lunedì 9 ottobre 2017

Cinquant'anni senza Che Guevara

Mi piace vederti che cammini tra la folla festante,
dopo aver fatto la Rivoluzione.
Mi piaci quando accendi un sigaro, e solo perché
lo fai tu vorrei accenderlo anch'io.
Mi piace quando vai all'estero a parlare della tua
esperienza nei paesi del sud del mondo.
Mi piaci quando decidi di esportare la Rivoluzione,
perché in un solo paese non può esistere.
Mi piaci nell'interpretazione di Benicio del Toro,
in quei due film di Soderbergh.
Mi piaci anche ne I diari della motocicletta, si,
dai, anche se eri ancora giovane.
Mi piaci quando parla di te Gianni Minà, quel piccolo
grande giornalista italiano.
Mi piace ricordare che eri il poster dietro al mio letto
e tanti libri tuoi nella mia libreria, e la maglietta.
Mi piace pensare che cinquant'anni fa hanno cercato
di uccidere le idee, ma non ci sono riusciti.
Hasta la victoria siempre.

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domenica 25 agosto 2013

No, un film da vedere assolutamente

Un gran bel film del quale si è scritto poco. Uscito nelle nostre sale a maggio 2013, dopo un anno circa dall'uscita ufficiale e il passaggio trionfale a Cannes 2012, forse per nasconderlo ai più, disabituati alle sale aperte d'estate. Io me lo sono perso alla prima uscita, causa un infortunio al ginocchio, e l'ho recuperato solo ad agosto, in un cinema sotto le stelle bello pieno. Il regista è Pablo Larrain, giovane cileno di talento, autore anche di Tony Manero, che con questo suo quarto film racconta, con un stile documentaristico, i giorni che precedettero il referendum per dire sì o no alla permanenza al potere di Augusto Pinochet, il dittatore sanguinario che aveva eliminato Salvador Allende, uccidendo la democrazia cilena nel 1973. Per rendere perfetto l'incastro tra le immagini di repertorio e quelle filmiche, Larrain usa intelligentemente una fotografia sgranata, la camera un po' traballante, e il risultato è straordinariamente convincente.
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