L'Alligatore ha compiuto 30 anni
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Cultura Rock a 360°
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Tre anni fa usciva il mio primo libro, Giovani, musicanti e disoccupati interviste a cuore aperto ai musicanti della scena indipendenti fatte nel 2020, tra marzo e l'estate di quel pessimo periodo quando eravamo tutti rinchiusi in casa per uno degli esperimenti sociali più gravi dell'era moderna. I musicanti indipendenti, precari da sempre, come tutto l'indotto, soffrivano ancora di più, nell'impossibilità di suonare dal vivo quasi unica forma di sostentamento per loro, oltre che gioioso modo di diffondere arte. Credo sia importante tenerne memoria, cosa non facile soprattutto oggi, bombardati di notizie, anzi distratti da notizie da troppi canali liberticidi. Ecco perché ricordo l'uscita nel mio libro. Ricordiamoci cosa è successo, perché non accada più, per dire in massa no a obblighi e divieti.
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Gianluca Morozzi, per esempio, uno di quelli che in questi 20 anni da Alligatore c'è sempre stato (del resto, ha cominciato a scrivere seriamente più o meno nello stesso periodo mio). Per questo mi ha fatto piacere vederlo alla presentazione del libro "Il libraio innamorato" uscito con Fernandel Editore e poi intervistarlo (nel frattempo sono usciti altri suoi scritti, è prolifico più di un procione).
Intanto leggete QUI l'intervista e poi questo libro, puro Moroz!
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Sei anni fa se ne andava GoodyGoody, chi frequenta questo blog lo ha conosciuto bene, perché era un gatto molto internauta, sempre presente accanto a me quando facevo le interviste sul blog in diretta, e spesso fotografato accanto a libri, dischi, e quant'altro. Per me è stata una delle persone più importanti della mia vita; dico davvero, chi ha avuto la fortuna di avere un animale al suo fianco mi capisce. Voleva solo qualche carezza, un po' d'acqua, i suo croccantini e in cambio dava tanto affetto. Affetto mai tradito... fino alla fine (mi spiace non essere stato vicino la notte che se ne è andato). Per questo mi piace ricordarlo qui sul blog, principalmente, e poi in tutti i miei social (non solo perché otterrà tanti mi piace, come ogni gattino o cagnetto o iguanetta che si rispetti). GoodyGoody se ne è andato sei anni fa, ma è sempre con me.
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Sarà banale dirlo, il tempo passa... probabilmente non invano. Era il giugno del 2003 quando iniziai a scrivere su Smemoranda, il sito della famosa agenda. C'era già chi scriveva di cinema, mia grande passione, chi di libri... mancava uno che scrivesse di musica e allora mi proposi. Mi chiesero di trovarmi un nome, decisi di chiamarmi L'Alligatore (poi Diego Alligatore) in onore dei romanzi di Massimo Carlotto, i romanzi più presenti nella libreria della mia cameretta. E da allora ho intervistato centinaia di giovani musicanti della scena Indipendente, fatto migliaia di recensioni dei loro dischi, concerti e diventato molto amico con tanti di loro (anche scrittori, fumettari, teatranti...). Siamo cresciuti insieme, da giovani trentenni con molte speranze a cinquantenni che hanno ancora grandi sogni. Qui sul mio blog nel mese di giugno, visto che purtroppo non c'è più il sito di Smemoranda, pubblicherò alcuni pezzi storici, pescando dal caos delle mie cartelline (sono un gran casinista, ma conservo tutto).
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Sì, ne parlo ancora a 2 anni dall'uscita del mio libro uscito per Arcana il 29 aprile del 2021. Giovani, musicanti e disoccupati parla di covid, argomento ostico, trattato da pochi. Un amico scrittore, visto qualche settimana fa, mi diceva che nella letteratura italiana non sono usciti libri ambientati in questo strano periodo, c'è una sorta di censura dal punto di vista editoriale. Chissà perché. Il mio libro è uscito quando eravamo ancora immersi in quell'atmosfera. Sono interviste, se non lo sapete, a musicisti della zona indie, anzi, dell'underground italico, che mi raccontano in confidenza cosa facevano nella primavera del 2020, quando eravamo tutti bloccati in casa. Credo sia utile ricordarsi tutto questo, anche per le censure che vengono dall'alto.
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Perché Lavanda e assenzio, perché questo titolo?
Il titolo del romanzo, Lavanda e assenzio, l’ho scelto perché è il profumo del protagonista maschile del libro. Un profumo che lo caratterizza e che appartiene a lui e a tutto ciò che riguarda lui, come ciò che gli appartiene o i luoghi che frequenta. La lavanda è una pianta dalle proprietà rilassanti, l’assenzio era considerato in passato la “droga dei poveri”, sotto forma di liquore ricavato dalla pianta, e aveva proprietà estasianti per chi lo consumava in dosi elevate. Quindi possiamo dire che il protagonista della storia ha la capacità di calmarti ed inebriarti al contempo. Il titolo perciò, rappresenta lui.
