sabato 14 marzo 2026

Blogger dove sei?

Blogger dove sei? Un tempo l'iniziativa REFERENDUM avrebbe ottenuto una grossa adesione tra blogger, mentre oggi stenta a decollare. Ha una buona adesione sui social (in particolare FB, mi dicono), dove attualmente sono fuori per un periodo di disintossicazione. Ma mi chiedo, perché tra bloggers non va? Non ci sete più, bloggers impegnati? Siete tutti sui social? Io credo, l'ho sempre detto, che i NO prevarranno al REFERENDUM, quindi non sono preoccupato per questo. Più che altro mi preoccupa l'assenza della blogosfera. Ecco perché faccio questo post con domanda finale: blogger dove sei?

 

Etichette: , , , , , , , ,

giovedì 4 gennaio 2018

Un anno al cinema … il 2017

La ruota delle meraviglie, di Woody Allen, 2017

Ecco la consueta lista dei film visti al cinema nel corso dell’anno appena trascorso. Ben 43 film gustati rigorosamente nella buia sala cinematografia, l’unica adatta a mostrare il Cinema. Dico questo, avendo visto nel periodo delle feste dei film sul piccolo schermo, per me veramente piccolo: un film come il Cigno nero, per esempio, rivisto in tv qualche giorno fa, mi è sembrata la brutta copia del gran capolavoro goduto al cine qualche anno fa. C’è un appiattirsi, un banalizzare le questioni, che non riguarda solo la grandezza dello schermo, non è una questione estetica, voglio dire, c’è per me un ridimensionamento qualitativo troppo marcato. Detto questo, passo brevemente all’analisi delle pellicole del 2017. Per me c’è un trionfatore, ha più di ottant’anni e vive a Manhattan. È Woody Allen, che con La ruota delle meraviglie ha fatto un film stupendo, d’altri tempi, con una Winslet strepitosa (questo,
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

sabato 10 giugno 2017

Ciao GoodyGoody

GoodyGoody non c'è più, il mio gatto (anche se
un gatto non è di nessuno), è morto oggi, e io
non ho più lacrime per piangerlo.
Che hai, perché sei così triste, ti è morto il
gatto?, ho sentito scherzare molte volte,
ed è vero, la mia tristezza è infinita.
Solo chi non ha vissuto con un gatto (ma
anche un cane o un ibis, forse), non può
capire: certo che sono triste, deficiente!

GoodyGoody, non so bene quanti anni avesse,
c'è sempre stato da quando ho il blog, nel
2007 quando è nato il blog lui c'era.
Era arrivato in casa da solo, qualche anno
prima, ed è spesso comparso in foto, c'era
mentre intervistavo in diretta i musicanti;
c'era a leggere il manifesto o i libri di Zio
Scriba, c'era nei film di Pasolini o in quello
dei Coen, cliccate nel tag GoodyGoody
e vedrete se c'era.

Ora bevo vino rosso, rosso come lui, per cercare di
fermare le lacrime, e rivedo gli ultimi attimi insieme,
la sua prima volta dal veterinario, mio amico, ieri, con
Elle: lei a guidare, io a tenere stretta la gabbietta,
lui che lo visita e mi dice che c'è insufficienza
renale (glielo donerei io un rene), facendomi
capire che Goody si è ormai giocato tutte le sue
vite, ci sarà poco da fare, passerà sabato a vedere,
forse la puntura estrema, mi fa capire senza
dirmelo (io inizio a piangere, Elle mi stringe).

E la puntura estrema non è servita, si è spento senza
clamore, è morto alle due o tre di notte, assistito da
mia mamma, il veterinario è venuto a bere il caffè, a
constatarne la morte, bastarda, contro la quale non ci
si può fare mai nulla, è morto di vecchiaia, si può dire,
tra i 14 e i 18 anni, credo.
A me, che non l'ho visto, non me l'hanno lasciato vedere,
non è restato che andare dal vivaista a comprare una bella
pianta da mettere sopra la sua sepoltura, nel nostro giardino.

Mi sono messo poi a zappare, zappare, zappare, una
buca profonda e larga, larga per contenere il corpo
allungato del buon GooodyGoody.
Sopra di lui, ora, una perfetta pianta di origine orientale,
la Nandina (o Bambù sacro), che si trova in origine
dall'Himalaya al Giappone: perenne, resistente al
freddo, bella anche d'inverno con le sue bacche rosse,
bacche rosse come Goody.

