martedì 24 marzo 2026

Una battaglia vinta!

 

Il NO ha vinto e noi BLOGGER UNITI PER IL NO festeggiamo questo risultato. Fin dall'inizio sapevamo che il NO a questa controriforma avrebbe prevalso, consapevoli che la battaglia era però dura. Per questo abbiamo deciso di dire la nostra, come avevamo fatto in passato, per difendere in primo luogo la COSTITUZIONE sotto attacco come non era stata mai. Sapevamo che non era la semplice separazione delle carriere in ballo, sapevamo che c'era un'Italia migliore in grado di capirlo e votare con coscienza NO. Ma con i mass-media quasi tutti schierati da un parte, i social disturbatori di coscienze, il disimpegno degli ultimi decenni, la battaglia sarebbe stata difficile. Ma noi siamo quelli di una battaglia dopo l'altra, come il titolo di un recente film che c'è piaciuto molto. Per questo l'abbiamo combattuta e vinta con tutti voi. Grazie e adesso pronti per le prossime battaglie!

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giovedì 19 marzo 2026

NO, un film sul REFERENDUM

Vi invito a vedere questo film, o a rivederlo, e a leggere o rileggere la rece che scrissi nel 2013, dopo l'uscita tardiva in Italia di NO  I GIORNI DELL'ARCOBALENO. di Pablo Larrain

Parla di quel REFERENDUM concesso da Pinochet nel 1988 dopo 15 anni di dittatura. L'inizio della sua lenta caduta, troppo lenta. Allora in Cile, come adesso in Italia, bisognava votare NO. E il NO, nonostante i pochi mezzi e l'opposizione fatta fuori negli anni precedenti, vinse. Non dico che la Meloni sia Pinochet (anche se tra i consiglieri del dittatore c'era Gelli, che oggi voterebbe sì, era nel suo Piano di rinascita democratica la separazione delle carriere), ma mi piace pensare a una vittoria del NO, come inizio della fine di questo governo, e spero sia meno lenta di quella del dittatore cileno. Comunque sia cliccate qui per leggere la rece di allora (e quanta partecipazione nei commenti del blog ... altri tempi).

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domenica 15 marzo 2026

Blogger uniti per il no - fase 2


 

 Noi votiamo no e invitiamo tutti a farlo!


Qui tutte le info per votare NO consapevolmente: Giusto dire NO


📢 Uniamoci per la Giustizia: L'invito è aperto anche agli altri!

La mobilitazione per il NO ai Referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo non si ferma ai soli blogger. Perché la difesa dello Stato democratico sia reale, abbiamo bisogno della voce di ognuno di voi.

Che tu abbia un sito web, un profilo social o semplicemente voglia far sentire la tua opinione tra amici e conoscenti, il tuo contributo è fondamentale.

Come partecipare (anche se non sei un blogger):

  • Sui Social: Oggi 15 marzo, cambia la tua immagine del profilo o pubblica il banner dell'iniziativa sui vari social.

  • Passaparola: condividi il testo informativo con i tuoi contatti per spiegare l'importanza del voto.

  • Presenza Digitale: se hai un canale Telegram o un gruppo di discussione, diventa un punto di riferimento per informare chi è ancora indeciso.

"La democrazia non è un esercizio solitario, ma un impegno condiviso. Ogni condivisione è un voto in più per il NO."

(Condividete questo post, per diffondere l'iniziativa.)

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mercoledì 11 marzo 2026

Blogger uniti per il no

Domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo si voterà per i REFERENDUM sulla giustizia, un appuntamento importante per la difesa di ciò che resta dello stato democratico nella nostra povera patria. Noi blogger uniti siamo per il NO e vogliamo creare nella blogosfera un momento condiviso a una settimana dal voto. Vogliamo spingere, con i nostri blog, alla vittoria del REFERENDUM votando NO. Se vuoi partecipare anche tu, scrivici e ti daremo l'immagine da mettere domenica 15 marzo con un breve testo.

PS

📢 Uniamoci per la Giustizia: L'invito è aperto anche agli altri!

La mobilitazione per il NO ai Referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo non si ferma ai soli blogger. Perché la difesa dello Stato democratico sia reale, abbiamo bisogno della voce di ognuno di voi.

