche se in realtà ...

Per sapere tutto (o quasi) su I jeans di Bruce Springsteen e altri sogni americani leggi il resto della mia intervista a Silvia Pareschi sul sito di SMEMORANDA cliccando qui ...

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martedì 7 giugno 2016

I jeans di Bruce Springsteen libro dell'estate

Abbiamo il libro dell'estate: I jeans di Bruce Springsteen di Silvia Pareschi. Di chi sono questi jeans? Di Springsteen o di Silvia? Questa è una delle domande che mi balzano in testa dopo aver letto questi 10 racconti dal cuore pulsante degli Usa. Per chi non la conosce, Silvia, è una traduttrice di molti scrittori statunitensi (da Johnatan Franzen a Don DeLillo, Corman McCarty, Zadie Smith ...), vive tra il lago Maggiore e San Francisco, dove insegna la nostra lingua, è sposata con l'artista e scrittore Jonathon Keats. Inoltre cura il suo blog, Nine hours of separation, nel quale mi diverto spesso a leggere e commentare. Conoscendola da anni, posso dire con cognizione di causa, che è la più adatta a narrare il sogno americano (come dice il sottotitolo), nell'accezione più ampia. Anche l'incubo, nel quale si è, purtroppo, tramutato. Il più bel racconto del libro per me è Katrina, emblema delle insicurezze e paure di questi anni (mi ha ricordato il Dick di Cronache del dopobomba). E per voi?

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venerdì 4 settembre 2015

Franzen in testa ...

Superato il fatto di dover prendere un inserto del giornale confindustriale, superate patinate pagine di pubblicità, superati alcuni articoli dei quali potevo vivere senza (tipo Renato Pozzetto sdoganatore di omosessualità, tipo Bevi e Pedala), sono arrivato alle ultime pagine di questo IL Idee e Lifestyle del Sole 24 ORE, dove ho trovato la succosa anticipazione di un capitolo del nuovo romanzo di Jonathan Franzen tradotto da Silvia Pareschi (non ha certo bisogno di presentazioni per gli amici della palude, e non solo), che dal suo blog me l'aveva segnalato.
Come vedete dalla foto, Franzen mi ha preso alla testa, tanto scrive bene. Non ho mai letto un suo libro, ma dopo questa scorcio di Purity, credo inizierò presto. In uscita a settembre negli States, Purity sarà in Italia solo a febbraio 2016. Si respira aria di miti smitizzati, la Storia intrecciate con le storie, sottili ironie di un Wes Anderson con la penna: dalla Berlino est ottanta/novanta, dove un figlio di funzionari di Partito fa il ribelle in chiese di sovversivi, scopazzando a più non posso con ragazze disagiate socialmente, alla San Francisco di oggi, tra case occupate e povertà diffusa, dove vive Purity, per gli amici Pip, giovane squattrinata. E poi la Bolivia, in un campeggio cablato, dove chissà come si incontreranno i due ... e cosa faranno per la libertà d'informazione internazionale/internazionalista?
Questo è quanto trapela riguardo il romanzo evento. L'anticipazione si svolge a Berlino, città mito per molti, dove facciamo la conoscenza con Andreas Wolf, eccentrico figlio di dirigenti del Partito, decisamente poco in linea con loro. S'intitola La Repubblica del Cattivo Gusto, e se il romanzo è tutto su questi livelli, ci sarà da divertirsi ...  

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mercoledì 25 febbraio 2015

Lago ... a parte

Qualche settimana fa, si discuteva sui personaggi bizzarri nati attorno ai laghi italiani. Ero nel blog dell'amica Silvia, anche lei nata attorno ad un lago, del quale aveva postato una foto, con un testo di Piero Chiara. Quello, ovviamente, era il lago Maggiore, dove era nato anche lo scrittore lombardo. Nel mio, mi lamentavo, pochi scrittori importanti, se non qualche regista a parte (Agosti, Piavoli, Tretti). In realtà, c'è un grande cantautore, che vive da un po' lontano dal lago di Garda, sponda bresciana, ma che si può sicuramente definire a parte, anche lui: è Paolo Benvengnù. Molto bravo, da sempre vicino ai giovani musicanti intervistati in palude, sul finire dello scorso anno ha fatto un gran disco, Heart Hotel. Ne ho parlato con lui sul sito di Smemoranda. Ditemi se non è a parte lui ...

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