La vedo dalla finestra della nostra casa, la vedo dal
balcone dove negli ultimi mesi Goody viveva, la
vedo ora e ogni volta che uscirò fuori dal cancello.
Le sue bacche rosse vivranno perché nutrite
da lui, che così potrà continuare a vivere  dove
è sempre stato, dando un senso alla vita eterna:
siamo tutti inserti in questo ciclo infinito, di morte
nera e bastarda, e rinascita, rossa come Goody.

Ciao GoodyGoody ...

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , , ,

venerdì 20 gennaio 2017

Fermo a un semaforo, nebbia ...

Ieri notte non sapevo cosa scrivere, indeciso se
buttar giù una recensione all'ultimo film di
Jim Jarmusch o dei versacci.
Non sono riuscito a partire con il primo, anche
se il film è un capolavoro di poesia e gran
dettagli, un Jarmusch maggiore, per me.
Per quanto riguarda i versacci sono partito sì,
ma mi sono fermato subito, capendo che
stavo sforzandomi, e così non va.
Allora ho cercato nel web qualche personaggio
famoso morto, magari nel giorno stesso,
così da farne un post per primo (erano le 2).
Purtroppo nessuna morte celebre in questo
scorcio di gennaio, niente nomi eclatanti
come nel 2016, tra i defunti di gennaio.
Gente ne muore, certo, in guerre o in attentati,
ma loro non fanno quasi più notizia, ormai ci
siamo assuefatti pure ai terremoti vicini.
Ne ho trovati un po' in wikipedia, morti nel 2017:
personaggi famosi, certo, ma non del livello di
un Bowie, di un Citti o di uno Scola.
"Che macabro sei", mi ha detto Elle ferma a un
semaforo ... l'ho guardata e le ho detto: ero
come te ora, fermo a un semaforo, nebbia.

Etichette: , , , , , , , , , , ,

sabato 27 febbraio 2016

Paracetamol è la tachipirina a Berlin

Berlin è stata molte cose, alcune belle, altre brutte.
Berlinale vista solo dall'esterno, purtroppo niente
film, niente Orso d'Oro, per una serie di ritardi
e pochi biglietti disponibili.
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

giovedì 23 luglio 2015

... quasi come Corradino

Io e Annie ad Operaforte (foto tratta quasi in diretta dal loro FB)
In questa calda estate andiamo spesso al cine all'aperto. Martedì in uno abbiamo gustato Rushmore, esordio geniale di Wes Anderson, inedito per i cinema nostrani, ieri Big Eyes, rivisto con piacere in un altro cinema (sono stato tra i blogger che l'ha difeso l'ultimo Burton, e confermo il parere positivo). Questa sera dovevamo tornare nel primo cinema all'aperto, l'Operaforte, in un forte diroccato vicino alla mia città. Davano Io e Annie, di Allen, in assoluto la pellicola da me più vista. La conosco a memoria, ma l'avrei rivista con piacere, come Corradino e la cugina, nel libro di Zio Scriba, Chiudi gli occhi e guarda. Le previsioni del tempo incerte ci hanno convinto a restare a casa, ma sicuramente ritorneremo in quel luogo dove sono in programma un sacco di cult (qui la lista completa). A parte l'ultimo pessimo Eastwood, che ho trovato un passo falso del vecchio buon cineasta a stelle e strisce, direi non hanno sbagliato un colpo. Per questo, vi linko pure la loro pagina FB, facendo un po' di pubblicità (progresso). Finalmente qualcosa di alt(r)o culturalmente nella mia città. Vi dico solo che l'ultimo film, il 9 agosto, sarà Il grande Lebowski. E poi, il giorno dopo, uno dei comici meno bolliti d'Italia, Natalino Balasso dal vivo, in Cinebalasso. Tra film vecchi e nuovi uno spasso ...