Che tu abbia un sito web, un profilo social o semplicemente voglia far sentire la tua opinione tra amici e conoscenti, il tuo contributo è fondamentale.

Come partecipare (anche se non sei un blogger):

  • Sui Social: domenica 15 marzo, cambia la tua immagine del profilo o pubblica il banner dell'iniziativa sui vari social.

  • Passaparola: condividi il testo informativo con i tuoi contatti per spiegare l'importanza del voto.

  • Presenza Digitale: se hai un canale Telegram o un gruppo di discussione, diventa un punto di riferimento per informare chi è ancora indeciso.

"La democrazia non è un esercizio solitario, ma un impegno condiviso. Ogni condivisione è un voto in più per il NO."

(Condividete questo post, per diffondere l'iniziativa.)



 

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domenica 18 settembre 2022

Votate, votate, votate!

dal film Bianco, rosso e verdone, di Carlo Verdone (Ita. 1981)
Vorrei ricordare a tutti che domenica 25 settembre 2022, cioè tra una settimana, si vota per eleggere il nuovo Parlamento. Un giorno solo ci hanno concesso, sbagliando anche qui, invece del giorno e mezzo al quale eravamo da sempre abituati. Vista la disaffezione al voto, ridurre il tempo per poterlo fare, è assurdo, inspiegabile, se non con la motivazione che il Sistema, con la S maiuscola, gode dell'astensione, fingendo preoccupazione.
Negli ultimi anni nel nostro paese si sono perse per strada molte garanzie di libertà, ne ho scritto spesso, scontrandomi dialetticamente con alcuni di voi. Per questo invito fortemente al voto. Lo faccio in particolare con chi mi sono trovato in sintonia in questi assurdi, strani e stranianti anni, chiusi in casa, timorosi dell'altro, a causa di una malattia grave usata ad arte dal Sistema per dividerci, impoverirci economicamente e culturalmente. Ci hanno tolto tutto, ne siamo usciti devastati nel corpo e nella mente, diversi da come c'eravamo entrati. Negare ciò è negare l'evidenza (ma forse, non ve ne siete manco accorti).
Per questo vi chiedo spassionatamente di recarvi alle urne per votare quelle forze anti-sistema che ci sono, e che potranno fare la differenza nel nuovo Parlamento ridotto drasticamente nel numero di rappresentati (altro grave errore, forte limitazione della democrazia). Lo schierarsi da parte dell'Europa e dell'Italia sulla guerra russo-ucraina, causa principe della crisi economica, le bollette che mettono in ginocchio cittadini, imprese, enti locali, la libertà limitata, non ci consentono il lusso di astenerci. Non commettete questo errore: votate, votate, votate!

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mercoledì 9 marzo 2022

Violenza di Stato con siringa

Ora so come sta una donna
dopo una violenza, dopo
che il suo corpo è stato
violato.
Ora so come sta una donna
costretta a essere infilzata,
con un organo di potere
dentro.
Ora so come sta una donna
infamata: ti piace, ne hai
bisogno, devi farlo, è per la
salute.
Ora so come si sente una
donna costretta a subire
una cosa che non vuole,
dentro.

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martedì 15 febbraio 2022

San Faustino

Ha detto di mangiare pane
e formaggio, il buffone di
corte, l'ha pure ripetuto
con il suo meccanismo
da marionetta.

Io posso, sono vegetariano,
ma chi è vegano, mi chiedo,
come farà? Certo, si può anche
vivere di solo pane (e amore),
si evita pure il colesterolo.Continua a leggere...»

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venerdì 7 ottobre 2016

15 anni di guerra in Afghanistan

15 anni di guerra in Afghanistan? Ecco il risultato.
di Cecilia Strada

7 ottobre 2001, inizia l'intervento militare occidentale in Afghanistan, con l'obiettivo di "sconfiggere il terrorismo, portare pace e democrazia". Come va la guerra, quindici anni dopo? Qualche numero può servire a tirare un bilancio.
Secondo le Nazioni Unite, i primi sei mesi del 2016 hanno segnato il record di vittime civili, mai così tante da quando hanno cominciato a contarle in maniera sistematica, nel 2009. Da gennaio a giugno 2016 sono stati documentati 1.601 morti civili e 3.565 feriti (un aumento del 4 per cento rispetto all'anno precedente). Il 2016 segna anche il triste record di vittime tra i bambini: 388 morti e 1.121 feriti da gennaio a giugno.

