venerdì 1 gennaio 2016

A letto con un libro, questo ...

Avevo rimandato la lettura di questo libro tutto l'anno, ora, complici pochi giorni di ferie, sono riuscito a farlo. Si tratta del secondo libro di Lou Palanca, Ti ho visto che ridevi, uscito qualche mese fa con Rubettino, come il romanzo precedente. L'ho letto tutto in un giorno, praticamente incollato ad esso, appassionato da questa storia di un uomo che dopo il funerale della madre fa una scoperta sconvolgente: la madre non era la madre, ma la sorella della vera madre, fatta scomparire chissà per quale motivo. Cercherà di scoprirlo, andando alla sua ricerca, spostandosi dalla Calabria al Piemonte, nelle Langhe, dove pare si fosse trasferita poco dopo averlo messo al mondo. Dietro una storia di violenze e ribellioni, donne coraggiose costrette a fuggire, legate ad un filo rosso: dalle lotte in Calabria negli anni 50/60, alle lotte No Tav di oggi. Un'indagine incalzante, tra diverse parti d'Italia (fa venire voglia di visitare quei luoghi, da Riace all'Osteria dell'Arco di Alba), dove si snoda questo giallo politico-mafioso stupendo, per me ancora più appassionante dell'esordio dello scrittore collettivo Lou Palanca, Blocco 52. Consiglio a tutti di passare capodanno a letto con un libro così, è il miglior augurio per il 2016 che possa farvi.

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domenica 18 marzo 2012

Grazi mille ^_^

Ho vinto l'ennesimo premio da blogger, e sono molto felice. Per me è sempre una bella occasione di parlare di me, accontentando il mio lato esibizionista, e lanciare messaggi, accontentando il mio lato esibizionista (due lati della stessa medaglia, insomma).
Il blog di George ha deciso di premiarmi assieme ad altri 14.  Questo è stato un mesetto fa, sono un po' in ritardo con i tempi, chiedo scusa a George (e anche ad Alessandra, che mi premiato dopo, arriverò anche da lei).
 

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sabato 10 marzo 2012

Frigidaire/il Nuovo Male ritornano in edicola

Dopo la neve che ha bloccato il numero di febbraio, ritornano in edicola Frigidaire e il Nuovo Male ad annunciare la primavera. Su Frigidaire le mie solite rece (in questo numero ben 4: V-Device, Fadà, Ani DiFranco, My Foolish Heart), e articoli contro la stupidità dilagante. Stupendo il pezzo di lancio scritto da Sparagna sul sito di Frigolandia (a proposito, devo rinnovare il passaporto), che mi rende fiero di collaborare con questa allegra combricola...
La TAV e lo sviluppismo cieco - di Vincenzo Sparagna
Le proteste della popolazione della Val Susa contro la TAV durano da venti anni, giusto da quando fu lanciato il progetto di questo supertreno che doveva bucare le Alpi. Già allora le obiezioni contro il fantaprogetto costosissimo erano perfettamente fondate e avrebbero dovuto essere accolte. Ma gli ultimi governi della prima repubblica, così come tutti quelli della seconda: Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi, D’Alema, Amato, Berlusconi, Prodi, Berlusconi e adesso Monti hanno “tirato dritto”, come usa dire, ovvero hanno continuato a procedere come nulla fosse.

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giovedì 1 marzo 2012

L'Europa nel tunnel nero

L'Europa si è infilata in un tunnel nero, il più nero della sua Storia recente.  Difficile trovare le parole per descrivere questo stato di cose. Le ho trovate ancora una volta in un articolo di un intellettuale mite, lucido, a volte lontano dal mio pensiero, ma questa volta no, perfettamente in linea: Marco Revelli, su il manifesto di martedì. Anche questo dimostra quanto sia importante la vita de il manifesto. Se chiuderà anche lui, la dittatura del pensiero unico avrà definitivamente vinto. Pensateci!

Come se niente fosse
Marco Revelli (il manifesto 28.02.2012)
La verità su quanto sta accadendo in Val di Susa, e sul suo significato generale, sta tutta in una quarantina di ore. Nel breve spazio che va dal sabato pomeriggio al lunedì mattina. Sabato, una valle intera - un popolo - molte decine di migliaia di persone, anziani, giovani, donne, bambini, contadini, operai, piccoli imprenditori, commercianti, "popolazione", riempiono le strade, i campi circostanti, le rotatorie e i borghi, per dire no al Tav. Pacificamente, con volti sorridenti e idee chiare in testa. Lunedì mattina - come se niente fosse - una colonna di uomini armati marcia, secondo programma, sull'area-simbolo di Clarea, sui terreni di proprietà comune risparmiati dal primo blitz del 27 giugno 2011 e diventati il simbolo della resistenza, per occuparli. Indifferenti a tutto, muovono per spianare la Baita che ha ospitato in questi mesi l'anima della valle, come se con le ruspe potessero cancellare le ragioni di tutti. In mezzo, un uomo che cade da un traliccio, folgorato, e solo per miracolo non perde la vita.
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sabato 28 gennaio 2012

Rinnovato l'abbonamento anche per pezzi così

Proprio perchè c'è crisi, e i soldi in tasca sono sempre meno, ho rinnovato anche quest'anno il mio abbonamento a il manifesto (e fatto per la prima volta quello a Il Mucchio Selvaggio web). Viviamo in una crisi democratica impressionante, e quello che più impressiona è che sembra tutto normale. Viene in mente la banalità del male, forse oggi la potremmo chiamare la normalità del male. Leggete l'articolo qua sotto, difficilmente lo troverete in altri quotidiani italiani. Scritto con forza, da un intellettuale italiano fine e pacato, ho rinnovato l'abbonamento anche per questo ...

Una questione di democrazia
Marco Revelli (il manifesto 28.01.2012)

Ancora la Val di Susa. Ancora la resistenza contro il Tav. Il blitz - così lo chiamano giornali e tv - di giovedì all'alba è caduto in un paese segnato dalla crisi e attraversato da ventate di rivolta a cui non si era più abituati, dai "forconi" siciliani agli autisti dei tir. E già prende corpo l'idea di una manovra repressiva ad ampio raggio, che affianchi all'autoesclusione della democrazia parlamentare la chiusura degli spazi di mobilitazione dal basso nel quadro di una modernissima forma di dispotismo della ragione economica e dell'emergenza finanziaria.
In effetti, ci si sarebbe aspettati che in un momento in cui si raschia il fondo del barile per far cassa, e si spremono persino i pensionati per ridurre il debito pubblico, si dedicasse non dico un encomio solenne al valor civile, ma quantomeno un minimo di ascolto a chi da anni si batte per evitare che una ventina di miliardi di euro vengano gettati in un buco inutile e dannoso. E che il peso di quell'opera folle fosse sollevato dalle spalle degli italiani. Invece i 26 arresti, le perquisizioni a tappeto, gli ordini di custodia cautelare. Perché tanto accanimento? E perché ora, a sette mesi dai fatti contestati?
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mercoledì 29 giugno 2011

Bandiere sovrapponibili

Ho provato a sovrapporre la bandiera dei No Tav a quella dell’Acqua Bene Comune, e ho notato che si sovrappongono perfettamente, sono fatte della stessa pasta … e allora posso sbandierare ancora e invito a farlo tutti, in piena solidarietà con la popolazione a difesa di un territorio, come abbiamo fatto con l’acqua.

E SE NON SIETE CONVINTI LEGGETE QUI

ALLA MADDALENA LA SOCIETÀ DEI BENI COMUNI

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