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

domenica 1 marzo 2015

Vizio di forma ... perchè mi piace

Ed ecco un altro attesissimo film fuori, Vizio di forma. Atteso film di un regista di culto quale Paul Thomas Anderson, da non confondere con Wes (in comune, oltre al cognome, l'eccentricità), cineasta del quale fino ad ora ero riuscito a vedere solo Magnolia (memorabile la pioggia di rane). Sì, in pratica mi sono perso quasi tutto di lui, per questo motivo mi sono precipitato al cinema appena ho letto il titolo della sua nuova pellicola, Vizio di forma, tratto da uno scrittore (anch'esso di culto) quale Thomas Pynchon.
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , ,

sabato 22 novembre 2014

Buon compleanno Scarlett

Oggi Scarlett Johansson compie trent'anni, come forse saprete. A me sembrano pochi, visto i tanti film interpretati (ne ho contati 37, più due da doppiatrice), lavorando con alcuni dei più importanti cineasti,  registi strani e/o particolari: da Woody Allen (ben 3 film, a partire dal capolavoro Match Point) a Brian De Palma, da Redford a Sofia Coppola, i fratelli Coen, Rob Reiner, Christopher Nolan, Frank Miller, Spike Jonze, Cameron Crowe, Jonathan Glazer, Luc Besson ... Non è bella, almeno non è il mio tipo, ma ha il fascino da diva del passato, che pochissime altre della sua generazione possiedono. Non a caso è stata Janet Leigh nel film Hitchcock, ed era perfetta nel Black Dahlia di De Palma ambientato negli anni '40. Buon compleanno Scarlett, anzi, auguri Diva.

Etichette: , , , , , , , , , , ,

lunedì 17 febbraio 2014

A proposito, auguri GoodyGoody ...

A proposito di Davis è un piccolo gioiellino di film, fatto con la solita maestria dai fratelloni Coen. Un omaggio al folk vero, povero, poco prima delle rivoluzione di Bob Dylan (infatti il film si chiude con lui durante una delle sue prime esibizioni, mentre in un vicolo buio picchiano il protagonista della pellicola). Si vede una scena vivace, bella, con tanti musicanti solidali tra di loro, sia nei concerti dei localini del Greenwich Village, sia in sala di registrazione. Vista la passione e i pochi soldi che girano, mi ricordano i musicanti della nostra scena indipendente spesso ospiti in palude. 
Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , ,

mercoledì 20 marzo 2013

Una nuova religione è possibile

In questi giorni sono stato piacevolmente sorpreso nel leggere certe cose, certe cose che io, da agnostico, ho sempre pensato. Devo dire la verità, leggendole mi sono ricreduto su molte mie convinzioni, ho riso e gioito, pensando e ripensando a una nuova strada da intraprendere nel nome di The Dude. Sì, forse esiste, anzi, tolgo il forse. Mi ha conquistato totalmente. Sarà la nuova Era dell'Acquario, questo bagno di rinnovamento in ogni dove, ma io incomincio a vedere la luce. Permettetemi una sola citazione, di quelle belle potenti, capaci di ridisegnare un mondo indicandoci la retta via. Anche voi non potrete resistere.
La Vita è corta e complicata e nessuno sa cosa farci. Così non fare niente. Prendila con calma. Smettila di preoccuparti così tanto se andrai in finale. Rilassati con qualche amico e qualche soda d’avena (birra), e sia che fai strikes (massimo punteggio) o gutters (zero punti) fai del tuo meglio per rimanere te stesso con te e con gli altri; che è come dire, tieni duro. O “Sopporta e sorridi”.

Continua a leggere...»

Etichette: , , , , , , , , , ,

sabato 3 dicembre 2011

30: Bukowski, i Coen e la pizza


Da: jacopo@30.it

A: lorenzo@30.it

Data invio: lunedì 3 dicembre 2001 18.51

Oggetto: La ragazza della domenica


C’è sempre la luna splendente quando esco con lei. Che strano modo di iniziare un e-mail, dirai. Chissà cosa diranno quelli del grande fratello? Non mi riferisco alla trasmissione televisiva, ma a quei spioni che ci tengono tanto alla mia corrispondenza. Saranno contenti come matti, visto che gli offro tanto materiale di lavoro. O forse saranno incazzati se è un lavoro stupido/noioso come il mio. Lasciamo stare, continuiamo con le note dolci. Sì, caro Lorenzo, ieri sera è stata una bella serata. Il sabato Teresa è sempre impegnatissima, non vuole uscire, mentre la domenica la trovo libera, felice, disponibile. Vorrà dire che la ribattezzeremo La ragazza della domenica, parafrasando un vecchio film di Comencini. Mi raccomando, mantieni il segreto.