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lunedì 20 luglio 2015

Waterboarding mentale

Viviamo in una democrazia, o no? Ha ancora senso questa parola? Credo, come molte, sia stata svuotata di senso, calpestata, presa a manganellate, uccisa in tv, venduta su qualsiasi mezzo di stampa (e propaganda) del sistema (lo scrivo con la minuscola perché mi fa troppo schifo). Mi riferisco all'impossibilità di cambiare le regole del gioco anche se si ha dietro un enorme consenso popolare, come aveva Alexis Tsipras. Ne parla Giovanni De Mauro, in un piccolo ma prezioso articolo scritto su Internazionale dall'illuminante titolo Intimidazioni. Vi invito a leggerlo e a rifletterci. Forse non è un caso che lo evidenzi sul mio blog nell'anniversario dell'assassinio di Carlo Giuliani, quando in Italia fermarono in quel modo il movimento dei movimenti, cioè cancellarono ogni possibilità di cambiamento con le maniere forti, come hanno poi continuato a fare sistematicamente ogni giorno dal fatidico 2001. Allora non conoscevamo il significato della parola waterboarding, usata da De Mauro per far capire il trattamento ricevuto dal leader di Syriza, dalla democratica Europa politica, l'avremmo conosciuto qualche anno dopo, in seguito alle guerre infinite di Bush Jr e successori. Per chi no lo sapesse, è una forma di tortura, che induce il torturato a credere di morire soffocato, usata spesso e volentieri dai democraticissimi Stati Uniti.
Buona estate ...

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lunedì 6 luglio 2015

Culla di democrazia

Con il 92,9 per cento dei voti scrutinati, il no ha raccolto il 61,2 per cento dei consensi, con il sì fermo al 38,7 per cento (fonte Internazionale). Essendo un Referendum, difficile ci siano sorprese, quindi possiamo gridare vittoria, la Grecia si dimostra ancora una volta culla della democrazia come nessun altro paese al mondo. Buona anche l'affluenza alle urne, a dimostrazione di quanto sia stato sentito, dal popolo greco, questo appuntamento. Una vera lezione di democrazia per l'Europa, dall'Europa ...

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lunedì 1 giugno 2015

Regionali 2015: l'astensionismo primo partito

Il voto delle regionali di ieri ha un autentico grande vincitore: l'astensionismo. Solo il 52% degli aventi diritto ha votato (pure troppo, visto il livello dell'attuale classe politica, si potrebbe pensare). Una vera sconfitta per la democrazia, invece tutti i partiti, da Pd alla Lega, da Grillo alle varie destre con i nomi più fantasiosi, gridano vittoria. Uno spettacolo da Prima Repubblica, un vero schifo quello offerto dai ieri notte ad oggi sui vari tg nazionali e locali. Non guardavo la tv da tempo, ieri mi sono perso a sentire blaterare sul risultato elettorale i politici di casa nostra, con vero masoschismo mio. Qualcuno citava l'esempio delle elezioni presidenziali Usa, come esempio avanzato di democrazia a bassa affluenza alle urne, scordando che quello è da sempre un grande neo. Un neo oggi presente anche da noi. Forse era quello che volevano.

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domenica 22 settembre 2013

... una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia

Conosco poco Pablo Neuruda, poeta cileno internazionalista, pieno di vita, passioni politiche e amorose, veramente troppo poco per scriverne qualcosa di sensato. In questi giorni, leggendo cose del Cile, mi sono però fermato a riflettere sulla sua strana morte, avvenuta quasi quarant'anni fa. Il 23 settembre del 1973, dodici giorni dopo il golpe di Pinochet, Neruda morì mentre aspettava di partire per l’esilio messicano. Cancro alla prostata? Iniezione letale di qualche agente della DINA, polizia segreta del regime? ... potrebbe essere, un assassinio vigliacco mentre era nel suo letto d'ospedale, nella clinica Santa Maria a Santiago. 
Sicuramente era una personalità troppo pericolosa per la dittatura ancora in fasce. Nobel per la letteratura nel 1971, comunista da sempre, aveva appoggiato l'amico e compagno Salvador Allende. Agli sgherri di Pinochet,  quando lo infastidivano, rispondeva: «Guardatevi in giro, c’è una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia».
Mi piace ricordarlo così, e nei prossimi giorni cercherò qualche suo libro. Avete consigli da darmi in proposito?

