
Viviamo in una democrazia, o no? Ha ancora senso questa parola? Credo,
come molte, sia stata svuotata di senso, calpestata, presa a
manganellate, uccisa in tv, venduta su qualsiasi mezzo di stampa (e
propaganda) del sistema (lo scrivo con la minuscola perché mi fa troppo
schifo). Mi riferisco all'impossibilità di cambiare le regole del gioco
anche se si ha dietro un enorme consenso popolare, come aveva
Alexis
Tsipras. Ne parla
Giovanni De Mauro, in un piccolo ma prezioso articolo
scritto su
Internazionale dall'illuminante titolo
Intimidazioni. Vi
invito a leggerlo e a rifletterci. Forse non è un caso che lo evidenzi
sul mio blog nell'anniversario dell'assassinio di
Carlo Giuliani, quando
in Italia fermarono in quel modo il
movimento dei
movimenti, cioè
cancellarono ogni possibilità di cambiamento con le maniere forti, come
hanno poi continuato a fare sistematicamente ogni giorno dal fatidico
2001. Allora non conoscevamo il significato della parola waterboarding,
usata da
De Mauro per far capire il trattamento ricevuto dal leader di
Syriza, dalla democratica Europa politica, l'avremmo conosciuto qualche
anno dopo, in seguito alle guerre infinite di
Bush Jr e successori. Per
chi no lo sapesse, è una forma di tortura, che induce il torturato a
credere di morire soffocato, usata spesso e volentieri dai
democraticissimi Stati Uniti.
Buona estate ...
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