domenica 25 febbraio 2024

Piazze piene

Citando Faber, dico che "la cosa che più temo è che l'autorità attraverso il consenso della maggioranza, lasci le maggioranze stesse libere di scegliere come comportarsi nei confronti delle minoranze: emarginandole, magari non soltanto non rispettandole, ma non tollerandole..." Mi pare che è quello che è successo a Pisa, Firenze, Catania, Verona, e ancora prima a Genova nel 2001 o durante i lockdown. Fermo restando che chi va a manifestare per la Palestina non è una minoranza, numerica, ma è emarginata dal pensiero unico, propagandato dai dai media di regime. Risposta giusta è quella di riempire ancora di più le piazze, non per mera propaganda, ma perché la piazza è viva, a differenza dei media, che sono morti e passano solo le veline della maggioranza contro chi dissente. I politici che hanno giustamente riempito le piazze ieri, lo devono continuare a fare anche un domani, quando magari sostituiranno questo brutto governo. E dire chiaramente, che una cosa così con loro non potrà succedere, che metteremo i codici identificativi sulle divise, il reato di tortura intoccabile. Solo così potranno riconquistare il voto dei delusi, di chi, a torto, si astiene (io non l'ho mai fatto). Uno scambio alla pari per impedire alle maggioranze di scegliere come comportarsi nei confronti delle minoranze.
 

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mercoledì 9 marzo 2022

Violenza di Stato con siringa

Ora so come sta una donna
dopo una violenza, dopo
che il suo corpo è stato
violato.
Ora so come sta una donna
costretta a essere infilzata,
con un organo di potere
dentro.
Ora so come sta una donna
infamata: ti piace, ne hai
bisogno, devi farlo, è per la
salute.
Ora so come si sente una
donna costretta a subire
una cosa che non vuole,
dentro.

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mercoledì 26 marzo 2014

7° piano, la banalità del male

Ho letto 7°piano e non sto bene. Dico, è una lettura che non ti fa star bene, perché vedi degli essere umani stupidamente attaccati, piccioncini in amore perenne, sembrano al settimo cielo, ma ... lui comincia ad essere possessivo, ha attacchi di gelosia stupidi, manie, teme di essere tradito... insomma, è malato. Poi la violenza, lei in modo assurdo sopporta, fino alla botta finale, che la fa reagire. Scappa, lo denuncia, sì libera da questo rapporto soffocante. 
A quanto leggo, basato su fatti autobiografici, presenta la banalità del male all'interno di una giovane coppia. L'autrice è svedese,  Åsa Grennvall (non pensavo che anche  a quelle latitudini esistesse questa triste realtà), l'editore  Hop!, specializzato in fumetti particolari, nessuno mai uguale all'altro, ambientati in tante parti d'Europa (fa parte della stessa collana di Francis, - tasso buffone). Introduzione di Loredana Lipperini, postfazione di Riccardo Noury, di Amnesty Italia. Un libro tosto, per nulla politicamente corretto, anche nel segno e nei segni... da leggere.
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sabato 24 novembre 2012

Una paura fottuta - racconto inedito


L’altra sera me ne stavo tranquillo nella mia cucina a mangiare un bel trancio di pizza. Quella con la scamorza e i capperi. I capperi glieli avevo aggiunti io perché mi piacciono, li ficcherei dappertutto. La birra riempiva il mio bicchiere. Birra del frate, bionda, quella doppio malto, una delle poche birre che bevo (di solito bevo vino, ma con la pizza, bionda del frate).
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