mercoledì 18 marzo 2020

Serata meditazione #iorestoacasa

La nostra seconda serata a tema è stata di meditazione. Credo che ci sia un gran bisogno di meditare in questo periodo (non solo in questo periodo a dire il vero). In questi giorni di coronavirus, con gente ammalata nei paesi e nelle città, grave o meno, con morti, vedo sempre molta confusione. I mezzi di comunicazione si sono allargati a dismisura, proprio per tentare di accorciare le distanze. Ci sono molte dirette su FB, su INSTAGRAM,  su YOUTUBE. Proprio su questo mezzo abbiamo iniziato la serata di meditazione, facendo, molto semplicemente, meditazione.
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sabato 10 giugno 2017

Ciao GoodyGoody

GoodyGoody non c'è più, il mio gatto (anche se
un gatto non è di nessuno), è morto oggi, e io
non ho più lacrime per piangerlo.
Che hai, perché sei così triste, ti è morto il
gatto?, ho sentito scherzare molte volte,
ed è vero, la mia tristezza è infinita.
Solo chi non ha vissuto con un gatto (ma
anche un cane o un ibis, forse), non può
capire: certo che sono triste, deficiente!

GoodyGoody, non so bene quanti anni avesse,
c'è sempre stato da quando ho il blog, nel
2007 quando è nato il blog lui c'era.
Era arrivato in casa da solo, qualche anno
prima, ed è spesso comparso in foto, c'era
mentre intervistavo in diretta i musicanti;
c'era a leggere il manifesto o i libri di Zio
Scriba, c'era nei film di Pasolini o in quello
dei Coen, cliccate nel tag GoodyGoody
e vedrete se c'era.

Ora bevo vino rosso, rosso come lui, per cercare di
fermare le lacrime, e rivedo gli ultimi attimi insieme,
la sua prima volta dal veterinario, mio amico, ieri, con
Elle: lei a guidare, io a tenere stretta la gabbietta,
lui che lo visita e mi dice che c'è insufficienza
renale (glielo donerei io un rene), facendomi
capire che Goody si è ormai giocato tutte le sue
vite, ci sarà poco da fare, passerà sabato a vedere,
forse la puntura estrema, mi fa capire senza
dirmelo (io inizio a piangere, Elle mi stringe).

E la puntura estrema non è servita, si è spento senza
clamore, è morto alle due o tre di notte, assistito da
mia mamma, il veterinario è venuto a bere il caffè, a
constatarne la morte, bastarda, contro la quale non ci
si può fare mai nulla, è morto di vecchiaia, si può dire,
tra i 14 e i 18 anni, credo.
A me, che non l'ho visto, non me l'hanno lasciato vedere,
non è restato che andare dal vivaista a comprare una bella
pianta da mettere sopra la sua sepoltura, nel nostro giardino.

Mi sono messo poi a zappare, zappare, zappare, una
buca profonda e larga, larga per contenere il corpo
allungato del buon GooodyGoody.
Sopra di lui, ora, una perfetta pianta di origine orientale,
la Nandina (o Bambù sacro), che si trova in origine
dall'Himalaya al Giappone: perenne, resistente al
freddo, bella anche d'inverno con le sue bacche rosse,
bacche rosse come Goody.

La vedo dalla finestra della nostra casa, la vedo dal
balcone dove negli ultimi mesi Goody viveva, la
vedo ora e ogni volta che uscirò fuori dal cancello.
Le sue bacche rosse vivranno perché nutrite
da lui, che così potrà continuare a vivere  dove
è sempre stato, dando un senso alla vita eterna:
siamo tutti inserti in questo ciclo infinito, di morte
nera e bastarda, e rinascita, rossa come Goody.

Ciao GoodyGoody ...

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lunedì 28 luglio 2014

Terzani 10 anni dopo

Tiziano Terzani è una delle stelle polari di questo blog. Potete accorgervene cliccando su nome nelle etichette, e vedere quanti post gli ho dedicato (con Vittorio Arrigoni e Carlo Giuliani, è tra i personaggi più presenti in palude, perché me li sento vicinissimi). Per questo, anche se lontano dal blog, voglio dedicare un pensiero ai 10 anni dalla sua scomparsa, o, per dirla come piaceva a lui, a 10 anni dalla partenza dal suo corpo. In questa frase c'è tutta la sua essenza: razionale toscano, affascinato dalla spiritualità orientale, senza cadere in mode leggere. Per questo mi piace ricordarlo con questa foto, un Terzani immerso nella meditazione nel suo Himalaya.

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sabato 4 maggio 2013

Messner un eroe antiborghese

In questi giorni, come annunciato, sono stato più volte al Trento Film Festival, spettacolare festival di cinema dedicato alla montagna, oggi alla fine. Sono salito sempre in bici, per entrare meglio nel clima avventuroso e a contatto con la natura (e l'ho sentita tutta, dall'amato sole che mi ha abbronzato alle nuvole che mi costringevano a coprirmi, dal vento alla pioggia, che per dieci minuti ho pure preso... ma dieci minuti, su circa 16 ore totali di viaggio, non sono nulla). 
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