Salò 50 anni dopo
Cinquant’anni fa usciva, come oggi Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini. Usciva dopo il brutale assassinio dell’intellettuale comunista. Usciva scatenando polemiche, denunce al produttore e il ritiro del film dalle sale (vi ritornerà solo nel 1978, e poi a seguire con nuove edizioni: io l’ho visto solo al cinema qualche anno fa). Primo film di una trilogia sulla morte, purtroppo interrotta dalla morte stessa di Pasolini, Salò è una pellicola utile e necessaria, sempre attuale in questo mondo violento e fascista. Non è per tutti ma nel consiglio comunque la visione. Anzi, sarebbe da farne un remake oggi… voi l’avete mai visto?
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Questo è il mio piede dopo i 2000 km. Sembra un tatuaggio, ma è l’abbronzatura dei miei sandali. Sullo sfondo l’isoletta di Trimelone. Da buon pacifista il mio è un calcio a quello storico avamposto militare, pieno di bombe di tutte le guerre, anche dell’ultimo conflitto mondiale: i nazisti in fuga vi abbandonarono molti ordigni, e si favoleggiava sul tesoro del puzzone (Salò è dall’altra parte del lago, spostata un po’ più a sinistra), nascosto lì poco prima della sua fine a Piazzale Loreto. Se lo saranno spartito gabbiani e cormorani, unici abitanti dell’isoletta, visto che è vietato andarci. Tarantino ne farebbe un gran film.
Dopo una salita in funivia a 1770 e rotti metri di altitudine (freddo e nebbia) sul Monte Baldo, monte diviso tra Trento e Verona, un lauto pasto con tagliatelle al tartufo, mezzo litro di rosso e una Sacher con panna per festeggiare, si riparte. Altri quaranta km verso casa, quasi tutti discesa e curve (le ho raddrizzate). Alla fine arrivo a 7581 …mi fermerò presto.