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mercoledì 11 settembre 2013

Quarant'anni dopo

Immagine storica tra le più drammatiche del secolo scorso: Salvador Allende, che cerca di salvare la democrazia cilena, forse l'esperimento politico più bello in assoluto. Forse per questo, Pinochet e i suoi sgarri, finanziati dagli americani, non lo potevano tollerare. Succedeva quarant'anni fa esatti ...

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domenica 25 agosto 2013

No, un film da vedere assolutamente

Un gran bel film del quale si è scritto poco. Uscito nelle nostre sale a maggio 2013, dopo un anno circa dall'uscita ufficiale e il passaggio trionfale a Cannes 2012, forse per nasconderlo ai più, disabituati alle sale aperte d'estate. Io me lo sono perso alla prima uscita, causa un infortunio al ginocchio, e l'ho recuperato solo ad agosto, in un cinema sotto le stelle bello pieno. Il regista è Pablo Larrain, giovane cileno di talento, autore anche di Tony Manero, che con questo suo quarto film racconta, con un stile documentaristico, i giorni che precedettero il referendum per dire sì o no alla permanenza al potere di Augusto Pinochet, il dittatore sanguinario che aveva eliminato Salvador Allende, uccidendo la democrazia cilena nel 1973. Per rendere perfetto l'incastro tra le immagini di repertorio e quelle filmiche, Larrain usa intelligentemente una fotografia sgranata, la camera un po' traballante, e il risultato è straordinariamente convincente.
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domenica 21 aprile 2013

Cambiare niente perché tutto resti come prima

Quello che è successo in queste ore a Roma, nel nostro Parlamento (nostro, per modo di dire) non è un semplice golpe, ma la continuazione di quell'intervallo di democrazia iniziato con il nefasto governo Monti. Un governo imposto dalla banche e dai poteri forti, per impedire il cambiamento richiesto dalle piazze democratiche, che ogni sabato erano piene contro il governo Berlusconi. Una delle operazioni più pulite degli interventi dall'alto a livello internazionale (narcotizzare il dissenso senza spargimenti di sangue o di detersivo).

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sabato 18 agosto 2012

Non sfondate quella porta

Il Sudamerica insegna la democrazia all'Europa, a partire dal caso Assange, al quale il piccolo ma risoluto Ecuador ha dato asilo politico contro le minacce che venga estradato dalla Svezia negli States, dove rischia molto. Ho sempre pensato, che l'accusa di violenza sessuale sia stata una trappola tesa per catturarlo e poi consegnarlo agli Usa, dove lo considerano il Nemico pubblico n.1, dopo aver smascherato le falsità della guerra e della diplomazia internazionale. 
Ho trovato un ottimo articolo di Domenico Gallo su il manifesto del 17 agosto 2012, intitolato Non sfondate quella porta, e ho deciso di farne il titolo del post e uno slogan, che spero giri per la Rete un po' troppo sonnacchiosa ... NON SFONDATE QUELLA PORTA.

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giovedì 1 marzo 2012

L'Europa nel tunnel nero

L'Europa si è infilata in un tunnel nero, il più nero della sua Storia recente.  Difficile trovare le parole per descrivere questo stato di cose. Le ho trovate ancora una volta in un articolo di un intellettuale mite, lucido, a volte lontano dal mio pensiero, ma questa volta no, perfettamente in linea: Marco Revelli, su il manifesto di martedì. Anche questo dimostra quanto sia importante la vita de il manifesto. Se chiuderà anche lui, la dittatura del pensiero unico avrà definitivamente vinto. Pensateci!

