venerdì 12 aprile 2019

Da leggere: Genesi 3.0

Un libro “difficile da raccontare”, dicono… è così? Ti diverte che lo descrivano in questo modo?
Secondo me non è così difficile da raccontare. Sempre che tu non ti riferisca alla trama. Ma a un libro del genere, che è un lungo incubo ad occhi aperti, non puoi chiedere la coerenza della fabula o dell’intreccio e io, d’altra parte, me ne sono sempre fottuto di rispettare il rapporto tra causa ed effetto…
Insomma, per affrontare Genesi 3.0 devi farti investire dal flusso, devi essere disposto a giocare e devi farti sorprendere, mettendo in conto che un libro può e deve anche essere un’esperienza per così dire estetica, che è un concetto diverso da estetizzante. Non sono tra quei lettori che giudicano un libro dalla trama. La trama è una schiavitù, e noi non scegliamo mai in base alla trama, ma al modo in cui un libro è scritto.
Angelo Calvisi, autore di Genesi 3.0 (Neo.Edizioni) da me intervistato per il protale MeLoLeggo.it
E voi che ne pensate? Quanto è importante la trama per i libri che leggete?
leggi tutta l'intervista a Angelo Calivisi su MeLoLeggo.it 

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lunedì 30 gennaio 2017

Cinquant'anni dalla parte dei libri ...

Buon compleanno Zio Scriba
qui il suo blog

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sabato 14 marzo 2015

Chiudi gli occhi e guarda ... anzi, leggilo

Finalmente ho letto il nuovo romanzo di Zio Scriba. Ieri mi sono regalato un pomeriggio per me, proprio il giorno dopo il mio compleanno, per gustarmi le nuove avventure di Corradino. Questo, come molti di voi sanno, è il terzo romanzo di Nicola Pezzoli (il secondo ad uscire con la Neo., e il secondo ad avere Corradino, alter ego di Nicola, come protagonista). Si tratta di un romanzo dolce e  lieve come la copertina. Solo 129 pagine, 129 pagine nelle quali succedono un sacco di cose (sì, è un romanzo con molta azione, ma azione emotiva). Narrato in prima persona, Chiudi gli occhi e guarda, è il ricordo tenero di un'estate, anzi, tre settimane del luglio 1979 con Corradino al mare, in Liguria, lui e solo la madre (il padre è morto, chi ha letto il suo romanzo precedente lo sa). A differenza di Quattro soli a motore, romanzo di quasi trecento pagine, non c'è l'intrecciarsi della Storia con le piccole storie. Qui c'è la vita di un ragazzino di dodici anni, alle prese con i giochi, le emozioni, i primi baci, le cotte, le classiche cose da spiaggia. Chi conosce la scrittura e le idee dell'amico Zio Scriba, non solo dai romanzi, ma in particolare dal suo seguitissimo blog, potrà immaginare, saranno ben poco classiche.  Anzi, c'è la rottura del classico da spiaggia in questo romanzo, ma non voglio certo rovinarvi la sorpresa.  
Chiudi gli occhi e guarda è un libro diviso in due parti: nella prima c'è l'arrivo al mare, nella casa degli zii ospitanti (di culto l'inizio con il gatto in auto, che non vi dico cosa combina, poveretto...), i primi giorni di passeggiate con lo zio cieco, ma niente spiaggia. Poi arriva la cugina Ilaria, della quale Corradino si innamora, di un amore platonico e impossibile, vista anche la differenza di età (bello quando vanno al cinema a vedere Io e Annie), e si porta via gli zii. Ora Corradino è solo con la madre, può iniziare la vita in spiaggia, può iniziare la seconda parte del libro, cavalcata sulle onde di un mare per nulla calmo, fino allo struggente finale con citazione beatlesoniana ... no, non è un giovane musicante finito in palude, ma poco ci manca. Gran bel libro. Il gran bel libro che mi aspettavo. 

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mercoledì 27 agosto 2014

Il signor Bovary ... c'est moi?

Questo blog vive di profonde ossessioni miste a travolgenti passioni. Ci sono dei nomi che ritornano, uno di questi è lo scrittore padovano Paolo Zardi. A maggio, alla Salone Internazionale del Libro di Torino, ha presentato il suo nuovo scritto, Il signor Bovary. Un piccolo libro (piccolo nel senso del numero delle pagine, 44), ma grande come scrittura. Un affondare, ancora una volta, i denti nelle chiappe sfatte della borghesia, piccola o media che sia (i confini si sono di molto sfumati, ma ci sono ancora, e Zardi non lo dimentica), rifacendo oggi, alla sua maniera il classico di Gustave Flaubert, cambiandone sesso e qualcosa d'altro.
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mercoledì 16 luglio 2014

Corsi e ricorsi storici: Mario Kempes 60

Ieri Mario Kempes ha fatto sessanta'anni. Sembra ieri, quando, dopo aver vinto il mondiale di calcio del 1978 con la sua Argentina, si rifiutò di stringere la mano al dittatore Videla. Un gesto storico, come i pugni chiusi a Città del Messico, il passaggio della boraccia tra Coppi e Bartali, e tanti altri ... mi piace festeggiarlo con un brano del libro di culto dell'amico Nicola Pezzoli, Quattro soli a motore
 
I miei eroi, quella sera, furono tutti olandesi. E solo più avanti, nel tempo, se ne sarebbe sovrapposto uno argentino. Uno solo, ma di una grandezza rilucente che allora non potevo capire: il centravanti Mario Kempes dai lunghi capelli. Lui, proprio lui, che con i suoi gol era stato decisivo, rifiutò, solo lui, in mondovisione di stringere lo zampone al torturatore gioppino Videla.

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sabato 18 maggio 2013

Morto il torturatore gioppino Videla

I miei eroi, quella sera, furono tutti olandesi. E solo più avanti, nel tempo, se ne sarebbe sovrapposto uno argentino. Uno solo, ma di una grandezza rilucente che allora non potevo capire: il centravanti Mario Kempes dai lunghi capelli. Lui, proprio lui, che con i suoi gol era stato decisivo, rifiutò, solo lui, in mondovisione di stringere lo zampone al torturatore gioppino Videla.
Nicola Pezzoli, Quattro soli a motore, Neo

Il torturatore gioppino è morto. Oltre al libro di Zio Scriba, che non parla della dittatura argentina, ma è ambientato nel 1978, con un bambino protagonista spesso picchiato da un padre, per questo soprannominato Videla, consiglio spassionatamente anche il libro di Massimo Carlotto Le Irregolari, Buenos Aires Horror Tour edito da e/o.
Chi vuol sapere qualcosa sulla dittatura argentina legga qui.

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