Proprio perchè c'è crisi, e i soldi in tasca sono sempre meno, ho rinnovato anche quest'anno il mio abbonamento a
il manifesto (e fatto per la prima volta quello a
Il Mucchio Selvaggio web). Viviamo in una crisi democratica impressionante, e quello che più impressiona è che sembra tutto normale. Viene in mente la banalità del male, forse oggi la potremmo chiamare la normalità del male. Leggete l'articolo qua sotto, difficilmente lo troverete in altri quotidiani italiani. Scritto con forza, da un intellettuale italiano fine e pacato, ho rinnovato l'abbonamento anche per questo ...
Una questione di democrazia
Ancora la Val di Susa. Ancora la resistenza contro il Tav. Il blitz - così lo chiamano giornali e tv - di giovedì all'alba è caduto in un paese segnato dalla crisi e attraversato da ventate di rivolta a cui non si era più abituati, dai "forconi" siciliani agli autisti dei tir. E già prende corpo l'idea di una manovra repressiva ad ampio raggio, che affianchi all'autoesclusione della democrazia parlamentare la chiusura degli spazi di mobilitazione dal basso nel quadro di una modernissima forma di dispotismo della ragione economica e dell'emergenza finanziaria.
In effetti, ci si sarebbe aspettati che in un momento in cui si raschia il fondo del barile per far cassa, e si spremono persino i pensionati per ridurre il debito pubblico, si dedicasse non dico un encomio solenne al valor civile, ma quantomeno un minimo di ascolto a chi da anni si batte per evitare che una ventina di miliardi di euro vengano gettati in un buco inutile e dannoso. E che il peso di quell'opera folle fosse sollevato dalle spalle degli italiani. Invece i 26 arresti, le perquisizioni a tappeto, gli ordini di custodia cautelare. Perché tanto accanimento? E perché ora, a sette mesi dai fatti contestati?
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