Come se niente fosse
Marco Revelli (il manifesto 28.02.2012)
La verità su quanto sta accadendo in Val di Susa, e sul suo significato generale, sta tutta in una quarantina di ore. Nel breve spazio che va dal sabato pomeriggio al lunedì mattina. Sabato, una valle intera - un popolo - molte decine di migliaia di persone, anziani, giovani, donne, bambini, contadini, operai, piccoli imprenditori, commercianti, "popolazione", riempiono le strade, i campi circostanti, le rotatorie e i borghi, per dire no al Tav. Pacificamente, con volti sorridenti e idee chiare in testa. Lunedì mattina - come se niente fosse - una colonna di uomini armati marcia, secondo programma, sull'area-simbolo di Clarea, sui terreni di proprietà comune risparmiati dal primo blitz del 27 giugno 2011 e diventati il simbolo della resistenza, per occuparli. Indifferenti a tutto, muovono per spianare la Baita che ha ospitato in questi mesi l'anima della valle, come se con le ruspe potessero cancellare le ragioni di tutti. In mezzo, un uomo che cade da un traliccio, folgorato, e solo per miracolo non perde la vita.
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sabato 28 gennaio 2012

Rinnovato l'abbonamento anche per pezzi così

Proprio perchè c'è crisi, e i soldi in tasca sono sempre meno, ho rinnovato anche quest'anno il mio abbonamento a il manifesto (e fatto per la prima volta quello a Il Mucchio Selvaggio web). Viviamo in una crisi democratica impressionante, e quello che più impressiona è che sembra tutto normale. Viene in mente la banalità del male, forse oggi la potremmo chiamare la normalità del male. Leggete l'articolo qua sotto, difficilmente lo troverete in altri quotidiani italiani. Scritto con forza, da un intellettuale italiano fine e pacato, ho rinnovato l'abbonamento anche per questo ...

Una questione di democrazia
Marco Revelli (il manifesto 28.01.2012)

Ancora la Val di Susa. Ancora la resistenza contro il Tav. Il blitz - così lo chiamano giornali e tv - di giovedì all'alba è caduto in un paese segnato dalla crisi e attraversato da ventate di rivolta a cui non si era più abituati, dai "forconi" siciliani agli autisti dei tir. E già prende corpo l'idea di una manovra repressiva ad ampio raggio, che affianchi all'autoesclusione della democrazia parlamentare la chiusura degli spazi di mobilitazione dal basso nel quadro di una modernissima forma di dispotismo della ragione economica e dell'emergenza finanziaria.
In effetti, ci si sarebbe aspettati che in un momento in cui si raschia il fondo del barile per far cassa, e si spremono persino i pensionati per ridurre il debito pubblico, si dedicasse non dico un encomio solenne al valor civile, ma quantomeno un minimo di ascolto a chi da anni si batte per evitare che una ventina di miliardi di euro vengano gettati in un buco inutile e dannoso. E che il peso di quell'opera folle fosse sollevato dalle spalle degli italiani. Invece i 26 arresti, le perquisizioni a tappeto, gli ordini di custodia cautelare. Perché tanto accanimento? E perché ora, a sette mesi dai fatti contestati?
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domenica 15 gennaio 2012

Io sto nel Mucchio

Nella mia educazione rock devo molto a questa rivista. La leggevo da ragazzino, a partire da quel numero con John Lennon in copertina. L'ho letto per più di dieci anni, poi, come molte cose l'ho abbandonato, sfogliando ogni tanto quello di mio fratellino maggiore, abbonato da secoli. Ora ho saputo che anche Il Mucchio Selvaggio è in crisi, a causa dei tagli all'editoria attuati dal Governo Monti. Servono 2000 abbonamenti entro gennaio, ed io ci sto facendo un pensierino. Fateci un pensierino anche voi e se potete aiutatelo in vari modi, è una questione di rock e democrazia: link, avatar, abbonamenti, mail, piccione viaggiatore ...
Cliccate sopra l'immagine sotto per scopririre come farlo.


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mercoledì 25 febbraio 2009

Sabato 28 febbraio con il Cox

Viviamo in uno dei periodi più illiberali della nostra Storia. Per questo mi sembra il minimo propagandare questa manifestazione con l’augurio che sia ricca di partecipazione.

http://cox18.noblogs.org/

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