Ieri pomeriggio verso le sei sono andato da lei. Poi siamo usciti a mangiare una pizza nella nostra pizzeria (ormai la pizzeria vicino alla casa di Stefania è diventata la nostra pizzeria).

"Io prendo una pizza con le patate, con tanto rosmarino", ha ordinato lei al cameriere.

"Io la prendo margherita", ho detto per evitare di fare sempre le stesse cose.

Ho preso questa anche perché non avevo molta fame. Forse per l’agitazione di uscire nuovamente con lei.

"La fanno buona qua, è una delle pizzerie dove la fanno meglio", ha cominciato a discorrere lei sgranocchiando un grissino.

"Già…Grazie per il libro di Bukowski".

"Di niente. L’hai pagato, no?".

"Sì, ma l’ho pagato meno di quello che avrei dovuto. È un libro raro, quasi introvabile. Di Buk buttano fuori tanti libri ogni anno, ma quelli vecchi non li ristampano. È un peccato".

"Bukowski è uno scrittore che ha molto seguito. Non immaginavo. Da quando me ne hai parlato tu mi sono accorta che è molto letto".

"Si, perché è lo scrittore più attuale che c’è. La nostra società è completamente americanizzata. Lavoretti precari, follie, megasupermercati…".

"… l’Italia è un paese ancora chiuso su molte cose. Si è americanizzata prendendo il peggio dell’America e ha mantenuto il suo di peggio".

"Per esempio?".

"La cultura. Chi tenta di fare qualcosa di culturale è guardato come un pazzo. Se dici che stai scrivendo un libro ti chiedono: ma quanti soldi prendi?".

"E dalle altre parti del mondo è diverso?".

"Si, certo", mi ha detto quasi incazzata. "In Inghilterra se tu dici che stai scrivendo un libro ti chiedono di vederlo. Vogliono leggerlo! Ti fanno i complimenti".

"Anche se il libro non gli piace?", l’ho presa in giro per evitare di cominciare a parlare dei miei racconti; sai che è un argomento tabù.

Per fortuna sono arrivate le pizze. Lei l’ha mangiata più velocemente di me. Aveva una fame.

"Mi daresti il tuo numero di cellulare", mi ha chiesto lei. "Magari ne ho bisogno. Tu come hai fatto ad avere il mio?".

"Ascoltando la tua segreteria telefonica. Il mio è 3…".

"Ho voglia di andare al cinema. Tu che sai tutto, cosa fanno di bello?".

"Io andrei a vedere L’uomo che non c’era dei fratelli Coen".

"Wow! Sì, andiamo a vederlo? Sono veramente grandi i Coen. Non esistono altri così".

Siamo andati a vedere il film subito dopo la pizza. Seconda serata in pizzeria, seconda serata al cinema io e lei. Il film dei Coen è piaciuto ad entrambi. In sintesi: con la solita maestria i Coen ci fanno entrare nella squallida vita di un barbiere impassibile, taciturno, con la voglia repressa di uscire dal suo stato (un grande Billy Bob Thornton). L’ometto ricatta un amico che se la fa con la propria moglie (pensa te che ridicolo). Un bel giorno litiga con il ricattato e per caso lo uccide. La colpa cade sulla moglie del barbiere stesso mentre lui sembra farla franca, ma…ma il barbiere viene alla fine accusato per un delitto commesso da un altro. Sarcastico apologo sulla cecità della giustizia? Decisamente. Ottimo, anche se a volte eccessivamente perfetto. Bianco e nero d’autore.

Teresa ha voluto stare dentro nel cinema fino alla fine dei titoli di coda. Voleva sapere in che zone degli Stati Uniti è stato girato L’uomo che non c’era. Degli scenari inediti di un’America decisamente originale. Altro punto a favore dei Coen. Mi è piaciuto molto starle seduto accanto mentre tutti gli altri lasciavano la sala. È stato l’inizio di qualcosa di importante.

Nella prossima e-mail il seguito della serata.

A presto.

CineJac

Etichette: , , , , , , , ,