Qui per leggere tutta la mia intervista a Cristina Fiorenzato
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Come mai un libro su Saffo oggi?
Esistono storie senza tempo, basta solo trovare il modo giusto di raccontarle. Non tutti sanno che sostantivi come “saffico” o “lesbica”, derivano proprio da Saffo e dalla cultura dell’isola di Lesbo. A Saffo dobbiamo, anche e soprattutto, il modo in cui si parla d’amore nelle poesie: le sue liriche hanno ispirato poeti greci, latini; hanno parlato di lei Leopardi, Pasolini. Molti attribuiscono a lei l’invenzione del plettro. Mi piaceva l’idea di approfondire la sessualità nell’antica Grecia che spesso prendiamo impropriamente come esempio, ma anche di restituire a Saffo un’identità quanto più vicina alla realtà poiché di lei si è parlato tanto. E, perché no, volevo sottolineare la naturalezza del suo ruolo di donna in un contesto in cui pensiamo, erroneamente, che la donna non potesse avere questa rilevanza. Infine volevo parlare d’amore in tutte le sue sfumature e la sua figura si è prestata tantissimo. Ritengo che ciò che siamo oggi lo dobbiamo a ciò che c’è stato. Bisogna sempre dare spazio al passato.
QUI per leggere tutta la mia intervista ad Arianna Melone
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Giusto un anno fa, il 29 aprile 2021, usciva il mio primo libro Giovani, musicanti e disoccupati edito da Arcana editrice, quindi un oggi compie un anno. Un anno molto travagliato sul lato personale, un anno che mi ha cambiato radicalmente (non solo per il libro). Molte soddisfazioni per le recensioni positive che ha ricevuto da giornali importanti, da amici blogger, interviste che mi hanno dato la possibilità di dire qualcosa sul libro e su come è nato. Per questo oggi voglio festeggiare qui in palude, dove tutto è nato. Giovani, musicanti e disoccupati racconta come eravamo all'inizio di questa maledetta pandemia, come era il mondo della musica indipendente. Credo serva per capire come uscirne ...
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A fine mese sarà un anno dall'uscita del mio Giovani, musicanti e disoccupati, un anno durante il quale me ne sono successe tante, forse troppe per potervele raccontare tutte. Diciamo, per usare un eufemismo, che non è stato un anno bellissimo. Tra le poche note positive, l'affetto e la vicinanza di molti amici blogger, come me, che hanno parlato del mio libro oppure mi hanno intervistato. Come è stato il caso dell'amico Cavaliere Oscuro del Web che proprio sul suo WEB SUL BLOG mi ha intervistato. Come nel suo e nel mio stile, un'intervista a ruota libera.
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La cultura non è solo intrattenimento, o showbiz, o gossip, o reality televisivo, o immagine, è cultura. Penso che farebbe bene che alcuni/e se lo ricordassero. Penso che bisognerebbe educare il pubblico a rallentare un po', invece di dare in pasto sempre cose facili stimolando i loro bassi istinti, visti i risultati.
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Penso che dischi ne faremo sempre, almeno fino a quando continueremo a fare musica professionalmente. Sembra che la velocità sia inversamente proporzionale alla profondità. Mi spiego, più sono veloce, meno ho tempo per andare a fondo, provare emozioni, elaborarle. Più vado veloce, più resto in superficie. Un disco è un mondo, ha una sua atmosfera in cui entro e se mi ci trovo bene, voglio restarci il più a lungo possibile.
Jolanda Moletta dei She Owl e parte della sua bella risposta riguardo la domanda "meglio un singolo o un cd intero?", nel mio libro o Giovani, musicanti e disoccupati. Sopre il suo nuovo etereo video Sonic and Visual Spells.
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E ancora: investimenti pubblici sempre più scarsi, istituzioni sempre meno disposte a investire in cultura/musica/arte per far crescere i territori e i cittadini che li abitano. Cosa diventa l'uomo senza arte? Di quali creature vogliamo popolare le nostre città?
Monica P, parte della sua bella risposta sulla musica ai tempi della pandemia, nel mio libro o Giovani, musicanti e disoccupati. Qui sopra invece il video ufficile della sua recente canzone, che anticipai un suo nuovo Ep in uscita a marzo 2022. Trovo la canzone splendida, una di quelle capaci di fotografare l'attimo (fuggente). Sembra un film di Bertolucci, con un uomo e una donna (o di sesso uguale fate voi, come più vi piace) dentro una stanza e tutto il mondo fuori... oggi, con il mondo che sta dando il peggio, del peggio, del peggio ... dopo tante promesse, direi che è piacevole starsene dentro lasciando il mondo Senza di noi. Almeno così ho inteso la canzone, così la penso oggi. Ascoltatela e ditemi se sbaglio.
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